Skip to main content

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Lo scontro al Senato sulla riforma costituzionale è in pieno svolgimento e, come amava dire un ex ministro berlusconiano, è di quelli nei quali chi vince non farà prigionieri. È probabile che alla fine Matteo Renzi riesca a far approvare il provvedimento nella versione che fin qui ha mostrato di preferire: senza modifiche. In ogni caso, comunque si concluda, la vicenda si presta ad alcune considerazioni di fondo.

La prima. Poiché la divaricazione in seno al Pd tra renziani e minoranza non appare riassorbibile, la modifica costituzionale più importante dal dopoguerra ad oggi, quella che – almeno nelle intenzioni: nel pratica vedremo… – abolisce il bicameralismo perfetto come disegnato dalla Costituente, verrà approvato da una parte, unicamente da una parte del Parlamento. Cioè di fatto dal solo Pd (ma non tutto) con l’appendice di Ncd-Udc (ma non tutta). Più qualche apporto, diciamo così, spurio: l’ex braccio destro di Berlusconi, Denis Verdini; i seguaci del sindaco di Verona, Flavio Tosi, scappato dalle grinfie di Salvini per finire nelle fauci di Renzi (un affare?); magari qualche fittiano in acrimonia con l’ex Cavaliere. Il che vuol dire che le modifiche alle regole del gioco politico, legge elettorale compresa; quelle cioè che dovevano contraddistinguere la legislatura e che, a dispetto del passato, stavolta era indispensabile arrivassero al traguardo assolutamente condivise, arricchite del massimo di consenso possibile, e per realizzare le quali si era costituito il patto del Nazareno, vero e proprio accordo tra statisti contro i “barbari” anti-sistema grillini e leghisti, risulteranno alla fine licenziate con praticamente la metà delle forze politiche rappresentate in Parlamento che esprimono voto contrario. Rispetto alle premesse, e se non fosse una cosa dannatamente seria, sembrerebbe di stare su Scherzi a parte.

La seconda. Comunque vada, l’esito del voto sulle riforme consegnerà un Pd, partito di maggioranza relativa e pilastro del sistema politico di questa fase, indebolito perché una parte di esso avrà subíto una sconfitta forse definitiva. Renzi sbandiererà la sua vittoria, numerica e politica. È legittimo. Ma comunque sarà impossibile negare che il baricentro su cui si regge il prosieguo della legislatura risulterà incrinato. Più si andrà avanti più il copione sarà Renzi vs Resto del mondo (politico. O non solo?). Uno di quegli scenari che il presidente del Consiglio ed il suo inner circle prediligono.

Il punto però è che c’è di mezzo l’assetto del sistema italiano ed il meccanismo di bilanciamento del potere: legge elettorale e riforma costituzionale a questo fanno riferimento.

Sono più che note le critiche a quest’insieme di considerazioni. La più importante delle quali, anche in queste ore ripetuta dal premier, è che arrivano finalmente al traguardo riforme attese da decenni, proprio quelle che la politica finora non era riuscita a fare e che invece adesso trovano compimento, che ripensare il merito dei provvedimenti ne avrebbe inevitabilmente bloccato il cammino, riportando tutto alla casella di partenza di un esiziale gioco dell’oca.

Penso sia legittimo avere dei dubbi su questa impostazione. Non è affatto vero che quelle già approvate (Italicum) o in via di approvazione (riforma Senato) fossero le uniche possibili. O tantomeno le più realistiche, le sole sulle quali è risultato possibile costruire una intesa ampia e, come si dice, bipartisan. Intanto perché, come visto, di bipartisan non c’è nulla e i testi arrivano al traguardo con appena i voti di maggioranza, arricchiti di apporti non organici. Poi perché c’erano altre soluzioni “potabili”, scartate a favore di queste sulla base di un preciso disegno, di una decisa scelta. Quella di creare un meccanismo in grado di consegnare un potere enorme – con scarsi o nulli bilanciamenti che invece sono l’essenza della democrazia – nelle mani di una sola forza politica e, in ultima analisi, di un uomo solo. Non c’è alcuna casualità o ragione di forza maggiore. C’è al contrario un obiettivo esplicito perseguito con palese determinazione e noncuranza per strade alternative.

Chi lo ha fin qui inseguito, se ne assume la responsabilità di fronte al corpo elettorale. Di più: dovrà spiegarlo ai cittadini nel referendum confermativo, rivendicandone la paternità e la bontà degli effetti ai fini dell’ammodernamento delle istituzioni italiane. Con onestà mentale e personale. Idem chi si schiererà contro, spiegando come e perché ha cambiato idea in corso d’opera passando dal sì incondizionato pronunciato nella sede del Pd alle barricate dei seggi del no referendario.

Ultima annotazione. È stucchevole chiamare in causa a ogni piè sospinto il capo dello Stato; è improprio il richiamo ai suoi doveri di terzietà fatto da chi è parte in causa, è fuorviante gridare al vulnus democratico da parte di chi un giorno sì e l’altro pure vellica le pulsioni anti sistema di parte della società italiana. Tuttavia quando si parla di cambiamenti costituzionali un soprassalto di prudenza non è mai nocivo. L’articolo 138 della Carta, che appunto ne norma le possibili modifiche, impone non a caso un iter particolarmente lungo. Le logiche dei tweet, fortunatamente, erano estranee ai costituenti.

