Il raggiungimento di un accordo credibile tra Usa e Cina sulle dinamiche commerciali potrebbe essere una prima pietra per ricostruire le fratture, per garantire quella stabilità necessaria a bilanciare un rapporto tra due culture profondamente diverse, in cui la distanza ideologica è diventata cruciale in uno scenario mondiale sempre più fragile. L’analisi di Rita Fatiguso, senior China correspondent de Il Sole 24 Ore
Dall’Iran all’AI fino a Taiwan. Ecco cosa c’è sul tavolo del summit Trump-Xi
Nel briefing preparatorio al summit di Pechino, l’amministrazione Trump prova a mostrare fermezza su Iran, Taiwan e AI, ma il viaggio evidenzia anche il paradosso strategico americano: contenere la Cina restando al tempo stesso dipendenti dalla sua influenza geopolitica
La rivalità tra Usa e Cina è l'asse centrale dell'ordine internazionale. Scrive Skylar Mastro
Se in passato la domanda era come mantenere il rapporto di sicurezza con Washington senza irritare Pechino, oggi essa diventa sempre più: come mantenere relazioni economiche con la Cina senza compromettere la relazione con gli Stati Uniti? Per rafforzare realmente la deterrenza nei confronti della Cina, sarebbe decisivo che Pechino percepisse la disponibilità concreta dei partner europei a sostenere i costi economici del de-risking. L’analisi di Oriana Skylar Mastro, center fellow presso Freeman Spogli institute for International studies e professoressa di Scienze politiche presso Stanford University
Incontro Trump-Xi, cosa c’è in gioco tra le parti. L'analisi di Fardella
Il confronto con la Cina viene interpretato non solo come una disputa commerciale, ma come parte di una più ampia correzione degli squilibri globali. Secondo questa lettura, gli Stati Uniti hanno assorbito eccessi di risparmio internazionali che hanno rafforzato il dollaro, indebolito la base industriale e distorto l’allocazione del credito. L’analisi di Enrico Fardella, direttore del progetto ChinaMed e associate director del Guarini Institute della John Cabot University
Antipasto del vertice Trump-Xi. Gli Usa sanzionano società cinesi che aiutano l’Iran
Le sanzioni Usa contro tre società satellitari cinesi accusate di aiutare l’Iran arrivano alla vigilia del summit tra Trump e Xi Jinping. Un segnale che il confronto tra Washington e Pechino va ben oltre commercio e dazi, toccando sicurezza regionale, tecnologia e nuovi equilibri strategici globali
La rivalità Usa‑Cina oltre la calma apparente. L'analisi di Mattis
Il mondo si trova di fronte a una situazione simile a quella delle relazioni tra Stati Uniti e Cina nel 2017. Nessuna delle sfide fondamentali nel rapporto tra Washington e Pechino è cambiata perché la struttura della rivalità globale è rimasta intatta. Non è chiaro se esistono veri margini di accordo tra i due Stati. L’analisi di Peter Mattis, presidente di The Jamestown foundation
Accordo con l'Iran? L'auspicio di Trump prima di incontrare Xi
La Casa Bianca accelera verso un’intesa con Teheran per arrivare al summit di Pechino senza una crisi aperta nel Golfo. Ma il dossier iraniano sta già diventando una leva strategica nelle mani della Cina, tra Taiwan, sicurezza energetica e competizione globale
Usa-Cina, vi spiego il Tao di guerra e pace. Scrive Sisci
La situazione in Cina è estremamente complessa e non priva di sfaccettature. La sottoccupazione e la disoccupazione urbana si attestano al 40-50% a causa del crollo immobiliare e, oggi, dell’eccesso di produzione industriale. La gente non ha denaro; quindi non consuma; quindi l’economia si regge su sussidi statali ed esportazioni. L’analisi di Francesco Sisci, direttore di Appia Institute, alla vigilia della visita di Trump in Cina















