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La carta d’identità dell’attentatore dimenticata nell’automobile, la scarpa perduta mentre fuggiva, la mancanza di protezione della redazione da parte della polizia nonostante le minacce (che però erano diminuite negli ultimi mesi, secondo la recente testimonianza di un collega britannico del direttore Stéphane Charbonnier). Nella strage compiuta a Parigi nella sede della redazione di Charlie Hebdo, dove sono rimaste uccise 12 persone, ci sono, per alcuni osservatori, gli elementi per gridare al complotto.

SEMPRE COLPA DELLA CIA

Come ricorda Giuliano Cazzola  su Formiche.net, “dopo l’attentato alle Twin Towers si sviluppò un’ampia pubblicistica che accusava i ‘poteri occulti’ Usa di aver fatto tutto da soli. Quando cominceranno a dire che la strage di Parigi è opera del Mossad? Ovviamente con la supervisione della Cia”. Forse la risposta è: subito.

E LO ZAMPINO DEL MOSSAD?

Basta fare un giro nella rete, dove ogni scenario è plausibile. Su Egalité & Réconciliation, il sito dell’associazione del saggista e politico franco-svizzero Alain Soral (che aveva appoggiato in passato il Front National di Marine Le Pen) la teoria della cospirazione è fiorita immediatamente: “C’è da scommettere che gli autori sono già a Tel Aviv ….”, si legge in uno dei commenti. “Il progetto continua: alzare la tensione tra cattolici e musulmani”. E ancora: “Il progetto sionista e massonico sta funzionando alla grande, la guerra civile per tutti”.

SPECIALE FORMICHE.NET SULLA STRAGE TERRORISTICA: RICOSTRUZIONI, VIGNETTE, COMMENTI, INTERVISTE E ANALISI

ATTENZIONE AI MEDIA

“L’attacco a Indre, l’11 settembre, Mohamed Merah, Charlie Hebdo … che cospirazione intrigante contro l’Islam. Attenzione ai media!”, ha scritto su Twitter l’account @Abou_djaafar. Il tweet è ritwittato centinaia di volte in poche ore.

HOLLANDE COME BUSH

Il deputato belga Laurent Louis, noto per i suoi commenti sul complotto poche ore dopo l’attentato al Museo Ebraico a Bruxelles a maggio del 2014, ha scritto su Facebook (con 4250 like): “Hollande sta cercando di copiare Bush? In ogni caso, non mi sorprenderebbe che questo ‘attacco’ fosse organizzato dalle più alte autorità francesi… La politica ha fatto di tutto per creare le condizioni per un attacco terroristico islamista ed è per questo motivo specifico, credo sinceramente, che il governo francese può essere l’organizzatore dell’attacco”.

TRUCCHI SPORCHI

Alain Benajam, amministratore del sito Voltaire Rete, e personaggio vicino al giornalista d’inchiesta Thierry Meyssan, ha denunciato quello che considera un “trucco sporco” da parte del Mossad e della Cia: “Era noto da tempo che il prossimo passo inventato dall’imperialismo per l’Europa sarebbe stata una guerra di religione. Lo sentivamo arrivare. Gli islamofobi erano pronti e i terroristi del Mossad e della Cia erano ben disposti. I trucchi sporchi seguiranno fino alla guerriglia urbana. Non cadete in questa trappola!”.

JIHAD CONTRO VIGNETTE

Thierry Meyssan ha pubblicato un testo su Voltaire affermando che “i mandanti più probabili dell’attacco sono a Washington e che la pista jihadista è impossibile… Un jihadista non sarebbe contento di uccidere atei progressisti. Loro avrebbero prima distrutto gli archivi del giornale sotto i loro occhi”.

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SCOPRIRE I MANDANTI

Il post più recente di Egalité & Réconciliation conclude: “C’è stato l’11 settembre 2001, quando gli Stati Uniti sono rimasti in stato di shock, ma l’inchiesta non è stata ufficialmente conclusa, con le sue ombre timbrate ‘segreto di Stato’. Poi l’11 marzo del 2004 è stata la volta della Spagna. Il 7 luglio del 2005 in Inghilterra. Il 22 luglio del 2011 in Norvegia. Anni dopo, nessuno è in grado di dire quali siano stati i mandanti. Nulla è chiaro. Se rendiamo omaggio a coloro che sono morti senza sapere perché, il dibattito e la ricerca della verità non devono morire”.

IL POST DI GRILLO

Al coro sul complotto si è unito il leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo. Con ben due post del giurista Aldo Giannuli, docente di Scienze politiche alla Statale di Milano ed ex consulente della commissione Stragi, vengono analizzati otto “punti sospetti” dell’attacco. Indizi che potrebbero confermare “se c’è qualche manina non islamica dietro gli attentatori”. Appunto: la carta d’identità dimenticata sull’auto, la presunta inefficienza dei servizi segreti francesi, la mancata informazione su Mohammed Merah, il cecchino di Tolosa che poi si è scoperto essere stato collaboratore dei servizi segreti francesi.

Giannuli chiarisce che non ha “nessun elemento per escludere che quello che è accaduto sia realmente quello che sembra: un’azione di terrorismo di gruppi islamisti radicali, punto e basta. Ma siccome a trarre giovamento da questa strage saranno in diversi (ad esempio il Fn che si appresta a fare vendemmia di voti, di conseguenza anche Putin che proprio sul Fn sta puntando) vale la pensa di dare un’occhiata anche ad altre piste”. Congetture che per ora mancano di concretezza.

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