La Serbia degli studenti sfida gli equilibri costruiti in oltre un decennio di potere di Aleksandar Vučić e riapre la partita sul futuro europeo dei Balcani. Per Federica Onori (Azione), il voto esprime una domanda di democrazia che i partiti tradizionali non hanno saputo intercettare. Ma la svolta non è ancora compiuta: tra riforme istituzionali da realizzare e legami strategici con Mosca e Pechino, Bruxelles è chiamata a trasformare questa finestra politica in un’occasione concreta di avvicinamento all’Unione
Esteri
Perché il posto di Italia ed Europa è al fianco di Taiwan. Parla Menia (da Taipei)
“Taiwan è un presidio di modernità, valori comuni di diritti e democrazia, resistenza e resilienza, straordinaria capacità produttiva globale nei semiconduttori, impegnata nelle grandi sfide dell AI, ma soprattutto frontiera della libertà. L’Italia non può che esserle al fianco”, dice a Formiche.net Roberto Menia (FdI), raggiunto telefonicamente a Taipei, dove partecipa alla Conferenza annuale del Formosa Club 2026
Il paradosso Castro nella partita tra Washington e L’Avana. Scrive Vecchioni
Il mandato d’arresto contro Raúl Castro riapre il nodo tra giustizia e diplomazia nei rapporti tra Stati Uniti e Cuba. Washington potrebbe aver bisogno della sua influenza per favorire una transizione negoziata, mentre L’Avana valuta aperture economiche senza rinunciare al monopolio politico. Tra canali familiari, interessi militari e obiettivi ancora distanti, resta da capire quale cambiamento le due parti siano disposte ad accettare. L’analisi di Domenico Vecchioni, già ambasciatore d’Italia a Cuba
Dalla difesa al commercio, perché le Filippine vogliono rafforzare i rapporti con l’Italia. Parla la ministra Lazaro
La ministra degli Esteri Maria Theresa P. Lazaro, in un’intervista con Formiche.net, chiede un dialogo politico più intenso con Roma e una maggiore cooperazione nella difesa. Mentre Manila gestisce la competizione con la Cina, il crescente ruolo europeo nell’Indo-Pacifico e le proprie ambizioni diplomatiche
India e Stati Uniti, quando la pressione non basta più. Scrive Cossu
Washington cerca di ricomporre le tensioni con Nuova Delhi, ma il riavvicinamento non è una svolta strategica: è il riconoscimento del peso crescente dell’India, una potenza che vuole cooperare con gli Stati Uniti senza rinunciare alla propria autonomia e a un’agenda globale. L’analisi di Alberto Cossu
Materie prime critiche, così l'Ue si avvicina ai modelli di Washington e Tokyo
Il Parlamento europeo propone un’agenzia capace di investire direttamente nelle aziende minerarie, seguendo gli esempi di Stati Uniti e Giappone. Dietro l’iniziativa, il tentativo di ridurre la dipendenza dalla Cina ed evitare che la competizione industriale americana accentui le vulnerabilità europee
Da Belgrado a Brasilia, il consenso non è più blindato. La sfida per l’Europa secondo Pirozzi (Iai)
Dalla mobilitazione degli studenti in Serbia alla vittoria di Lula in Brasile, il consenso torna contendibile e la partecipazione dal basso sfida le leadership consolidate. Per Nicoletta Pirozzi (Iai), questi risultati raccontano una domanda di cambiamento che intreccia democrazia, Stato di diritto e autonomia dalle grandi potenze. Ma la discontinuità elettorale non garantisce automaticamente una svolta geopolitica
Da un leader autoritario al populismo? Tutti i rischi della nuova Serbia secondo Loperfido
La Lista degli studenti ha intercettato il desiderio di cambiamento, ma senza un programma definito. Tra i suoi elettori vi sono serbi contrari alle sanzioni contro la Russia, scettici su Kosovo, Ue e guerra in Ucraina. Intanto restano irrisolti i nodi energetici, con Mosca vista come fornitore conveniente. Intervista a Emanuele Loperfido (FdI), inviato Osce a Belgrado, dopo il voto
Putin apre ai negoziati sull'Ucraina, ma dopo le midterm
Dietro la scadenza del 4 novembre indicata da Ushakov si leggono le elezioni americane e un Congresso che può cambiare. Ma potrebbe essere anche un mero tentativo di posticipare ulteriormente. Intanto, il Cremlino chiama in causa l’Europa
Cosa significa la vittoria di Lula per la sinistra mondiale e per l’America Latina
Con una rimonta inaspettata e storica, il candidato e presidente socialista del Brasile si consacra nuovamente alla guida del Paese più grande della regione, dando forza alla sinistra latino-americana e fermando l’avanzata globale dell’estrema destra
















