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L’interesse di Telecom per Metroweb, la società milanese della fibra ottica controllata dai fondi F2i e Fsi di Cassa depositi e prestiti, ha riacceso i riflettori sul futuro della rete fissa, sia in rame che in fibra ottica.

Il dossier Metroweb, approdato adesso anche sul tavolo del nuovo amministratore delegato di F2i, Renato  Ravanelli, che ha preso il posto di Vito Gamberale, sta però trovando l’ostilità di alcune forze politiche e qualche perplessità governativa.

GLI OBIETTIVI DI TELECOM

Lo scorso 26 settembre il cda del gruppo presieduto da Giuseppe Recchi ha dato mandato all’ad Marco Patuano per trattare l’acquisto della partecipazione del fondo infrastrutturale (F2i), pari al 53,8% di Metroweb Italia, mentre il restante 46,2% è detenuto dal Fondo strategico italiano (Fsi).

Lo slancio improvviso di alcuni operatori per investimenti e acquisizioni di reti in fibra ottica, caldeggiato dal presidente di Cassa depositi e prestiti, Franco Bassanini, segue le recenti agevolazioni fiscali contenute nel decreto Sblocca Italia, all’esame del Parlamento, che consentirebbero un aumento del tasso di ritorno interno degli investimenti in fibra ottica del 2,5%-3,5%.

LE PRIME REAZIONI POLITICHE

Dopo le prime reazioni politiche dei parlamentari Pd, Stefano Esposito e Cristina Bargero, e del senatore leghista Jonny Crosio che hanno chiesto a governo e Antitrust di intervenire su questa operazione per evitare che la competizione nelle telecomunicazioni fisse venga seriamente compromessa, a prendere posizione è stato anche il vicepresidente della Commissione Vigilanza Rai, Giorgio Lainati (FI). “Se l’ipotesi di acquisizione della maggioranza di Metroweb da parte di Telecom Italia fosse confermata, correremmo il rischio di limitare fortemente la concorrenza nel mercato delle telecomunicazioni fisse”, ha detto Lainati.

“Non vorrei che questo scenario avesse come unico effetto quello di scoraggiare fortemente gli investimenti esteri degli operatori di telecomunicazioni – ha detto il vicepresidente della Commisione Vigilanza Rai – Proprio perché ci muoviamo in un terreno molto delicato ove gli investimenti si tramutano in posti di lavoro sarebbe opportuno che il Governo e le altre Autorità competenti vigilassero su questa vicenda affinché ci sia la massima chiarezza”.

I DUBBI GOVERNATIVI

Perplessità sono state riscontrate anche ambienti del governo dove i piani di Telecom per Metroweb sembrano non incontrare troppi consensi. A volerci vedere chiaro è ad esempio il sottosegretario Antonello Giacomelli in modo da evitare – si legge in un articolo su Formiche.net – “che con l’operazione si ammazzi il mercato e si ri-monopolizzi pure la rete in fibra ottica”.

L’ESPOSTO ALLE AUTHORITY SUL RISCHIO ANTITRUST

Il dubbio del possibile rischio antitrust dell’operazione di Telecom paventato da molti addetti ai lavori e sottolineato in un corsivo di Formiche.net, trova adesso riscontro anche nei primi esposti all’Agcom presentati da alcuni movimenti dei consumatori.

A chiedere di aprire un’istruttoria sul caso sulla base di alcune considerazioni è stata l’Associazione Movimento Consumatori: “A parere dell’esponente, la concentrazione in capo ad un unico operatore della proprietà di tutte le reti fisse attualmente esistenti potrebbe compromettere il processo di sviluppo della concorrenza nel settore delle TLC”, si legge nell’esposto presentato all’Agcom.

Per l’Associazione Movimento Consumatori, inoltre, “l’acquisizione dell’unica rete fissa in fibra ottica oggi esistente da parte dell’operatore già proprietario della rete fissa in rame potrebbe subordinare, o almeno condizionare, lo sviluppo strategico della rete di nuova generazione agli interessi commerciali del proprietario della più arretrata rete in rame”.

Telecom-Metroweb, chi spinge e chi contesta l'operazione

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