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Senza il gas russo, l'Ue comincia a ripensare il settore energetico. Ecco come

Tra qualche mese, ormai orfana delle forniture di metano russe, l’Ue dovrà camminare sulle proprie gambe. Il petrolio rimarrà in partita, ma saranno le rinnovabili e il gas a guidare la transizione. Una cosa è certa, il Vecchio continente è ancora poco emancipato. Ecco cosa racconta il settimo rapporto Med&Italian energy, frutto della sinergia scientifica tra Srm, il Centro studi di Intesa Sanpaolo e l’Esl Energy center Lab del Politecnico di Torino

Mediterraneo e Indo-Pacifico sono ufficialmente connessi. L’Accordo Ue-India letto da Terzi e Shenoy

Di Giulio Terzi e Vas Shenoy

In un contesto geopolitico in cui le tariffe vengono sempre più utilizzate come strumento di pressione e in cui le democrazie occidentali hanno espresso preoccupazioni per il coinvolgimento dell’India con Russia e Cina nell’ambito dei Brics, è un segnale significativo dell’impegno dell’India verso l’Occidente e verso i valori democratici, pur mantenendo quella autonomia strategica che ha sempre caratterizzato la sua politica estera. L’analisi di Giulio Terzi di Sant’Agata e Vas Shenoy

Da Roma ad Addis Abeba. Il Piano Mattei sempre più trait d'union tra Europa e Africa

A cadenza biennale, il vertice si terrà in concomitanza con il meeting annuale dell’Unione Africana e alla vigilia dell’Assemblea dei Capi di Stato e di Governo dell’Unione Africana. Giorgia Meloni interverrà, in qualità di ospite d’onore, nella sessione plenaria di apertura dell’Assemblea prevista la mattina di sabato 14 febbraio

La Cina fa (ancora) le scarpe all'Europa e artiglia Puma

Il colosso dell’abbigliamento sportivo Anta rileva il pacchetto di maggioranza dello storico brand tedesco, ma battente bandiera francese da anni. Un’altra scorribanda travestita da libero mercato, che richiama alla mente il caso di Mediaworld. Mentre l’Italia prova a mettere alla porta i cinesi in Pirelli, nell’attesa di fare altrettanto in Cdp Reti

Il nuovo ordine mondiale e possibili evoluzioni. L'analisi di Zecchini

L’impressione è di trovarsi in una fase di disordine, segnata dall’instabilità e dallo strapotere di poche potenze avide di conquiste di territori, influenza, risorse naturali e non solo di mercati. In un sistema a vantaggio dei più forti, i conflitti e le lotte sono lungi dal placarsi e le potenze possono essere sempre sfidate da nuovi emergenti ed alleanze. In breve, si è in una fase possibilmente transitoria di “disordine creativo di un futuro sistema”. L’analisi di Salvatore Zecchini

Terre rare, Pechino allunga le mani su nichel e litio

Le autorità del Dragone hanno deciso di aprire agli investitori stranieri il mercato dei futures, i contratti che regolano i costi legati alle materie prime. In questo modo Pechino mira a condizionare ancora di più l’andamento dei prezzi e, conseguentemente, il percorso della transizione energetica e tecnologica

Pirelli e Sinochem sono ancora lontane dal divorzio

Camfin, secondo azionista della Bicocca, rispedisce al mittente la proposta di scorporare le attività legate ai pneumatici intelligenti per aggirare il divieto imposto dagli Stati Uniti sui produttori che hanno soci russi o cinesi. Per sancire l’addio c’è però ancora tempo. Il ruolo del governo

Divieto al gas russo e piani nazionali entro il 2026. L'Ue entra nella fase post‑Mosca

Il Consiglio Ue approva il definitivo sganciamento dalle forniture del Cremlino, aprendo la strada a una riassetto continentale degli approvvigionamenti che potrà includere anche il nucleare, oltre a spostare il baricentro su Africa e Stati Uniti. Slovacchia e Bulgaria votano contro e annunciano di voler impugnare la decisione

Cosa c'è dietro l'addio di General Motors alla Cina

Il costruttore americano ha spostato parte della produzione dal Dragone al Kansas, essenzialmente per due motivi. Primo, le pressioni della Casa Bianca sulle case automobilistiche e, secondo, il caos tutto cinese sui sussidi alle auto elettriche che ha reso la permanenza in Cina quasi impossibile. Il richiamo al caso Pirelli

Fuori i cinesi da Panama. Lo scenario che può cambiare la partita per il Canale

Dopo mesi di braccio di ferro tra il governo di Pechino e la cordata americana guidata da BlackRock, che vuole rilevare gli scali panamensi subentrando al gruppo cinese Ck Huthcinson, la Corte suprema locale potrebbe decidere di far decadere la concessione in mano al Dragone. Fornendo ai potenziali nuovi acquirenti un assist non da poco

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