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Cosa c’è di più prezioso della lingua di un popolo, della lingua di cui oggi tutto il mondo si nutre e che ha dato i natali a mille e più termini e concetti? Il greco rivive, nonostante i figli della globalizzazione intendano relegarlo a lingua inutile e polverosa. Su iniziativa della Federazione delle Comunità e Confraternite Elleniche in Italia (FCCEI), convinta che il futuro della lingua greca si identifichi con il futuro della civiltà greca e che il dovere dei Greci e dei Filelleni consista nel sostenere ed onorare la lingua e la cultura greca, soprattutto là dove sopravvivono comunità ellenofone e sodalizi diasporici che tramandano la lingua e la cultura greca, si è deciso di proporre il 10 Dicembre quale Giorno Mondiale della Lingua e Cultura Greca.

Scarica qui l’appello.
“La lingua e la civiltà di ogni popolo sono elementi di identità e nella coscienza di molti la lingua greca ha costituto e costituisce ancora oggi oggetto di ammirazione – afferma la Federazione – Il poeta greco Dionisios Solomos, fondava il suo ‘credo’ linguistico sulla combinazione di due parole: lingua-libertà”.

Ecco perché questo gesto, simbolico ma altamente significativo, meriterebbe tutto l’appoggio non solo dei filellenici, ma di tutti coloro nei cinque continenti che siano consapevoli dello straordinario apporto offerto alla civiltà intera.

Illuminanti in questo senso sono le parole pronunciare dal poeta ellenico Seferis ricevendo il Nobel nel 1963: «Appartengo ad un piccolo paese. Un promontorio roccioso nel Mediterraneo, niente lo contraddistingue se non gli sforzi della sua gente, il mare e la luce del sole. E’ un piccolo paese, ma la sua tradizione è immensa ed è stata tramandata nel corso dei secoli senza interruzione. La lingua greca non ha mai cessato di essere parlata. E’ passata attraverso tutti quei cambiamenti attraverso cui passano le cose viventi, ma non c’è mai stata una frattura».

Mondo Greco

10 dicembre giorno mondiale della lingua e cultura greca

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