Skip to main content

Nel 2014 gli Stati membri dell’Unione Europea apporteranno cambiamenti importanti nei metodi di contabilità nazionale per la definizione del Prodotto interno lordo (Pil) e del Reddito nazionale lordo.

Non si tratta di un’opzione ma dell’attuazione di una direttiva dell’Onu. Gli Usa l’hanno adottata nel 2013. Adesso tocca all’Europa. Di conseguenza i parametri di Maastricht saranno profondamente modificati, anzitutto i rapporti decifit/Pil e debito/Pil utilizzati, come è noto, per definire la situazione della finanza pubblica dei singoli Paesi. I mercati ovviamente ne tengono conto per decidere i loro comportamenti finanziari. Ad esempio, lo spread, naturalmente, riflette anche il livello di tali rapporti. Le organizzazioni internazionali e sovranazionali di controllo oggi li valutano per imporre politiche restrittive o commisurare sanzioni nei confronti di chi li viola.

In Europa il Reddito nazionale lordo è utilizzato per determinare il contributo di ciascun Paese al bilancio dell’Unione. È da decenni che si parla della necessità di migliorare il sistema di contabilità nazionale in quanto i metodi utilizzati sono notoriamente insoddisfacenti.

Il parametro del Pil infatti fu «inventato» nel lontano 1934 e è stato un utile riferimento anche se ritenuto altamente impreciso finanche dai suoi promotori. Il problema della riforma oggi è l’introduzione di proposte intelligenti e necessarie e di altre purtroppo davvero improponibili anche sul piano etico.

Ad esempio, le spese in Ricerca e Sviluppo, fino ad oggi considerate come costi intermedi, verranno conteggiate come spese di investimento perché contribuiscono, come capitale intangibile, alla crescita della capacità produttiva.

Ciò comporterà un impatto positivo sulla domanda aggregata e quindi sul Pil. Però anche le spese per gli armamenti saranno contabilizzate come spese di investimento. E qui incomincia la «perversione» del nuovo metodo contabile. Con il Pil si misura non solo la forza economica di un Paese ma anche la sua serietà e la sua affidabilità. Ne consegue che le dittature militari, che preparano una guerra di aggressione, diventano, con i numeri delle loro economie, degli esempi virtuosi da imitare.

La nuova riforma perciò supera tutti i limiti della decenza laddove introduce nel nuovo calcolo del Prodotto interno lordo anche le attività illegali.

Di fatto la nuova direttiva indica esplicitamente che «le attività illegali di cui tutti i paesi inseriranno una stima nei conti (e quindi nel Pil) sono: il traffico di sostanze stupefacenti, la prostituzione ed il contrabbando». Sarà addirittura l’Eurostat a stabilire le linee guida della metodologia di stima. Tutto ciò è giustificato «in ottemperanza al principio secondo il quale le stime devono essere esaustive, cioè comprendere tutte le attività che producono reddito, indipendentemente dal loro status giuridico». È proprio l’avverbio, «indipendentemente», che contiene il virus più distruttivo per la società ed il benessere dei suoi cittadini.

Allora anche la rapina diventa un’attività economica, «indipendentemente» dal fatto che distrugge l’ordine sociale e uccide. Anche una guerra di aggressione diventa un evento economico di grande profitto, «indipendentemente» dal fatto che comporta distruzioni, genocidi e fame. È una vera e propria aberrazione.

Anche se vi fosse l’esigenza di conoscere l’ammontare delle singole e di tutte le transazioni finanziarie, non sarebbe comunque giustificato il vulnus allo status giuridico. Ma che le attività illegali entrino di diritto a far parte del Pil che poi determina alcuni parametri che influiscono sulla vita dei Paesi e di intere popolazioni è inaccettabile.

È in atto una enorme campagna mediatica per dimostrare la bontà delle nuove regole. Si sottolinea in particolare che tutti i governi europei ne beneficeranno in quanto i parametri di Maastricht verrebbero ridefiniti a loro favore. Se il Pil aumenta allora si guadagnano dei margini sul famoso 3% relativo al rapporto deficit/Pil. Anche il rapporto Pil/debito pubblico migliorerebbe.

Pazzesco! Il Trattato di Maastricht diventa così il verbo intoccabile. Invece di cambiarlo si pensa di produrre dei dati «falsi» per aggirarne gli effetti più negativi. Eppure è noto che anche il magico 3% non ha alcuna base scientifica. Fu definito arbitrariamente da un giovane impiegato del governo francese nel 1981 su richiesta del presidente François Mitterand che, sembra, necessitasse di mettere freno alle astronomiche promesse di spesa pubblica fatte durante la campagna elettorale.

Se le spese di R&S fossero giustamente conteggiate il Pil aumenterebbe del 5% in Svezia, del 3% in Germania e Francia e di poco più dell’1% in Italia. Ma che fare con le attività illegali notoriamente difficili da quantificare? Se si prendessero i dati della Banca d’Italia sull’economia illegale, allora il nostro Pil dovrebbe aumentare dell’11%. E secondo l’Istat, nel 2010 l’intera economia sommersa «valeva» circa il 17% del Pil.

Noi crediamo che tale riforma contabile sia figlia dell’ultima, forse la più pericolosa, ideologia sopravvissuta del ventesimo secolo, quella del liberismo economico «selvaggio». Si sente forte l’influenza di Milton Friedman, il caposcuola dell’ economia monetarista, che nel 1994, parlando di economia e dell’Italia, diceva:»Il vostro mercato nero è un modello di efficienza. Il vostro governo è modello di inefficienza. In certe situazioni l’evasore è un patriota. L’Italia si regge solo grazie al mercato nero e all’evasione fiscale che sono in grado di sottrarre ricchezze alla macchina parassitaria ed improduttiva dello Stato per indirizzarle verso attività produttive.»

