Nel nuovo scenario di sicurezza europeo, segnato dal conflitto in Ucraina e dalle crescenti tensioni geopolitiche, la capacità di muovere rapidamente forze militari attraverso il continente è diventata cruciale. L’iniziativa europea di military mobility rappresenta una risposta strategica a queste sfide, trasformando l’infrastruttura di trasporto in uno strumento di deterrenza e rafforzando il pilastro europeo della Nato. L’analisi del generale Ivan Caruso, consigliere militare della Sioi
Difesa
Sostenibilità e innovazione, così Iron beam rivoluziona la difesa aerea israeliana
Il nuovo sistema israeliano ad energia diretta è stato per la prima volta testato sul campo di battaglia, dove ha abbattuto un drone di Hezbollah. L’avvento delle armi a energia diretta promette di rivoluzionare la sostenibilità economica ed operativa della difesa aerea del futuro
Così il capo del Pentagono rilancia la deterrenza americana nell’Indo-Pacifico
Washington punta su deterrenza condivisa e riallocazione strategica delle risorse verso la regione. Il segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth, al Shangri-La Dialogue, ha ribadito l’impegno americano per la difesa di Taiwan e la stabilità dell’Indo-Pacifico
L’attacco ibrido all’Occidente è il pericolo numero uno. Scrive Terzi
In un’epoca in cui il digitale accelera la diffusione del falso più del vero, la disinformazione si insinua nei punti ciechi della democrazia. Interferenze straniere, algoritmi e strategie ibride ridefiniscono il concetto stesso di difesa. Tra Bruxelles, Roma e Tbilisi, si gioca una partita che riguarda non solo i confini, ma anche le coscienze. La riflessione del senatore Terzi di Sant’Agata
L’Artico conteso. La competizione globale e il ruolo dell’Italia
Crocevia di interessi geopolitici globali, nuova rotta per gli equilibri commerciali internazionali e terreno di contesa tra potenze. Oggi lo studio e l’osservazione dell’Artico divengono fondamentali per una regione già cruciale per la comprensione del mondo che verrà e anche per l’Italia, come ha spiegato il sottosegretario Isabella Rauti al convegno di Spazio Europa
La Nato riscrive il concetto di sicurezza e amplia l’ombrello spese alla cyber
La Nato si avvicina a un accordo per alzare la spesa al 5% del prodotto interno lordo, includendo anche voci legate alla sicurezza nazionale. Cybersicurezza, protezione delle infrastrutture critiche e intelligence non militare rientrerebbero nel nuovo schema. L’intesa soddisfa tutti, Usa e Italia compresi
Con la tecnologia inerziale ci si orienta sul campo di battaglia anche senza satelliti
Nel contesto delle operazioni multi-dominio, la capacità di orientarsi sul campo di battaglia resta centrale per la riuscita delle operazioni militari. Il conflitto in Ucraina ha mostrato i limiti della dipendenza dai segnali satellitari e l’enorme rischio che corrono le unità che si ritrovano sprovviste di collegamenti durante il combattimento
Spese militari Nato, la Germania supporta l’obiettivo 5% e rilancia il dialogo Ue-Usa
La Germania apre al nuovo target del 5% del Pil per la Difesa proposto dagli Stati Uniti, in vista del vertice Nato dell’Aja. Il segnale arriva durante il viaggio americano del ministro Wadephul, primo test dei nuovi equilibri transatlantici. Dietro l’intesa, le pressioni dell’amministrazione Trump e l’accelerazione tedesca sul riarmo. Mentre il confronto interno all’Alleanza prosegue in vista del summit, la svolta di Berlino restituisce una prima misura dei nuovi allineamenti tra Europa e Stati Uniti
Gcap è il fiore all’occhiello della cooperazione industriale. Parola dell'ambasciatore Llewellyn
Nel contesto del Global combat air programme (Gcap), si configura una partnership strategica tra Leonardo, Bae Systems e Mitsubishi Heavy Industries, espressione di una cooperazione industriale e politico-istituzionale tra Italia, Regno Unito e Giappone. In Senato l’ambasciatore britannico in Italia Llewellyn ne ha ricordato il valore tattico e strategico, nonché la sua cruciale importanza per il futuro della difesa europea
Dall'Ucraina alla nuova difesa, perché la pax europeae segna uno spartiacque
Dall’Ucraina partono anche le prospettive europee per un disegno infrastrutturale del tutto nuovo, che sia pronto a camminare su proprie gambe e comprenda a fondo i cambiamenti geopolitici in atto. Una progettazione che giocoforza andrà abbinata con una serie di altri elementi interconnessi, tutti nevralgici: come le divergenze di vedute in Europa su Kiev, il ruolo della Turchia di Erdogan come mediatore/attore, le decisioni dell’amministrazione americana, le intenzioni dei paesi arabi e quelle del fronte, le altre emergenze nel versante mediterraneo e il ruolo dell’Italia
