Carlo Fusi (giornalista, responsabile media di Italia Unica)

Il Senato alla Renzi sarà un boomerang per Renzi. L'intervento di Carlo Fusi (Italia Unica)

Di

Riceviamo e volentieri pubblichiamo Lo scontro al Senato sulla riforma costituzionale è in pieno svolgimento e, come amava dire un ex ministro berlusconiano, è di quelli nei quali chi vince non farà prigionieri. È probabile che alla fine Matteo Renzi riesca a far approvare il provvedimento nella versione che fin qui ha mostrato di preferire: senza modifiche. In ogni caso,…

Isis minaccia i Balcani (e i siriani in fuga)

Nell'ultimo numero della rivista patinata dell’ISIS si rilanciano le minacce per le ambasciate straniere nei Balcani occidentali. IL TERRORE PATINATO Nella loro rivista "Dabiq", i terroristi del Califfato scrivono che nessuno potrà fermare l’attacco alle ambasciate straniere a Tirana, Pristina e Sarajevo. “Che cosa che ci impedisce, per esempio, di attaccare le comunità in Michigan, Los Angeles e New York?…

Squinzi rottama i gufi di Confindustria

Da oggi è ufficiale: non ci sono gufi e rosiconi in Confindustria. Basta sfogliare l'ultimo numero degli "Scenari Economici", pubblicato oggi, per avere certezza. L'ottimismo, seppure non sfrenato, pervade il documento messo a punto dall'ufficio studi della confederazione degli industriali presieduta da Giorgio Squinzi. Non solo per la revisione al rialzo delle stime di crescita del Pil (+1% nel 2015…

Senato, tutte le tensioni fra Renzi e Grasso

Il presidente del Senato Pietro Grasso è un uomo, a suo modo, davvero eccezionale. Riesce a non perdere il sorriso anche quando è arrabbiato, o dice di esserlo, per cui non si riesce mai a capire bene se ci fa o ci è. Ha sorriso anche  alla conferenza dei capigruppo, della cui convocazione aveva rivendicato il diritto esclusivo dopo che…

Step up dei raid occidentali in Siria (ma non basta)

Magari è solo una coincidenza temporale, ma dal momento in cui si sono cominciati a registrare i nuovi movimenti russi in Siria (obiettivo dichiarato: combattere lo Stato islamico; obiettivo chiaro: difendere il governo di Damasco), diversi altri Paesi dell'asse occidentale hanno aumentato il proprio coinvolgimento. I primi a muoversi gli inglesi: piaccia a no al nuovo leader dei Labour Jeremy…

Come si vive in Siria e in Irak

Nel 2012, l’ex primo ministro siriano, Adel Safar, aveva lanciato un appello ai cittadini dall’agenzia statale di notizie Sana: “Bisogna recuperare tutti gli sforzi necessari per superare gli eventi alimentati da Paesi stranieri che volevano cospirare contro la Siria e tornare alla vita quotidiana e riprendere la stabilità e la sicurezza della patria”. L’attuale presidente siriano, Bashar al-Assad, non si…

Cosa combina Tosi con Renzi?

Un presidente del Consiglio che dà delle “bestie” ai suoi oppositori non si era mai visto nella storia della Repubblica italiana e nemmeno in quella del Regno sabaudo pre fascista. Alcuni giorni fa  l giovin signore fiorentino ha toccato il fondo con il solito suo tweet secondo cui: “La maggioranza c’è, resto è contorno”. Questa è la concezione della democrazia…

La Cancelliera d'Europa

Angela Merkel non è solita tradire emozioni. Nota per una cautela ai limiti dell’attendismo, spesso accusata di tatticismo, criticata per la gestione dilatoria della crisi greca, di quella finanziaria, di far proprie politiche socialdemocratiche rinunciando a quelle del proprio partito, questa donna riflessiva, poco versata nell’oratoria, cambia radicalmente registro e toni davanti alle masse di disperati che si accalcano alle…

Chi colpirà (e come funzionerà) la Web Tax annunciata da Renzi

La possibilità che i colossi del Web vengano tassati per i redditi generati in Italia ha ripreso vita nel salotto di Lilli Gruber su La7. Ospite Matteo Renzi, che tra un taglio alle tasse e un elogio sperticato a Sergio Marchionne per il suo operato in Fiat, ha annunciato una possibile digital tax. L’ANNUNCIO DI RENZI “Dopo aver aspettato per…

Salvini filo-Bossi sull'immigrazione

Stiamo assistendo ad un insieme di vicende molto complesse: i muri ungheresi da un lato; la sospensione di Schengen dall'altro; la distinzione apparentemente semplice tra lo status di rifugiato e lo status di emigrante cosiddetto “economico”. Sembra ormai che l'Europa non riesca più a proseguire lungo una qualunque strada accettata da gran parte dei singoli Stati nazionali. Si tratta di…

×

Iscriviti alla newsletter