Papa Leone XIV indica Fulton Sheen, presto beato, come modello di evangelizzazione nei media. Pioniere di radio e tv, seppe dialogare con il pubblico partendo da temi comuni, favorendo conversioni. Innovazione comunicativa e fede vissuta ne segnano l’eredità attuale
Chiesa
Oltre transumanesimo e luddismo. Il liberalismo della Magnifica humanitas
L’enciclica Magnifica humanitas rifiuta sia il neo-luddismo sia il transumanesimo e propone un liberalismo centrato sulla persona. La tecnologia non è nemica ma strumento umano: serve discernimento individuale, non statalismo, per tutelare libertà, dignità e pluralismo nell’era dell’IA. L’analisi di Alessandro Sterpa, costituzionalista e professore all’Università della Tuscia
La sfida dell’intelligenza artificiale è culturale e spirituale. L'analisi di Costanzo
Disarmare l’Intelligenza Artificiale significa sottrarla alla logica del dominio e restituirla alla dimensione del bene comune, rendendola uno strumento al servizio della persona e non viceversa. In questo grande cantiere del nostro tempo, la domanda iniziale resta decisiva: che cosa stiamo costruendo? La risposta non dipende dalla tecnologia in sé, ma dalla responsabilità con cui scegliamo di usarla. L’analisi di Biagino Costanzo
Magnifica Humanitas rifiuta sia il populismo sia l’autocrazia. Melloni spiega perché
Magnifica Humanitas “rivendica il diritto e il dovere della Chiesa di accogliere nella fede le sfide del tempo e della storia”, e nel farlo “indica come metro delle democrazie e degli Stati ‘la verità’, di cui la chiesa non rivendica il ‘possesso’ perché ‘la verità non è un territorio da difendere, ma un bene da condividere'”. Conversazione con Alberto Melloni, accademico dei Lincei e grande esperto di Concilio Vaticano II
Leone XIV e il confine difficile tra pace e deterrenza. Scrive Caruso
Leone XIV ha scritto un documento che parla anche di guerra, di tecnologia militare, di responsabilità nelle decisioni letali. Sarebbe strano che i professionisti della difesa restassero in silenzio. L’analisi del generale Caruso, consigliere militare della Sioi
L’esperimento di Mario Zanatta e la Magnifica Humanitas
In queste giornate dove non mancano letture e ricostruzioni della preparazione di Magnifica Humanitas, talvolta anche leggendarie, l’esperimento letterario dello statista trentino, che non aveva “alcuna pretesa di critica storica” come avvertito da Giulio Andreotti nella premessa alla riedizione del 1984, può rappresentare un esempio di opera di divulgazione da assumere a modello
Lavoro, automazione e dignità umana nella Magnifica Humanitas
Nella Magnifica Humanitas Leone XIV affronta lavoro e automazione nell’età dell’Ia, denunciando il rischio di disoccupazione tecnologica, sorveglianza algoritmica e dequalificazione. L’innovazione è legittima solo se orientata alla dignità della persona, al bene comune e a un lavoro umano più libero e creativo. L’intervento di Benedetto Delle Site, presidente nazionale Movimento Giovani Ucid (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti)
Con Magnifica Humanitas la Chiesa cambia passo, saprà anche guardarsi le spalle? Scrive Ricci
Nel momento in cui la Chiesa entra nel dibattito sulla guerra algoritmica come attore dottrinale di peso, diventa automaticamente un obiettivo nella stessa guerra cognitiva che ha appena descritto. L’analisi di Luigi Ricci, fondatore e direttore di Studio Barometro e autore di Vaticano Zero Day (Lindau, maggio 2026) che sarà presentato il 27 maggio a Roma alla Libreria Notebook, Auditorium Parco della Musica
Una Enciclica contro la presunzione umana. Menia legge Magnifica Humanitas
“L’intelligenza per me è propria dell’uomo, la nuova invenzione, come tutte le meraviglie della tecnica, è un qualcosa che ci stupisce per le capacità umane stesse. D’altra parte, nel momento in cui può addirittura sostituire l’uomo e la morale, lì diventa drammaticamente pericolosa. Scorgo anche il rischio di annichilimento dell’uomo. C’è un uomo che accetta di sostituire la sua intelligenza con quella di una macchina che lo priva della capacità di essere uomo”. Conversazione con il senatore di Fratelli d’Italia
Ecco la risposta al grande scivolamento verso la cultura della guerra. La versione di Becchetti
Lo scivolamento verso la cultura della guerra consiste nel fatto che il conflitto non appare più come extrema ratio, ma come possibilità normale, razionale e praticabile. Che tecnologia, IA e piattaforme digitali possono rendere persino più rapido, impersonale e apparentemente controllabile. Così l’avversario viene disumanizzato, ridotto a dato, bersaglio o nemico da eliminare. Il commento di Leonardo Becchetti















