L’Unione europea attiva il Safe e autorizza otto Paesi, tra cui l’Italia, ad accedere a prestiti agevolati per rafforzare la difesa. Per Roma sono previsti 14,9 miliardi con rimborsi a lungo termine, destinati a difesa aerea, antimissile e sistemi anti drone. Lo strumento punta a sostenere industria e capacità operative, bilanciando preferenza europea e aperture mirate a fornitori extra Ue
Con il via libera ai piani nazionali legati al Safe, l’Unione rende operativo lo strumento di prestiti agevolati pensato per sostenere investimenti militari senza gravare subito sui bilanci. Per l’Italia la quota è pari a circa 14,9 miliardi di euro, in un gruppo di otto Paesi autorizzati ad attivare i fondi.
Il via libera e il perimetro dei beneficiari
L’autorizzazione riguarda Italia, Estonia, Grecia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia e Finlandia. È il secondo blocco di approvazioni, dopo un primo gruppo di Stati già ammessi nelle settimane precedenti. Nel complesso il Safe può mobilitare fino a 150 miliardi di euro in prestiti, con l’obiettivo di rafforzare la capacità industriale e tecnologica europea nel settore della difesa e di dare continuità agli investimenti in una fase di domanda crescente.
Come funziona il prestito italiano
Per Roma si tratta di un finanziamento quinquennale a tasso fisso del 3%. I rimborsi partiranno dal 2035 e potranno estendersi fino a 45 anni. La struttura consente di sostenere spese previste nel ciclo 2026-2030 e di coprire anche commesse già in corso, riducendo l’impatto immediato sul bilancio e offrendo maggiore stabilità alla programmazione.
Dalle priorità operative alle commesse
Le risorse saranno destinate soprattutto a difesa aerea e difesa antimissile, oltre ai sistemi C-Uas per il contrasto ai droni. Il perimetro comprende anche missili, munizioni d’artiglieria, droni e capacità nei domini spaziale e cyber. L’obiettivo è rafforzare segmenti considerati critici, accelerando acquisizioni e ammodernamenti.
Vincoli industriali e aperture extra Ue
Lo strumento privilegia produzioni europee ma consente acquisti extra Ue entro il limite del 35 per cento. È una soglia che mantiene aperti i canali con partner esterni rilevanti e, al tempo stesso, sostiene la base industriale continentale.
Un effetto bilancio che diventa scelta strategica
Il Safe non interviene solo sui capitoli della difesa, ma sul modo in cui vengono programmati. Spostando in avanti l’onere dei rimborsi e diluendolo su un orizzonte molto lungo, consente all’Italia di accelerare acquisizioni ritenute urgenti senza alterare gli equilibri di finanza pubblica nel breve periodo. In questo senso il prestito diventa uno strumento di politica industriale oltre che militare, perché permette di dare continuità a filiere e programmi pluriennali dentro una cornice europea che punta a rendere meno frammentata e più prevedibile la spesa per la sicurezza.
















