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Bruxelles accelera sulla Siria tra nodi politici e finanziari

L’Ue si schiera a favore dei profughi ma due paesi vanno in ordine sciolto. Prima però, va assicurata una cornice favorevole in loco, dove piccoli progressi ci sono ma non ancora tali da garantire sicurezza e vivibilità. Si sta lavorando per la stabilità e la ripresa economica della Siria, in questo senso l’obiettivo di Bruxelles è quello di instaurare un “dialogo diretto e regolare” con Damasco sui rimpatri

Incontro Trump-Xi, cosa c’è in gioco tra le parti. L'analisi di Fardella

Il confronto con la Cina viene interpretato non solo come una disputa commerciale, ma come parte di una più ampia correzione degli squilibri globali. Secondo questa lettura, gli Stati Uniti hanno assorbito eccessi di risparmio internazionali che hanno rafforzato il dollaro, indebolito la base industriale e distorto l’allocazione del credito. L’analisi di Enrico Fardella, direttore del progetto ChinaMed e associate director del Guarini Institute della John Cabot University

Cosa aspettarsi dalla visita a Roma di Narendra Modi. L’analisi di Shenoy

Mentre il mondo osserverà con il fiato sospeso la visita di Trump in Cina, spetterà a Modi e Meloni dimostrare che la stabilità dell’Indo-Mediterraneo e quella dell’Indo-Pacifico non sono teatri separati, ma parti della stessa architettura strategica

Il Trattato dell’Indo tra India e Pakistan. Origini, squilibri e crisi di un accordo asimmetrico

Di Pradeep Kumar Saxena

Dal 1960 l’India ha rispettato un accordo che assegna al Pakistan l’80% delle acque del sistema dell’Indo, accettando restrizioni operative, costi economici e limiti allo sviluppo. Secondo l’analisi di Pradeep Kumar Saxena, ex commissioner indiano per le Acque dell’Indo, Islamabad ha trasformato il Trattato in uno strumento di pressione politica e di ostruzionismo strategico contro Nuova Delhi

Ucraina, Putin vuole scegliersi l'arbitro per i colloqui con l'Ue

Sa di provocazione l’opzione Schroeder come negoziatore: se fosse spinto fino in fondo da Mosca allora significherebbe che la proposta è l’ennesima boutade. Ma occhio alle dinamiche nel Mar Nero, dove può tornare in auge il ruolo turco

Golfo idrogeno

Hormuz, così il Medio Oriente entra nella fase del congelamento competitivo. L'analisi di Dentice

Le prime navi di Gnl tornano a sfidare lo Stretto di Hormuz mentre Washington e Teheran tentano di costruire una fragile tregua sul Golfo. Giuseppe Dentice analizza il “congelamento competitivo” del conflitto mediorientale tra deterrenza, diplomazia coercitiva e rischio di nuova escalation

Non solo Iran, a che punto è il dossier Libia

Due settimane fa, a Sirte, ha preso il via Flintlock 2026, un’esercitazione per operazioni speciali guidata dagli Stati Uniti con, per la prima volta, le forze libiche di entrambi i lati del Paese. Il macro tema della stabilizzazione della Libia, inoltre, è stato ben presente anche nei comunicati di Meloni e Rubio: non solo si tratta di una fisiologica convergenza di vedute, ma di un vero e proprio allineamento su una scommessa italiana che ora ha “convinto” anche l’amministrazione di Washington

Putin alla parata di Mosca mesta come un funerale. L'analisi di D'Anna

Non è più il Putin di una volta. Sfuggente e guardingo il presidente russo ha confermato alla fugace celebrazione dell’81esimo anniversario della vittoria sul nazismo, che a Mosca l’atmosfera è radicalmente cambiata e l’equilibrio del regime è instabile. Oltre alle pesanti ripercussioni economiche, lo confermano le tragiche notizie sull’altissimo numero di perdite di soldati russi nella guerra all’Ucraina. L’analisi di Gianfranco D’Anna

Antipasto del vertice Trump-Xi. Gli Usa sanzionano società cinesi che aiutano l’Iran

Le sanzioni Usa contro tre società satellitari cinesi accusate di aiutare l’Iran arrivano alla vigilia del summit tra Trump e Xi Jinping. Un segnale che il confronto tra Washington e Pechino va ben oltre commercio e dazi, toccando sicurezza regionale, tecnologia e nuovi equilibri strategici globali

La rivalità Usa‑Cina oltre la calma apparente. L'analisi di Mattis

Di Peter Mattis

Il mondo si trova di fronte a una situazione simile a quella delle relazioni tra Stati Uniti e Cina nel 2017. Nessuna delle sfide fondamentali nel rapporto tra Washington e Pechino è cambiata perché la struttura della rivalità globale è rimasta intatta. Non è chiaro se esistono veri margini di accordo tra i due Stati. L’analisi di Peter Mattis, presidente di The Jamestown foundation

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