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Due Sessioni, un obiettivo. La Cina cresce meno per diventare più forte

Le “Due Sessioni” che si sono svolte a Pechino offrono una fotografia chiara della fase che la Cina sta attraversando. Il governo ha fissato un obiettivo di crescita tra il 4,5% e il 5%, il più basso da oltre tre decenni, segnale di una trasformazione più profonda del modello economico cinese

Iran, se la diplomazia è l'unica vera arma. Castellaneta legge le mosse del governo

La successione a Teheran apre una fase incerta segnata da guerra, pressioni esterne e divisioni interne al regime. In questo scenario, l’Italia punta su una diplomazia prudente per evitare l’escalation, difendere stabilità regionale ed energie e mantenere aperti i canali con i partner del Golfo. L’analisi di Giovanni Castellaneta

A cosa puntano i pasdaran nella guerra in Iran

Anche se cospicuo, l’utilizzo delle riserve strategiche di petrolio deciso dai ministri dell’Energia del G7 non arresta l’escalation dei prezzi del greggio e delle bollette energetiche. Si tratta soltanto di una delle conseguenze dell’effetto domino economico e finanziario che la guerra in Medio Oriente rischia di provocare. L’analisi di Gianfranco D’Anna

Piano Mattei, 18 Paesi coinvolti e nuovi progetti. Il punto della cabina di regia

A Palazzo Chigi si è riunita la Cabina di regia del Piano Mattei per l’Africa, che continua ad ampliarsi con l’ingresso di quattro nuovi Paesi, portando a diciotto il numero complessivo dei partner coinvolti. La riunione ha inoltre messo al centro due priorità operative della cooperazione italiana con il continente: gestione delle risorse idriche e istruzione

Fake news approvate dal Cremlino. Svelata una nuova campagna di disinformazione in Ungheria

Un’inchiesta del quotidiano britannico rivela l’esistenza di una campagna di disinformazione progettata per influenzare le elezioni parlamentari ungheresi e rafforzare il partito dell’attuale premier. Un’operazione che avrebbe ricevuto l’approvazione direttamente dal Cremlino

L’influenza dell’ex capo dell’intelligence iraniana su Khamenei jr

Durante la guerra Iran-Iraq, l’ex capo dell’intelligence è stato comandante del “Battaglione Habib” dell’Irgc e lì prestò servizio con la nuova Guida suprema iraniana. Il loro forte legame di amicizia e complicità risale a quel momento. Sarebbe lui la mente dietro la strategia di repressione e spionaggio del regime degli ultimi anni. Ma all’interno del sistema ha avuto anche qualche difficoltà…

Italia e India osservano il conflitto in West Asia con le stesse lenti

La crisi nel Golfo e le tensioni attorno allo Stretto di Hormuz spingono Italia e India a rafforzare il coordinamento diplomatico su energia, mercati e sicurezza delle rotte. Il dialogo tra i ministri Tajani e Jaishankar e le parole dell’ambasciatore Bartoli mostrano una convergenza strategica che guarda anche al corridoio Imec come alternativa alle rotte più esposte

Tech 2030, ecco la roadmap per la cooperazione tra Europa e Stati Uniti

Tecnologia, sicurezza e geopolitica sempre più intrecciate. All’evento Eu-Us Tech Agenda 2030 istituzioni e imprese discutono su come rafforzare la partnership tecnologica transatlantica per affrontare la competizione globale

Non solo Turchia, perché è la Siria il possibile obiettivo dell'Iran

Poco si parla della Siria nella crisi in corso in Iran, mentre invece è un pezzetto strategico del puzzle geopolitico che si sta componendo in Medio Oriente: sia perché investe direttamente il rapporto tra il nuovo corso a Damasco e Washington, sia perché tocca inevitabilmente la diatriba infinita tra sunniti e sciiti. In più il nuovo ruolo di al-Jolani (ora Ahmed Al-Sharaa) è fumo negli occhi per Teheran che da tempo vede scemare i propri obiettivi

Nella crisi in Iran serve il pragmatismo di Erdogan e Meloni. Parla Politi

“Il drone contro Cipro? Non contro l’isola, ma contro due basi inglesi che per di più sono territorio sovrano britannico. A Teheran c’è un derby tra chi capisce che deve mantenere delle strade aperte e chi dice che bisogna andare allo scontro duro senza paura. L’articolo 5 è stato costruito con gli americani, i quali non avevano nessuna voglia di essere trascinati automaticamente in qualche guerra. Questo è un elemento importante da sottolineare”. Intervista al direttore della Nato Defense College Foundation, Alessandro Politi

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