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In un contesto geopolitico in continua evoluzione, l’industria della difesa rappresenta un elemento cruciale per garantire la sicurezza e la prosperità dell’Italia. Tuttavia, per raggiungere questi obiettivi, è indispensabile la realizzazione di due condizioni imprescindibili.

La prima riguarda la valorizzazione del ruolo chiave delle piccole e medie imprese italiane e l’importanza di porle in condizioni di essere competitive sul mercato, difendendone il capitale tecnologico. Come emerso chiaramente a marzo dagli Stati Generali delle pmi per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza, dobbiamo infatti evitare che un vantaggio come l’alto potenziale di crescita di alcune aziende si trasformi in uno svantaggio, ovvero il depauperamento o addirittura la perdita delle loro capacità tecnologiche made in Italy all’avanguardia a causa della vendita di quote societarie a investitori stranieri. In tal senso la partecipazione delle Pmi italiane ai bandi di settore può senza dubbio favorire la permanenza delle aziende nel perimetro di mercato italiano.

La seconda riguarda un dialogo continuo e costruttivo con le istituzioni europee. A tal proposito, la recente creazione dell’Edf (European Defence Fund) rappresenta un passo avanti significativo, ma è essenziale comprendere come possiamo sfruttare al meglio questa opportunità per rafforzare il nostro sistema di difesa nazionale e industriale. L’Europa, con la sua complessità, presenta numerose sfide, che possono però anche offrire occasioni uniche. La nostra esperienza in questo campo ci insegna che la cooperazione con Bruxelles è fondamentale per ottenere risultati concreti. Dobbiamo quindi imparare a dialogare efficacemente con l’Ue, aiutandola a comprendere meglio le nostre esigenze e le nostre modalità operative.

Come emerso d’altronde nei giorni scorsi al 2° Infoday sul Fondo Europeo per la Difesa, organizzato da Aiad in collaborazione con il Segretariato Generale della Difesa, il nostro obiettivo attraverso l’Edf è chiaro: garantire all’Italia, dal punto di vista politico e strategico, una difesa in grado di sedersi al tavolo con gli altri Paesi, per discutere dei dossier fondamentali. Allo stesso tempo, dal punto di vista industriale, dobbiamo costruire un ecosistema della difesa che ci permetta di essere presenti nei luoghi decisivi.

Questo non è solo un progetto europeo, ma una missione nazionale. La sicurezza e la competitività dell’Italia dipendono da questo impegno e per questa ragione la cooperazione tra difesa e industria è cruciale. Le piccole imprese devono ottimizzare la loro collaborazione con partner di altri Paesi per essere efficaci in Italia, fornendo supporto alle grandi. Queste ultime, a loro volta, devono aiutare le più piccole a sviluppare le competenze necessarie per rappresentare l’Italia a livello mondiale. La sinergia tra le diverse realtà industriali italiane ed europee è centrale per il raggiungimento di questi scopi.

La nostra responsabilità diventa quindi quella di assicurare che l’Italia mantenga e sviluppi le capacità necessarie per essere un attore rilevante sulla scena globale. L’Edf può sicuramente essere uno strumento per raggiungere questo fine. Bisogna però costruire un futuro in cui l’Italia possa brillare come leader nel settore, con un intento preciso e un obiettivo comune: permettere al nostro paese di essere competitivo e mantenere un ruolo di primo piano nei consessi internazionali. Questa è la strada che dobbiamo percorrere, con determinazione e visione strategica.

European defence fund, prospettive e opportunità per l’Italia secondo Cossiga (Aiad)

Di Giuseppe Cossiga

L’obiettivo dell’European defense fund è chiaro: garantire all’Italia, dal punto di vista politico e strategico, una difesa in grado di sedersi al tavolo con gli altri Paesi, per discutere dei dossier fondamentali. Il commento di Giuseppe Cossiga, presidente di Aiad

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