Riteniamo che la crisi economica che investe i Paesi dell’Ue non si risolva così: il rimedio ci sembra peggiore del male. Ogni ripresa economica non può prescindere dalla legalità a tutti i livelli e ha bisogno di ben altro rispetto al «trucco contabile» proposto.

Mario Lettieri
Sottosegretario all’Economia del governo Prodi

Paolo Raimondi
Economista

Perché gli artifici contabili sul Pil non risolvono la crisi dell'Italia

Nel 2014 gli Stati membri dell'Unione Europea apporteranno cambiamenti importanti nei metodi di contabilità nazionale per la definizione del Prodotto interno lordo (Pil) e del Reddito nazionale lordo. Non si tratta di un'opzione ma dell'attuazione di una direttiva dell'Onu. Gli Usa l'hanno adottata nel 2013. Adesso tocca all'Europa. Di conseguenza i parametri di Maastricht saranno profondamente modificati, anzitutto i rapporti…

Vivere un'altra politica, con la SPD a Berlino

C'è una crescente distanza tra il modo di fare politica che ho conosciuto in Italia e quello che sto imparando, di giorno in giorno, a Berlino con la SPD. Una distanza che avverto in molti aspetti, dai più piccoli ai più grandi. Durante la campagna elettorale per le europee, per esempio, ho affiancato la candidata, ora eletta, Sylvia-Yvonne Kaufmann per…

Isis e Al-Nusra incontrano il Mossad al museo ebraico di Bruxelles

Il 25 maggio scorso la tranquillità della città di Bruxelles, abituata per lo più a qualche manifestazione gremiale davanti ai palazzi europei, ha avuto un sussulto. A due passi dalla piazza più amata dagli stranieri, il Sablon, sorge il museo ebraico dove un sicario ha ucciso due cittadini israeliani. Sin da subito la storia dell’antisemitismo come matrice del duplice omicidio…

Violante, Bruno e i renitenti alla leva parlamentare

Un po’ di buon senso, e anche di pudore, vorrebbe che si evitasse di liquidare come un banale incidente “di lunedì” la fumata nera ripetutasi a Montecitorio per l’elezione dei giudici costituzionali e dei consiglieri superiori della magistratura di spettanza parlamentare. Più dei circa 150 fra deputati e senatori che hanno disertato la seduta congiunta delle Camere e relative votazioni…

Mutui alle famiglie: in arrivo 15 miliardi dal Fondo di Garanzia

Con il calo dei tassi d’interesse e il Fondo di Garanzia è un momento molto vantaggioso per ricorrere ai mutui alle famiglie ed investire sulla casa Secondo i dati Istat circa il 70% delle famiglie italiane dispone di un’abitazione di proprietà. Le famiglie che dimorano in una casa di proprietà sono 17.666.209, investire sugli immobili dunque, continua ad essere una…

Tutti i traballii della Costituente Popolare

L’ottimismo c’è ma meglio mettere le mani avanti. Ecco allora che da Chianciano, alla festa organizzata dall’Udc nel fine settimana, sono arrivati sì buoni propositi, grandi annunci e strette di mano per realizzarli. Ma anche i primi aut aut. E’ il segretario stesso del partito, Lorenzo Cesa, in prima fila da mesi per la costituzione del partito unitario con Ncd,…

Referendum Scozia, quanto contano petrolio e whisky nella tentata secessione

Il Regno Unito è il maggiore produttore di petrolio dell’Unione europea. Conta su una riserva di circa tre miliardi di barili. Secondo un rapporto dell’Energy Information Administration americana, nel 2013 il Regno Unito ha prodotto 916mila barili al giorno, la cifra più bassa dal 1980. Negli ultimi anni l’estrazione di greggio si è ridotta considerevolmente. Nel 1999, la produzione era…

Che cosa combinano i movimenti giovanili dei partiti di centrodestra?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo Il mio intervento, gentilmente ospitato da Formiche.net, sulla manifestazione promossa dal movimento giovanile di rito gasparriano «Everest», svoltasi a Giovinazzo alcuni giorni fa, ha contribuito ad animare il dibattito relativo al centro destra e all’attività (e all’esistenza) dei movimenti giovanili a poche settimane dall’iniziativa «Sveglia il Centro destra», alla cui genesi la testata on line Formiche.net…

Chi è Dan D'Aniello, il miliardario-filantropo tentato dalle presidenziali Usa

Mentre davanti a seimila persone nell'Iowa Hillary Clinton ha iniziato (quasi ufficialmente) la sua campagna elettorale per il 2016, esce dall'ombra Dan D'Aniello, miliardario co-fondatore del Carlyle Group, (società di private equity del valore di $ 3 miliardi) uno dei maggiori filantropi di tutti gli Stati Uniti. Qualcuno si spinge a ipotizzare che i suoi eventi (e i suoi fondi)…

cina

Crosetto vola su Aiad con Finmeccanica

Torna a occuparsi a tempo pieno di aerospazio e soprattutto di difesa, Guido Crosetto, oggi nominato presidente dell'Aiad, la federazione delle aziende italiane per l'aerospazio, la difesa e la sicurezza, che raggruppa molte delle imprese nazionali – grandi, a partire dalla principale Finmeccanica, medie e piccole – attive nel comparto. L'ex sottosegretario alla Difesa nel VI governo Berluconi prenderà dunque…

×

Iscriviti alla newsletter