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Terrore a Milano, che cosa dicono e fanno i milanesi

Milano si sveglia con il sole. Si lecca le ferite. Conta i danni. Ripulisce le strade. Quasi come se i milanesi volessero buttare nel dimenticatoio il pomeriggio di ieri, quasi come se fosse stato solo un brutto sogno. I segni sono ancora evidenti, ma gli operosi dipendenti dell’Amsa, con l'aiuto di numerosi volontari, ce la mettono tutta per cercare di…

La colpa dei disordini è dei No Expo pacifici

Non sono sospetto di nostalgie per il vecchio Pci né, tantomeno, per il sindacato che fu. Cinghia di trasmissione di partiti e di ideologie che hanno zavorrato il Paese per 40 anni. Ma secondo me qualcosa di buono c'era nei vecchi sindacati, nel Partito comunista che fu e persino - soprattutto verrebbe da dire -  nella Fiom, prima che cedesse…

Tre domande sui terroristi No Tutto

Ci poteva scappare il morto e non c'è stato. Le forze dell'ordine sono riuscite ad evitare il peggio. Le tute nere che hanno devastato il centro di Milano sono vigliacchi e isolati rispetto ai pacifici manifestanti No Expo. Tutto vero. Ma sia consentita qualche domanda. Siamo davvero sicuri che i violenti (forse meglio chiamarli terroristi, che dite?) che hanno incendiato…

I No Expo e la nefasta "critica solidale"

Mentre ancora attendiamo di conoscere le valutazioni promesse dal movimento NoExpo sul Primo maggio milanese (ma questo movimento ha un comune denominatore organizzativo, si riconosce in qualche leader?), sia consentita una prima considerazione. Sono tra coloro che hanno apprezzato il comportamento delle forze dell'ordine. I danni alle cose sono stati immani, ma quelli alle persone assai limitati. Del resto,  qualunque…

Mover per le strade della rivoluzione permanente

Quinta e ultima puntata della pubblicazione di alcuni estratti del libro Mover. Odissea contemporanea di Michele Silenzi, edito da Liberilibri. Il libro, tutto scritto in prima persona e in una forma ibrida tra il saggio e il romanzo che molto assomiglia a un diario di bordo, racconta le riflessioni e gli incontri del Mover, personaggio-archetipo della nostra contemporaneità in continuo…

Il Corriere della Sera, chi è il nuovo direttore Luciano Fontana

Gli editori italiani stanno guadagnando in saggezza. Appartiene ormai agli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso l’attrazione esercitata su di loro dai reduci della stagione sessantottina. Che si godevano da direttori, o da altre postazioni apicali, i frutti della loro giovanile partecipazione alle contestazioni di piazza e alle associazioni extraparlamentari di sinistra, spesso limitrofe alle bande armate. Ogni tanto…

Muos, ora Renzi e Pinotti prendano in mano il dossier. Parla D'Alia

Il Muos è un'opera strategica per la sicurezza nazionale e, come tale, la sua realizzazione dovrebbe essere competenza del governo e non degli enti locali. A crederlo è Gianpiero D’Alia, deputato, presidente dell'Udc e della Commissione Bicamerale per le questioni regionali, già ministro per la Pubblica amministrazione nel governo Letta, che in una conversazione con Formiche.net spiega perché il sistema satellitare…

Caro ministro Padoan, mi permetta un paio di consigli sulla politica economica

Pubblichiamo la lettera aperta di Paolo Savona al ministro dell'Economia, Piercarlo Padoan, uscita sui quotidiani Italia Oggi e Mf/Milano Finanza diretti da Pierluigi Magnaschi Si sente ripetere in continuazione che bisogna fare le riforme per migliorare la competitività e, a quel punto, la ripresa dell’economia italiana diverrà soddisfacente. Viene però trascurata l’indicazione dello schema di riferimento economico entro cui questa…

Come torna la voglia di finanziamento pubblico ai partiti

Con le tasche vuote e costretti a licenziare i dipendenti, i partiti pensano a una reintroduzione del finanziamento pubblico. D’altronde la comparazione è impietosa. Se per i rimborsi per le elezioni del 2008 le forze politiche hanno ricevuto la bellezza di circa 500 milioni di euro, la somma raccolta nel 2014 con il 2 x mille è stata di appena…

Pensioni, cosa fare dopo la sentenza della Consulta

Non ha senso incolpare Elsa Fornero di una misura che fu voluta da tutto il governo Monti e che fu approvata a grande maggioranza dal Parlamento. Con la sentenza sul blocco della perequazione automatica (che in due anni costò ai pensionati circa 8 miliardi) la Consulta non ha voluto bocciare il ricorso a siffatte misure che sono state adottate anche…

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