La libertà religiosa deve esercitarsi nel pieno rispetto del contesto in cui si vive, degli altri e della laicità delle istituzioni pubbliche. Questo non vuol dire limitarla, ma adeguarne l’esercizio concreto alle esigenze di una società davvero pluralista, multiculturale e multietnica. L’intervento di Antonio Fuccillo, professore ordinario di Diritto e religioni presso Università degli Studi della Campani “Luigi Vanvitelli” e direttore dell’Osservatorio “Enti religiosi, patrimonio ecclesiastico e organizzazioni no profit”
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Non è tempo di trollare la cultura. L'opinione di Monti
È necessario “ordinare” la cultura, perché il disordine può sicuramente essere un valore aggiunto per i produttori primari (artisti, musicisti, scrittori, ecc.), ma di certo non fa bene ad un comparto economico che si rispetti. L’opinione di Stefano Monti
L'Ue deve evitare la guerra commerciale con gli Usa. Polillo spiega come
L’Occidente rischia l’accerchiamento da parte di potenze ostili, che mal ne sopportano la lunga egemonia storica. Il suo pivot, ancora oggi è rappresentato dal rapporto Stati Uniti-Europa Occidentale. Segare quel ramo su cui entrambi sono seduti sarebbe pertanto una follia. Ma se questa è la posta in gioco, i compiti della Ue non possono limitarsi all’acquisto di qualche prodotto in più. L’analisi di Gianfranco Polillo
Guerra ai cartelli, equilibri con Trump. Il Messico di Sheinbaum in azione
La scelta di aumentare la lotta alla droga si lega alle volontà politiche della presidente Sheinbaum. La spinta per raccontare mediaticamente cosa sta accadendo serve ad accontentare le esigenze di Donald Trump
Difesa, sicurezza e ascolto. I messaggi per l'Ue da Madrid visti da Adornato
I Patrioti riuniti a Madrid lanciano diversi segnali. “Si può governare il mondo occidentale immaginando che il fenomeno identitario sia il nemico? Questa è la domanda che deve rivolgersi il Ppe”, spiega il politologo Ferdinando Adornato. È vero che c’è una competizione nelle destre per il rapporto con Trump, ma Meloni non la sente. Mentre per capire dove vorrà andare la nuova amministrazione Usa, lo snodo sarà l’Ucraina
Riad contro Netanyahu. La Palestina ancora conta (o serve)
In una durissima nota stampa, l’Arabia Saudita accusa Netanyahu, e chi con lui promuove “idee estremiste”, di impedire a Israele di accettare la pace e di sabotare i tentativi dei Paesi arabi per la stabilizzazione. Messaggio chiaro sul percorso della normalizzazione, che dovrà passare dalla soluzione a due Stati per la Palestina (o almeno così dice la narrazione ufficiale del regno)
I dossier comuni tra Italia e Austria al centro dell'incontro Meloni-Schallenberg
Roma e Vienna hanno gli stessi interessi strategici in quattro ambiti: il costone balcanico, l’immigrazione, il bacino Danubio-Mar Nero e lo sviluppo interconnesso dell’Europa centro-orientale. Non solo territori, ma capisaldi della politica estera che si distendono in parallelo ad azioni come il rafforzamento le prospettive europee dei Paesi dei Balcani occidentali, la stabilizzazione politica dell’intera area e la complessiva crescita economica della regione
Nello Spazio l’Europa è in ritardo, ma l’Italia può fare da apripista. Scrive Lisi
L’Europa rischia di perdere il treno della New space economy, soffrendo un pesante ritardo tecnologico e strategico rispetto ai giganti americani e asiatici. L’Italia emerge come un’eccezione grazie a investimenti mirati e un ecosistema dinamico, ma senza un cambio di mentalità, maggiore propensione al rischio e investimenti privati, l’Europa potrebbe restare ai margini del mercato spaziale globale. L’opinione di Marco Lisi, inviato speciale per lo Spazio del ministero degli Esteri e membro del consiglio d’amministrazione dell’Asi
Segreti e ragioni di Stato. Cosa non serve all'Italia secondo Sisci
Le polemiche attorno al caso Almasri, lo scontro con servizi e magistratura potrebbero logorare la tenuta del Paese. Le soluzioni potrebbero essere due: una verifica elettorale poco prima o dopo l’estate, oppure Meloni prende il toro per le corna e dà una scossa vera al suo governo e alla sua maggioranza. L’opinione di Francesco Sisci
Dove puntano gli occhi Cina, Russia, Iran e Turchia. Cosa dice la relazione del Copasir
Pechino ha investito miliardi di dollari in infrastrutture attraverso la Belt and Road Initiative, mentre Mosca ha stabilito cooperazioni militari. Anche Teheran e Ankara stanno intensificando la loro presenza. La relazione del Copasir evidenzia come questi investimenti e accordi possano comportare rischi per la sovranità e la stabilità politica del continente africano, richiedendo una visione integrata e consapevole per uno sviluppo autonomo e sostenibile
















