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Ancora acque agitate nell’Atlantico, dopo che ieri sera WikiLeaks ha rivelato documenti top secret che dimostrerebbero tre presidenti francesi sono stati intercettati dal 2006 al maggio 2012 dalla National Security Agency americana. Secondo il sito fondato da Julian Assange, rilanciato Oltralpe a stretto giro da Libération e Mediapart, si tratta di Jacques Chirac, Nicolas Sarkozy e François Hollande, quest’ultimo fino a pochi giorni prima che iniziasse il suo mandato, oltre che di ministri del governo e dell’ambasciatore francese negli Stati Uniti.

LE REAZIONI

La reazione dell’Eliseo non s’è fatta attendere. Come primo atto, il ministero degli Esteri di Parigi ha convocato l’ambasciatrice degli Usa in Francia, Jane Hartley, realizzando quella che molti osservatori – come il generale Carlo Jean – hanno definito una mossa scenica, fatta ad arte per tranquillizzare l’opinione pubblica, ma con la consapevolezza del fatto che lo spionaggio sia consuetudine.

CHE COSA SUCCEDE

Di fatto, già pochi minuti dalla diffusione della notizia, è arrivata la smentita della Casa Bianca, che ha detto senza mezzi termini come al momento Washington non stia spiando Hollande e che ciò non accadrà in futuro. Resta però per la grandeur di Parigi la possibile onta che ciò possa essere accaduto in passato, prima del caso Datagate portato alla luce dalle rivelazioni della talpa Edward Snowden, ora rifugiatosi in Russia, tra le braccia del Cremlino.
Per questo, alla fine di una riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza nazionale, Parigi ha avvertito che “non tollererà azioni che mettano a rischio la sua sicurezza”.

SMENTITE E ACCUSE

Anche l’Nsa, attraverso il suo portavoce Ned Price, si è affrettata a precisare che Washington non sta intercettando l’inquilino dell’Eliseo. Parigi, dal canto suo, ha dichiarato che si tratta di un fatto “intollerabile tra alleati” e ha richiamato accordi del 2013 nei quali veniva stabilito che non ci sarebbero state intercettazioni tra alleati.

COME LA GERMANIA

Resta infatti aperta la ferita per un precedente che ancora trova spazio nelle cronache. Gli attriti per i programmi di sorveglianza dell’Nsa, nel Vecchio Continente, non hanno riguardato solo la Francia. Circa due anni, una crisi analoga si verificò quando si venne a sapere che la Nsa aveva intercettato la cancelliera tedesca Angela Merkel nel 2010.

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