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Leone XIV e l'ora della responsabilità, la pace oltre i rapporti di forza. Il commento di Mauro

Nel tempo delle guerre e delle sfere di influenza, il messaggio di Leone XIV al Meeting di Rimini supera l’alternativa tra pacifismo rinunciatario e cinismo geopolitico: la pace è una responsabilità politica prima ancora che un richiamo morale. Il commento di Mario Mauro

Il realismo della misericordia. Il discorso di Leone XIV al Meeting di Rimini

“Il male non si combatte col male”: davanti al popolo di Cl il papa oppone al “falso realismo” che riarma menti, parole e nazioni la logica della misericordia. L’invito ai giovani a non chiudersi in appartenenze ristrette, il richiamo alla sinodalità e all’unità del Movimento. E, prima, la mattinata sammarinese sulla libertà. Il racconto di Francesco Gnagni

Il papa torna al Meeting. Che cosa dice la visita di Leone XIV a Rimini

Quarantaquattro anni dopo Giovanni Paolo II un pontefice varca di nuovo i padiglioni della Fiera. Un ritorno che per Comunione e Liberazione chiude simbolicamente la stagione delle frizioni con Francesco, ma che il magistero di Prevost sui movimenti non trasforma in un via libera. L’analisi di Francesco Gnagni

Il nulla che genera. La risposta del cristianesimo al nichilismo di Severino

Di Antonio Staglianò

La critica di Emanuele Severino al cristianesimo si fonda su una lettura della creazione come provenienza dal nulla. Ma la teologia di Pierangelo Sequeri propone un’altra prospettiva: il nulla non come negazione dell’essere, bensì come spazio della relazione, della libertà e della generazione. Una risposta al nichilismo che passa per il Vangelo e il dogma di Nicea. L’opinione di Antonio Staglianò, presidente della Pontificia Accademia di Teologia

Léon Harmel, l’imprenditore che portò gli operai da Leone XIII. La mostra al Meeting di Rimini

Di Gianni Todini e Francesco Nicotri

La mostra del Meeting di Rimini riscopre la figura di Léon Harmel, imprenditore cattolico e protagonista dei grandi pellegrinaggi operai a Roma promossi sotto Leone XIII. Un’esperienza che contribuì alla nascita della dottrina sociale della Chiesa e lasciò un segno nella storia del lavoro

L'Erasmus della Fede mondiale. La Medjugorje dei giovani raccontata da Ciccotti

Dal 1° al 6 agosto si è tenuto a Medjugorje (Bosnia Herzegovina) il 37° Mladifest (“Festival dei Giovani”) cui hanno aderito 73 Paesi. Dal Paraguay alla Corea del Sud, dalla Ucraina alla Russia, dal Libano alla Terra Santa. Medjugorje si conferma il “confessionale del mondo”. Sono state distribuite 250.000 comunioni. Preghiere, canti, spettacoli teatrali. Si sono ascoltate forti storie di conversioni, dall’Asia all’Europa. Il saluto di Papa Leone ai giovani del Mladifest: “Non fatevi prendere da facili illusioni”. Il reportage di Eusebio Ciccotti

Dall’Indonesia la via gesuita per gli alumni. Il racconto di Nicotri

Dal 29 luglio al 2 agosto Yogyakarta ha ospitato l’XI Congresso della Wuja, l’unione mondiale degli ex allievi gesuiti, riunitasi attorno al tema “United in Spirit, Leading With Purpose”. Nel cuore dell’Indonesia la memoria si è trasformata in missione e l’identità in impegno collettivo

Le donne d’Ucraina, Medjugorje e la forza della speranza. Il reportage di Ciccotti

Vedere i gruppi delle diverse nazionalità a Medjugorje con le loro bandiere, pregare, ti tocca il cuore. Ma le donne ucraine in intensa preghiera e canti, vecchie madri o giovani mogli (quante vedove?), e fidanzate (rivedranno il loro amato? Se sì, quanto storpiato nel fisico e nella psiche?), con decine di bambini e ragazze (quanti già orfani?), ti sconvolge. Il reportage di Eusebio Ciccotti

Coltivare un sano realismo, alla scuola della “Magnifica humanitas” 

Fra qualche settimana prenderà avvio la 47ma edizione del Meeting di Rimini che ospiterà più appuntamenti “alla scuola della Magnifica humanitas”. La riflessione di Francesco Nicotri

Bambini, giovani, pellegrini. Chi sono i visitatori di Medjugorje. Il reportage di Ciccotti

I tre luoghi simbolo di Medjugorje, visitati da milioni di pellegrini e turisti, sono la chiesa di san Giacomo, la collina delle apparizioni (Podbrdo) e la “collina della croce” (“Križevac”). I visitatori più presenti sono i polacchi e gli ucraini, seguiti da spagnoli, slovacchi, italiani. Famiglie, anziani, piccoli e grandi gruppi di adulti, frotte di giovani, pellegrini solitari, tutti si arrampicano sui percorsi scoscesi e rocciosi delle due colline. Molte pietre sono levigate dai milioni di passi. Tante altre ancora aguzze e taglienti. Chi “vola”, su questi sassi, sono i bambini. Il reportage di Eusebio Ciccotti

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