La crisi di Ceuta è stata contenuta in poche ore, ma ha riacceso nell’Ue la paura di perdere il controllo delle frontiere. Un riflesso che continua a ostacolare una politica migratoria capace di distinguere tra immigrazione illegale, da contrastare, e immigrazione legale, di cui l’Europa ha bisogno. Il commento di Stefano Stefanini
Esteri
Migranti come arma. Cosa insegnano Ceuta e il confine bielorusso alla sicurezza nazionale
La crisi di Ceuta riaccende il dibattito sulla migrazione come possibile strumento di pressione ibrida. Dalla disinformazione che precede i flussi al monitoraggio dell’infosfera migratoria, il caso conferma la centralità della dimensione cognitiva, come evidenziato dalle ricerche dell’Università della Tuscia sulle nuove minacce alla sicurezza nazionale. L’analisi di Michele Empler, componente e vice coordinatore del gruppo di ricerca Algo-Freedom Society dell’Università della Tuscia
Teheran e Washington, lo scontro a singhiozzo che espone il Golfo
Mentre continuano gli attacchi alle petroliere nello Stretto di Hormuz e i pasdaran negano di avere chiesto a Trump lo stop ai bombardamenti, è prevista per oggi la ripresa dei negoziati indiretti fra iraniani e americani. Una situazione confusa e paradossale, che per il momento determina un solo effetto positivo: il crollo del prezzo del petrolio. L’analisi di Gianfranco D’Anna
Il caso Google riguarda anche la sovranità americana. Messaggio all’Ue da DC
La maxi multa Ue a Google come parte di una più ampia competizione sulla sovranità digitale tra Bruxelles e Washington. Una lettura che riflette un dibattito sempre più influente negli Stati Uniti, dove anche le Big Tech contestano il crescente impatto globale della regolazione europea
La guerra delle rotte energetiche arriva alla porta del Canale di Suez
Le crisi del Mar Rosso, del Corno d’Africa e di Hormuz stanno convergendo in un unico spazio strategico, dove infrastrutture energetiche, rotte commerciali e logistica sono diventate parte della competizione regionale. La questione Houthi prende una dimensione sempre più centrale e semiautonoma
Pioggia di fuoco su Wildberries. Perché l'Ucraina ha iniziato a colpire l'Amazon russa
L’Ucraina ha iniziato a colpire i centri logistici di Wildberries, il principale colosso dell’e-commerce russo, considerato un nodo fondamentale per l’approvvigionamento di equipaggiamenti destinati alle forze armate di Mosca. Ma la dimensione militare non è l’unica che conta
Pax Silica, ecco la dichiarazione firmata da Usa e Italia
Pubblichiamo il testo della dichiarazione con cui l’Italia ha aderito oggi all’iniziativa statunitense Pax Silica. Il testo è condiviso dagli Usa con tutti i Paesi aderenti, oltre all’Italia: Argentina, Australia, Cile, Costa Rica, El Salvador, Unione europea, Finlandia, Germania, Grecia, India, Israele, Italia, Giappone, Kazakistan, Paesi Bassi, Norvegia, Panama, Filippine, Qatar, Repubblica di Corea, Singapore, Svezia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito
L’Italia firma Pax Silica e rafforza il ponte tecnologico transatlantico
L’Italia entra in Pax Silica. Significa che, dopo la firma di oggi a Brindisi, Roma coordinerà con Washington e con il blocco dei membri aderenti all’iniziativa (compresa l’Unione europea) il futuro comune sulla filiera del valore dell’intelligenza artificiale
Ceuta, ecco le vere ragioni dello scontro tra Spagna e Marocco. L’analisi di Caruso
Nelle ultime ore migliaia di migranti, in gran parte marocchini e algerini, hanno raggiunto Ceuta, l’exclave spagnola nel nord del Marocco, sia attraversando a nuoto il tratto di mare che aggira il frangiflutti del Tarajal sia scavalcando le barriere di confine. Il bilancio parla di diverse decine di morti nel tentativo di attraversamento e di migliaia di persone entrate nel giro di pochi giorni, in quella che viene definita la crisi più grave dal 2021. Madrid ha inviato l’esercito a supporto della Guardia Civil e il premier Pedro Sánchez si è recato personalmente nella città autonoma. L’analisi del generale Ivan Caruso, consigliere militare della Sioi
Un piano cubano per destabilizzare gli Usa. L’ultima denuncia di Washington
Il Dipartimento di Stato americano ha pubblicato un report di 100 pagine intitolato “Cuba: la capitale del comunismo del XXI secolo” in cui spiega, con argomenti storici, il perché il regime castrista rappresenta una minaccia per la sicurezza degli americani e come sostiene la sinistra radicale statunitense
















