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Cosa succede al salvinismo se al Senato la spunta Calderoli

Il suo nome come seconda carica dello Stato potrebbe essere la prima mossa interna della Lega post salviniana che inizia un’altra pagina della sua storia. Dai territori musi lunghi, anche per Fontana e Crippa. E c’è chi guarda al nuovo corso di Romeo e Molinari

Elezioni cruciali come nel '48. I rischi per Meloni nell'analisi di Passarelli

“Come nel dopoguerra, decideremo se stare nel campo atlantico o nel campo delle democrature”. Intervista al politologo e docente alla Sapienza: “Il problema di Meloni rimane comunque la debolezza dei suoi alleati. Da Berlusconi e Salvini gaffes e debolezza oratoria. Il Terzo Polo? Non solo novità elettorale, ma personalizzazione che gli italiani cercano”. E sul perché i 5 Stelle vanno forti al Sud…

Meglio una Meloni forte di una debole, scrive Foreign Affairs

Di Matteo Turato

Un governo instabile che deve continuamente cercare il compromesso con gli alleati (Salvini in particolare) sarebbe una cattiva notizia per l’Italia. Ecco perché, se dovesse vincere il centrodestra, Nato, Unione Europea e investitori internazionali sarebbero più tutelati da una maggioranza solida targata Meloni, scrivono il prof. Jones (EUI) e l’analista Ardissino sulla rivista americana

Meloni spauracchio europeo? Non proprio. Ecco perché

La fedina europea di Meloni e di FdI non è immacolata. Ma lo spauracchio intorno alla cavalcata del partito  potrebbe essere esagerato. Pesano i voti contro il Pnrr, ma chi andrà a Palazzo Chigi a ottobre sarà costretto a giocare secondo le regole. E a Bruxelles i meloniani si sanno ormai muovere molto bene

Centrodestra a stelle e strisce. Una bussola

Il via vai a Villa Taverna, il lavorìo dei pontieri per spegnere le polemiche russe, il team atlantista nella società civile. Da Giorgetti a Zanni, da Valentini ad Urso, da Crolla a Giubilei. Guida ragionata all’American connection nel centrodestra

Con Meloni sarà fine dei giochi russi. Parla Delmastro (FdI)

Intervista al deputato e responsabile Esteri di FdI: i Cinque Stelle i veri sospettati del patatrac (russo?) del governo ma Salvini faccia attenzione a chi si circonda. Meloni garanzia euroatlantica, sposterà a ovest la bilancia del centrodestra. Premiership? Con lei i giochetti non funzionano

Putin, unire i puntini. Cosa vuole (davvero) la Russia a Roma

Sì, nelle ambasciate, specie quelle russe, da sempre spie e feluche si danno il cambio. E sì, se in Russia contattassimo un partito di opposizione, succederebbe il finimondo. Ma nella polemica sul caso Salvini manca un dato di realtà. Il commento del prof. Giovanni Savino

Draghi nel mirino russo. La campagna italiana di Mosca

La Stampa rivela: a maggio contatti tra governo russo ed emissari di Salvini contro il governo Draghi, “ritirate i vostri ministri”? Smentita dal Carroccio ma tra i partiti in campagna è bufera. E una fonte diplomatica russa confida a Formiche.net: “È così, Putin affida queste missioni ai Servizi, si fida solo di loro”

Il boomerang russo alle urne italiane

Lo strappo di Lega, Forza Italia e Cinque Stelle al governo Draghi rischia di trasformarsi in un boomerang elettorale. E questo può diventare un problema per chi, al Cremlino, ha già brindato sulle macerie italiane. Il commento di Francesco Sisci

L'ombra russa sul patatrac italiano. Parla Bildt (Ecfr)

Intervista al co-presidente dell’European council on foreign relations (Ecfr), ex premier svedese: si apre una finestra di incertezza, al Cremlino stappano champagne. Ucraina? Draghi fondamentale, la coalizione di centrodestra dovrà superare il test atlantico

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