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Non appena sono stati resi noti i risultati del referendum greco, il  primo ministro ellenico Alexis Tsipras ha telefonato al presidente russo Vladimir Putin. Secondo la stampa internazionale, è stata una conversazione tra “quasi” alleati. Il Cremlino, si legge in una nota del portavoce Dmitri Peskov, ha espresso i complimenti al popolo greco e ha confermato il proprio sostegno al governo dopo il “no” alle misure “lacrime e sangue” proposte dalla Troika. Tsipras e Putin si sono impegnati ad aumentare la cooperazione tra i due Paesi e la Russia ha detto che si augura che “la Grecia possa trovare un accordo con altri creditori internazionali”.

VECCHIA AMICIZIA

Nella giornata di ieri, spiega il britannico Financial Times, il presidente russo ha continuato ad occuparsi della questione greca discutendone con Christine Lagarde, numero uno del Fondo Monetario Internazionale. L’obiettivo è di riaprire il dialogo tra le parti e cercare una soluzione win-win alla crisi ellenica. Putin ha detto che la Russia è disponibile in questo senso a lavorare con il Fmi sulla Grecia, sempre che l’iniziativa prenda in considerazione le necessità di tutte le parti coinvolte e non solo dei creditori.
L’avvicinamento tra il nuovo governo greco e la Russia di Putincome raccontato Formiche.net, era cominciato già il 30 gennaio del 2015. Allora Tsipras si era detto in disaccordo con le sanzioni imposte a Mosca per la crisi ucraina e non ha dato in seguito il suo avallo ad altre misure simili. In un comunicato ufficiale, il governo greco insediatosi il 25 gennaio aveva detto che non gli era stata chiesta nessuna opinione a riguardo.

LE CONSEGUENZE DELLE SANZIONI

Quella di Atene non è una posizione di facciata. Le sanzioni contro la Russia hanno danneggiato non poco l’economia greca. A pesare sono stati principalmente gli effetti del blocco delle importazioni agricole e l’aumento del prezzo del gas. Camion pieni di alimenti sono rimasti fermi nelle autostrade elleniche e il 60% delle pesche e il 90% delle fragole greche sono andati a male prima di poter raggiungere il mercato russo.

AZIONI SIMBOLICHE

Ma nonostante i rapporti commerciali intensi, la cooperazione tecnico-militare e i legami culturali e religiosi dati dalla Chiesa ortodossa, difficilmente Mosca potrà aiutare economicamente Atene, secondo gli esperti. La caduta del prezzo del petrolio ha indebolito l’economia russa e il suo margine d’azione è molto limitato. Secondo l’Institute of Europe of the Russian Academy of Sciences, “è molto probabile che la Russia si limiti ad azioni simboliche, anche se la relazione politica sarà più stretta”.

ATTENZIONE A MOSCA

Per l’analista e scrittore Moises Naim, membro dell’International Economics Program del Carnegie Endowment for International Peace, è vero che le decisioni di Atene influiscono sull’Europa, ma non bisogna dimenticare il peso che hanno gli atteggiamenti di Mosca. Naim sostiene che “Vladimir Putin ha risorse, armi e motivazioni per destabilizzare l’Europa e non solo”. Perciò l’avvicinamento tra Grecia e Russia dovrebbe preoccupare. “Le frizioni europee con la Grecia sono essenzialmente economiche – ricorda Naim -, mentre i problemi del Vecchio Continente con la Russia nascono da profonde differenze rispetto al significato e al valore della democrazia”.

SIMPATICI IRRESPONSABILI 

Ma c’è anche freddezza in un settore della Russia. Da quanto si legge sulla Stampa, nella corrispondenza da Mosca di Anna Zafesova, il putiniano presidente del Comitato esteri della Duma Alexey Pushkov è dalla parte dei tedeschi, e rimprovera ai greci di aver “vissuto a credito, creando una sorta di piramide finanziaria”. Anche la pubblicazione filo-governativa Komsomolskaya Pravda descrive i greci come “simpatici irresponsabili”, mentre il direttore della Gazzetta Finanziaria Nikolay Vardul sostiene che la Grecia deve restare un alleato politico: “Ma non è detto che alle dichiarazioni seguiranno i fatti, prima Atene deve accordarsi con i creditori”.

Tutte le tenerezze fra Tsipras e Putin

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