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Siamo “bravissimi a formare il capitale umano” ma “facciamo fatica” a trattenerlo in Italia davanti alle offerte all’estero. Una sfida che si applica in tanti settori, compreso quello, sempre più urgente, delle tecnologie quantistiche. A spiegarlo è Enrico Prati, professore associato di Fisica teorica della materia presso l’Università Statale di Milano. Il docente è co-autore (assieme al giornalista Otto Lanzavecchia) del documento “Se non ora Quantum. Una strategia nazionale per l’Italia”, pubblicato da Formiche e presentato stamattina presso la Sala Isma del Senato in collaborazione con l’Intergruppo parlamentare per l’innovazione.

Perché serve una strategia quantum

È “imperativo” per l’Italia sviluppare una quantum strategy nazionale, costruendo sulle basi delle iniziative finanziate nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e dei programmi dell’Unione europea, si legge nel documento. Questo approccio è essenziale per colmare la mancanza di una visione strategica unitaria, necessaria per coordinare gli sforzi delle realtà italiane attive nel settore delle tecnologie quantistiche verso un obiettivo comune. Nel rapporto si sottolinea che “la prima urgenza è quella di sopperire alla mancanza di una visione strategica che possa far confluire gli sforzi delle singole realtà italiane attive nel settore verso uno sforzo sistemico a favore del Paese”. L’Italia, già parte integrante dei programmi comunitari di ricerca e sviluppo, può proporsi come partner affidabile grazie alle sue eccellenze accademiche e industriali, unite a una vasta rete di contatti internazionali, spiega il testo. “I dividendi più immediati dell’adozione di una strategia quantum possono essere le ricadute positive sul tessuto economico, generate dalla richiesta di materiali avanzati”, afferma il documento. Sul lungo termine, si prospetta il favorire lo sviluppo di un ecosistema di talenti e know-how tecnologico, contribuendo così a garantire “la non-dipendenza del settore italiano relativamente all’adozione delle tecnologie quantistiche e il conseguimento di un vantaggio economico”.

Le cinque direttrici

Queste le cinque direttrici state delineate nel rapporto. Prima: tenuta economica e sviluppo. Il tessuto economico italiano, caratterizzato da un’alta presenza di piccole e medie imprese, deve poter accedere a strumenti basati sulla tecnologia quantistica per rimanere competitivo. “Le PMI possono utilizzare il quantum computing per ottimizzare processi produttivi e sviluppare nuovi prodotti innovativi”, si legge. Seconda: difesa e resilienza. È fondamentale che lo Stato italiano integri le tecnologie quantistiche nei propri apparati, soprattutto in settori strategici come la difesa e la sanità. Il documento sottolinea che è “importante” avviare attività per prevenire attacchi del tipo harvest now, decrypt later. Terza: creazione dell’ecosistema. È necessario creare condizioni affinché le realtà pubbliche e private collaborino per potenziare le capacità nazionali nel settore delle tecnologie quantistiche. “Il Centro Nazionale per High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing è già predisposto a proporsi come ente di raccordo”, evidenziando l’urgenza di un approccio sistemico. Quarta: partenariati internazionali e trasferimento tecnologico. Per colmare il divario tecnologico, l’Italia deve costruire partenariati con i Paesi più avanzati, promuovendo collaborazioni con aziende leader come Eni e Leonardo, che possono avviare iniziative di open innovation per supportare le start-up italiane nel settore quantistico. Quinta: economia di scala. È cruciale concentrare gli sforzi di sviluppo in centri di eccellenza, piuttosto che disperdere le risorse su realtà distanti. Si propone una fase di convergenza verso un polo unico in Italia, dove possano coesistere università, industrie e venture capital, creando così un ecosistema fertile per le tecnologie quantistiche. Queste direttrici non solo mirano a posizionare l’Italia come attore chiave nell’economia quantistica europea, ma anche a garantire un futuro economico sostenibile e competitivo.

Il dibattito politico

Le tecnologie emergenti come il quantum, “o le gestiamo o le subiamo”, ha sottolineato il senatore forzista Maurizio Gasparri, promettendo alla platea di sollecitare il governo sul tema, in particolare il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo. “Sarebbe necessario individuare il requisito dell’utilizzo della tecnologica quantistica come elemento utile” all’interno della direttiva Nis 2, ha dichiarato Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia e presidente della commissione Cultura della Camera. Servono investimenti, è il messaggio di Andrea Casu, vicepresidente della commissione Trasporti della Camera. Il deputato del Partito democratico ha ricordato il disegno di legge del suo collega di partito Lorenzo Basso che prevede, tra le altre cose, un investimento di un miliardo di euro in cinque anni per potenziare il Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing, ampliando le infrastrutture e promuovendo la partecipazione ai grant e il finanziamento di borse di dottorato. Senza l’intera catena nazionale di approvvigionamento, dalle fonderie fino allo sviluppo software, “rischiamo di rimanere indietro”, ha messo in guardia Antonio Caso, deputato del Movimento 5 Stelle e membro della commissione Cultura della Camera.

La voce delle aziende

È “fondamentale” lavorare sul quantum con un confronto tra pubblico e privato da subito, anche se la commercializzazione vedrà la luce tra anni, forse decenni, ha spiegato Ludovico Diaz, amministratore delegato per l’Italia di NTT Data, multinazionale giapponese che lavora sul quantum da oltre 15 anni. Questa tecnologia, infatti, “cambierà profondamente il nostro mondo”, consentendo di “risolvere problemi che oggi non sono risolubili o lo sono su orizzonti di secoli e millenni in termini di capacità computazionali delle attuali tecnologie” ma mettendo anche “a rischio alcune tecnologie che oggi ci permettono di trasferire dati in forma sicura”, ha dichiarato il manager. Alessandro La Volpe, amministratore delegato di IBM Italia, ha sollecitato la creazione di un’ecosistema che coinvolga le imprese, le università e il settore pubblico, come indicano anche nella terza direttrice del rapporto. “A condizione che ci siano un piano e una volontà nazionali”, ha specificato il manager.

Le conclusioni di Sorrenti

A chiudere i lavori in Senato è intervenuto Serafino Sorrenti, chief information security officer della presidenza del Consiglio dei ministri, che guida il tavolo tecnico per la strategia quantum a Palazzo Chigi. A sottolineare il livello raggiunto dall’ecosistema, Sorrenti ha spiegato che l’Italia sta lavorando per avere il centro quantistico per la crittografia nel suo territorio.

Stato, aziende e università. L’ecosistema quantum che serve all’Italia

Ecco cos’hanno detto al convegno “Se non ora Quantum. Una strategia nazionale per l’Italia” il co-autore del documento pubblicato da Formiche Enrico Prati, i politici Gasparri, Mollicone, Caso e Casu, i manager Diaz (NTT Data) e La Volpe (IBM). Sorrenti (presidenza del Consiglio): “Lavoriamo per avere il centro quantistico per la crittografia in Italia”

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Perché serve una strategia quantum italiana

Di Enrico Prati e Otto Lanzavecchia

Presso la Sala Isma del Senato, il 5 novembre si è tenuto l’evento dal titolo “Se non ora Quantum. Una strategia nazionale per l’Italia” in cui è stato presentato un documento frutto del lavoro coordinato da Formiche e redatto dal professor Prati (Statale di Milano) e da Otto Lanzavecchia

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