Fino a ieri il “centro” americano ha dovuto far ricorso a risorse interne allo stesso bipartitismo per esprimere una linea politica. Fino a ieri, però. La scena politica sta cambiando precipitevolissimevolmente con il combinato disposto di tecnologie digitali e insoddisfazione per il presente. Che il pur mutevole Musk sia la persona giusta per tentare imprese di questo genere non è certo. Di certo la soap-opera, questa specie di “Pastorale Americana” senza pastori, continua. La rubrica di Pino Pisicchio
Politica
Quegli attacchi alla Dc e la diversità rispetto all’oggi. Il commento di Merlo
Il dato politico, culturale e forse anche etico che separa la violenta contestazione di ieri con i cortei di oggi contro la maggioranza di governo è una sola: la Dc era un partito che aveva una spiccata e profonda identità democratica. La Democrazia Cristiana aveva quelle caratteristiche politiche che le impedivano anche di fronte alle ripetute contestazioni politiche di essere emarginata, ridicolizzata o sconfitta. Il commento di Giorgio Merlo
I marciatori di Roma non sono in piazza per i palestinesi. Cazzola spiega perché
Oggi a Roma la sinistra ufficiale, candidata alla formazione di un Campo largo vittorioso, è scesa in piazza a Roma direttamente per fermare Israele in quella che a suo dire se non è genocidio è pulizia etnica (come è buona lei!) dei palestinesi. Perché la tragedia della Palestina colpisce tanto le opinioni pubbliche che in altri casi si voltano dall’altra parte o solidarizzano con gli oppressori? Il commento di Giuliano Cazzola
Il bianco e il nero dei social. Discutiamone! La proposta di Tivelli
Propaganda e guerra ibrida. Azione sollecita misure contro documentari pro-Putin
Onori chiede al ministro Piantedosi linee guida e supporto ai Comuni per contrastare eventi che veicolano propaganda russa. Dopo che a Gorizia si è tenuto il festival RT.Doc nonostante le sanzioni europee contro l’emittente russa, Azione invita le istituzioni a riconoscere e fermare questi casi di disinformazione
Il divorzio Trump-Musk lascia Meloni senza sponde. L'opinione di Sisci
Il divorzio tra Trump e Musk preannuncia un cambio di rotta nella destra globale. In Europa si rafforza un nuovo asse conservatore. Ma l’Italia rischia l’irrilevanza politica internazionale se non trova visione e ancoraggi solidi
La Difesa è la chiave dei rapporti Germania-Usa. La versione di Diletti
Il primo confronto fra il presidente Usa e il cancelliere tedesco. Merz ha capito che nel breve e medio termine la leva degli investimenti sulla Difesa può rafforzare il rapporto con gli Usa, anche se in Germania stanno metabolizzando già un cambiamento strutturale nelle relazioni con l’alleato transatlantico. Colloquio con Mattia Diletti, docente di Scienza politica all’Università Sapienza
Tutti gli incontri a Washington del gruppo di amicizia Italia-Usa
Gli incontri istituzionali, economici e con think-thank per il gruppo di amicizia Italia-Usa raccontano di una considerazione che cresce costantemente per il governo italiano, impreziosita da una certezza: troppo solido il legame fra Roma e Washington, un rapporto secolare che mai sarà scalfito. Inoltre cresce anche negli Usa una consapevolezza che ha colpito tutti: Giorgia Meloni è l’unica in Europa ad avere la possibilità di chiamare Donald Trump sul cellulare, con lui che risponde. Il racconto di Calovini e Gelmini
Da Gaza al referendum, quando a rischio è la stabilità del Paese. Il commento di Bonanni
Il 7 giugno si svolgeranno manifestazioni per Gaza, rivolte contro Israele, ma non contro il terrorismo di Hamas. L’Italia appare divisa, ancorata a scontri legati al passato, incapace di mettere a fuoco le prospettive future. Il referendum diventa così la proiezione di questa visione conflittuale. La riflessione di Raffaele Bonanni
Trump e Musk si indeboliscono e la sinistra globalista gongola
L’incontro tra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron ha mostrato toni cordiali: forse indica un possibile ricalcolo delle strategie da parte della premier italiana. Con Trump in difficoltà e Musk sempre più imprevedibile, le dinamiche politiche internazionali potrebbero subire aggiustamenti non banali. Il commento di Roberto Arditti
















