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“Good Ol’ Usa Project”. Questo il nome di un’operazione di information warfare russa, denunciata nelle scorse settimane, che si concentrava sulla “comunità dei videogiocatori americani, utenti di Reddit e piattaforme come 4Chan”, considerati la “spina dorsale delle tendenze di destra” online negli Stati Uniti. Ma perché i videogiocatori sono un target interessante per la Russia? Joshua Foust, assistant professor in public relations at the S.I. Newhouse School of Public Communications della Syracuse University, fornisce la sua visione dei fatti in un articolo pubblicato su Foreign Policy.

La cultura dei videogiochi è terreno fertile per gruppi estremisti di destra che condividono e normalizzano le loro idee, che modificano giochi per renderli più razzisti e violenti. Queste dinamiche hanno trasformato i videogiochi in un campo di battaglia culturale e politico, con divisioni lungo linee di pensiero. Da oltre un decennio, movimenti per “ripulire” il gaming da donne, persone di colore e comunità LGBT+ sono emersi dagli angoli più oscuri di internet. Questi movimenti hanno influenzato la politica mainstream, come dimostrato da Gamergate nel 2014, che ha visto una campagna di molestie contro donne nel settore videoludico trasformarsi in un sostegno online per Donald Trump nel 2016.

Questi sforzi di estrema destra continuano oggi, anche senza l’intervento russo. Esemplare il caso, avvenuto nel 2023, quando Ubisoft ha affrontato critiche per aver incluso Yasuke, un samurai africano realmente esistito, nel nuovo Assassin’s Creed ambientato nel Giappone feudale. Gruppi di destra, supportati da figure come Elon Musk, hanno criticato la rappresentazione storica. E la Russia trova alleati in queste comunità insoddisfatte.

Anche altri Paesi usano i videogiochi per scopi strategici. Gli Stati Uniti gestiscono squadre di eSport per incentivare l’arruolamento. La Cina ha lanciato giochi per migliorare l’immagine dell’Esercito Popolare di Liberazione. La propaganda russa sulla guerra in Ucraina si è spinta fino a giochi come Minecraft e Roblox, cercando di convincere l’Occidente a ritirare il supporto all’Ucraina, con bot e agenti che promuovono narrative sulla necessità di “pacificare” l’Ucraina. L’invasione è stata giustificata attraverso il mito della “Novorossiya”, che vede gli ucraini come russi da “recuperare” con la forza. Tuttavia, la propaganda attraverso i videogiochi raramente ha successo. Tentativi precedenti, come il gioco di Hezbollah “Special Force” nel 2003 o il reclutamento di al Qaeda nei videogiochi, non hanno prodotto risultati significativi. Anche se alcuni studiosi esprimono preoccupazioni sulla “militarizzazione” dei videogiochi, il reclutamento militare negli Stati Uniti è in declino, e la fiducia nelle forze armate è ai minimi storici.

Le recenti rivelazioni sulla propaganda russa nei videogiochi indicano innovazioni nel modo in cui i messaggi strategici vengono diffusi attraverso canali non tradizionali, ma mostrano anche come i canali tradizionali si stiano chiudendo. Molte piattaforme social sono inaccessibili in Russia, e i videogiochi possono sostituirle come canali per la propaganda, sottolineando la loro importanza come luogo di disputa ideologica su politica, identità e libertà di espressione.

Guardando al futuro, sorgono domande sul ruolo che i videogiochi avranno nella guerra dell’informazione tra Russia e Occidente. Proposte come l’uso di reti neurali per censurare contenuti nei giochi potrebbero avere ripercussioni sull’esperienza globale dei giocatori. Prima ancora dell’invasione dell’Ucraina, Mosca ha costretto Activision a censurare una sequenza in Call of Duty: Modern Warfare 2 e ha eliminato rappresentazioni LGBT+ nei giochi, riflettendo atteggiamenti simili a quelli di alcuni gruppi di estrema destra occidentali.

I decisori politici devono garantire che i videogiochi, come piattaforme globali, rimangano spazi di libertà di espressione e tutela dei diritti umani fondamentali. Anche se l’ultimo tentativo russo di influenzare il gaming è stato sventato, è probabile che emergano nuovi programmi per replicare il successo di precedenti campagne come Gamergate. Le piattaforme emergenti, dai giochi cinesi a servizi come Discord, offrono nuove opportunità per l’influenza russa. Questi spazi rappresentano la nuova frontiera nella battaglia globale per la libertà di espressione.

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