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C’è uno zampillìo di idee in corso nel governo Renzi. A Palazzo Chigi il premier Matteo Renzi si circonderà presto di nuovi consiglieri, in particolari economici, ma non per fare concorrenza – per carità – alla squadra di tecnici, dirigenti e consiglieri del ministero dell’Economia retto da un economista come Piercarlo Padoan.

Rassicurazioni o meno, sta di fatto che mentre il titolare di via Venti Settembre deve smentire anticipi della Legge di Stabilità, deve trovare coperture finanziarie e cercare risorse per una manovra che si annuncia a ottobre di circa 20 miliardi di euro, alla presidenza del Consiglio – informa il quotidiano la Repubblica con un pezzo di Goffredo De Marchis – stanno per arrivare nuove idee con nuovo arrivi. Così con l’economista Yoram Gutgeld lavorerà a breve per scovare la spesa pubblica da tagliare un renziano della prima ora, ovvero l’economista bocconiano Tommaso Nannicini, un leopoldino della prima ora. Così come l’ex civatiano Filippo Taddei, bolognese e modi di fare americani sulla scorta della sua esperienza accademica negli Usa, potrebbe lasciare il partito, dove è responsabile economico, oppure dividersi tra Pd e Palazzo Chigi: anche perché tra i primi ha lanciato tra l’altro l’idea che la sede del governo dovrebbe diventare tra l’altro il centro di tutte le politiche per il settore spaziale.

In attesa di nuove e formidabili idee dai nuovi guru economici, come li definisce il quotidiano diretto da Ezio Mauro, una bella idea è stata messa nero su bianco da un renziano doc come Marco Carrai, imprenditore e manager vicinissimo al premier (è l’amico protagonista della cassa in affitto gratis a Renzi, come svelato da Giacomo Amadori per Libero di Maurizio Belpietro).

Carrai in un intervento oggi sul quotidiano Mf/Milano tralascia i dotti riferimenti storici di un suo precedente pezzo sul Messaggero per concentrarsi su come abbattere il debito pubblico. Insomma, mentre il Tesoro e il ministro dell’Economia ascolta e sonda investitori italiani ed esteri su progetti più o meno abbozzati, dall’entourage renziano arrivano proposte bell’e pronte.

Fondo Patrimonio Italia, questo è il nome che Carrai propone per un fondo “dove conferire gli asset morti dello Stato per estrarne valore”. “L’immenso patrimonio immobiliare pubblico infatti a oggi – secondo il renzianissimo Carrai che si firma come presidente Cambridge Management Consulting Labs – si può considerare dal punto di vista reddituale patrimonio morto”. “Per non parlare – aggiunge Carrai nel suo articolo su Mf del gruppo Class Editori – del patrimonio spesso in capo agli enti locali o al forze armate non utilizzato e non a reddito”.

La proposta è poi così dettagliata: gli asset del fondo possono essere allocati “una parte a investitori istituzionali, fondi sovrani ma anche al cosiddetto Bot People”. Risultato: “Abbattere di circa 2-300 miliardi il debito pubblico dello Stato”.

Commento su Twitter dell’analista Francesco Galietti: “Oggi un Carrai “istituzionale” ripropone il piano-Guarino”. Una vittoria anche del gruppo Class e della proposta taglia-debito firmata dai “mandarini” Andrea Monorchio e Guido Salerno Aletta?

E’ un’altra, invece, la domanda che si pone su Twitter il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli: “Interessante proposta di Carrai su MF, un fondo con il patrimonio pubblico per ridurre il debito. L’amico #Renzi lo ascolterà?”

L'idea stupenda del renziano Marco Carrai: Fondo Patrimonio Italia

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