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La vendetta veste da sposa. Il film "Un semplice incidente" visto da Ciccotti

L’iraniano “Un semplice incidente” (2025, di Jafar Panahi), Palma d’Oro a Cannes, girato contro il parere del regime, è un coraggioso atto di denuncia contro le torture che sa rinunciare al “concetto di occhio per occhio dente per dente”. In un intrigante stile iper-realista, tra Buñuel e Kusturica

The Teacher, non c'è pace tra gli ulivi. La recensione di Ciccotti

La palestinese Farah Nabulsi con “The Teacher” (id., 2023-25) ci mostra in una sola storia le tre colonne del vivere in pace: educazione, perdono, sacrificio. Un messaggio cristiano da una talentuosa regista musulmana

Cancellare i simboli cattolici rende la società più fragile. Scrive Bonanni

Una comunità che rimuove la propria memoria diventa più docile, più manipolabile, più sola. L’Avvento, al contrario, invita a tenere gli occhi aperti. Non è nostalgia: è esercizio di libertà. Difendere la visibilità di croce e presepe significa difendere uno spazio di umanità. Toglierli non elimina i conflitti: elimina una bussola. L’opinione di Raffaele Bonanni

Siccome Dio non poteva essere dappertutto, inventò le mamme

Il regista canadese Ken Scott con C’era una volta mia madre ci parla, senza falsi pudori, di famiglia, mamma elicottero, handicap, musica, gioia di vivere, con umorismo e gag a mitraglia, rinnovando la sophisticated comedy (magari con una lacrima). Sarà un film-cult. La recensione di Eusebio Ciccotti

Quel cielo italiano sulla politica americana. Ecco il filo tra Roma e Washington

Di Raffaele Volpi

Nel cuore di Washington, l’architettura del potere americano parla sorprendentemente italiano. Dalla Rotonda del Campidoglio alla Biblioteca del Congresso, l’immaginario che sostiene la politica statunitense nasce da un’eredità culturale condivisa, intrecciata con simboli, miti e forme dell’Occidente. Eppure, mentre riaffiorano pulsioni isolazioniste, quella stessa eredità rischia di essere dimenticata proprio da chi l’ha scelta come proprio linguaggio. In un mondo attraversato da crisi e rivalità globali, smarrire questo legame significherebbe indebolire l’idea stessa di Occidente. La riflessione di Raffaele Volpi

Presepe, simbolo culturale o bersaglio ideologico? La riflessione di Cadelo

Di Elio Cadelo

Nell’attuale contesto politico la negazione del presepe non può essere considerato un gesto di libertà ma, un’iniziativa volta a destabilizzare le coscienze per creare profonde spaccature nella società. La riflessione di Elio Cadelo, autore de “Il Mondo Chiuso – il Conflitto tre islam e la Modernità”, e con Luciano Pellicani, “Contro la Modernità – le radici della cultura antiscientifica in Italia”

Se l’impressionismo colora le nostre vite. La recensione di Ciccotti

Con I colori della vita (La Venue de l’avenir, 2025), Cédric Klapisch ci racconta una storia tra Bella Époque e i giorni nostri, omaggiando la pittura (Claude Monet), la fotografia (Felix Nadar), finanche il nascente cinema (i fratelli Lumière), per ricordarci che la gioia di vivere, nonostante i momenti difficili, lo spleen baudleriano, trabocca di colori, come un dipinto impressionista

Alla ricerca di un silenzio che parla. Ecco "Il grande frastuono" di Roy Chen

Con toni che alternano l’essere dissacranti, mistici e ironici, ma anche con riflessioni che aiutano il lettore a farsi domande e a guardarsi dentro, il drammaturgo Chen, nel suo ultimo romanzo “Il grande frastuono” edito da Giuntina, racconta la difficoltà di recuperare un prezioso silenzio interiore

Colle città per l’infanzia. Il sostegno della Fondazione Formiche Alberto Brandani

Una giornata dedicata all’infanzia e alla cultura della crescita, alla quale hanno partecipato il sindaco Piero Pii, l’Assessore alle Pari Opportunità, Monica Sottili, l’associazione Diateso, il pediatra Andrea Parri e numerosi esperti del settore

Erdogan, il sultano che tiene in "ostaggio" la Turchia. Malgieri legge il saggio di Sangiuliano

Il frutto avvelenato è caduto dalla tavola imbandita da Erdogan. E Gennaro Sangiuliano lo documenta in maniera precisa, senza trincerarsi dietro il politically correct, ma tracciando del Sultano un profilo difficilmente confutabile. Quello di un tiranno in doppiopetto. La recensione di Gennaro Malgieri

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