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Transatlantic Council, così Usa e Ue dialogano a Bruxelles

Il summit Usa-Eu Transatlantic Business a Bruxelles riunirà leader di Europa, Stati Uniti e Africa per rafforzare la cooperazione su commercio, sicurezza economica e catene di approvvigionamento in un contesto geopolitico sempre più competitivo. Al centro del confronto deregulation, industria ed energia, con attenzione al ruolo strategico dell’Europa centro-orientale, alle partnership con l’Africa e all’ambizione di trasformare l’alleanza transatlantica in una piattaforma operativa globale

La capitale europea ospiterà mercoledì 18 febbraio lo Usa-Eu Transatlantic Business Summit, riunendo decisori politici, leader aziendali e rappresentanti della società civile provenienti da Europa, Stati Uniti e Africa in una fase di crescente incertezza per il commercio globale e la sicurezza economica.

Organizzato dalla Polish & American Women Entrepreneurs Association, con la media partnership di Formiche/Decode39, l’evento di Bruxelles punta ad andare oltre le dichiarazioni politiche per favorire forme concrete di cooperazione transatlantica in settori strategici come difesa, commercio, energia, sanità, sistemi alimentari, manifattura e materie prime critiche. L’iniziativa si inserisce in un più ampio sforzo occidentale per rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento e la competitività industriale in un contesto segnato da frammentazione geopolitica e crescente competizione economica. In questo senso, il Usa-Eu Transatlantic Business Summit ambisce a lavorare come tavolo anche operativo.

I lavori si concentreranno in particolare su deregulation, capacità produttiva ed energia, temi diventati centrali nelle strategie economiche di Europa e Stati Uniti dopo le crisi degli ultimi anni. La presenza di alti funzionari pubblici, dirigenti d’impresa e regolatori mira a collegare le politiche alle esigenze operative del mondo produttivo.

“La relazione transatlantica rimane la spina dorsale dell’economia globale, ma deve evolversi per rimanere forte”, spiega Agata Golubiewska, presidente e Ceo della Polish & American Women Entrepreneurs Association e founder del summit. “Questo vertice – continua in una dichiarazione a Formiche.net – mira a tradurre le priorità condivise in cooperazione tangibile, evidenziando al contempo la crescente importanza strategica dell’Europa centrale, orientale e meridionale e le partnership più forti con l’Africa”.

Uno degli elementi distintivi del summit è l’attenzione rivolta all’Europa centrale, orientale e meridionale, aree sempre più considerate pilastri strategici dell’Unione europea grazie alla loro capacità manifatturiera, alle infrastrutture energetiche e alle reti logistiche. Il loro peso è cresciuto mentre aziende e governi cercano di diversificare le catene di approvvigionamento e ridurre le dipendenze da aree ad alto rischio geopolitico.

Allo stesso tempo, l’agenda integra una prospettiva globale più ampia attraverso la partecipazione di leader africani e istituzioni del continente. L’Africa sta assumendo un ruolo crescente nelle relazioni economiche transatlantiche, in particolare nei settori dell’energia, delle materie prime critiche, della logistica e dei nuovi corridoi commerciali. Su questo contesto, l’Italia rivendica un ruolo di primo piano: nei giorni scorsi, il Piano Mattei ha superato il “tagliando” dei due anni con un vertice ad Addis Abeba che ne ha confermato l’interesse internazionale; la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata ospite speciale del vertice dell’Unione Africana, tenutosi sempre nei giorni scorsi nella capitale etiope. Uno dei vettori di internazionalizzazione della strategia italiana per l’Africa è proprio la cooperazione in ambienti terzi su cui Roma intende essere ponte transatlantico.

Tra i relatori all’evento di Bruxelles figurano rappresentanti di primo piano delle istituzioni europee, dell’amministrazione statunitense, del mondo accademico e dell’industria. Tra questi il Commissario europeo per la Salute e il Benessere animale Olivér Várhelyi, la ministra nigeriana del Commercio e degli Investimenti Jumoke Oduwole, l’ex presidente della Export-Import Bank degli Stati Uniti Kimberly Reed, funzionari del Dipartimento del Commercio americano e rappresentanti dei settori energetico, manifatturiero e regolatorio. Leader aziendali e policy maker africani contribuiranno ai dibattiti su infrastrutture, sviluppo energetico e opportunità di investimento.

Oltre alle dimensioni economiche e geopolitiche, il summit mette in evidenza la leadership femminile nel dialogo transatlantico, in linea con la missione dell’associazione organizzatrice. Il programma include panel dedicati alle imprese guidate da donne e all’innovazione, collegando il tema anche alle celebrazioni per il 250º anniversario degli Stati Uniti e al ruolo crescente delle donne nel plasmare reti economiche e politiche transatlantiche.

Tra i partner istituzionali figurano America250.org – associazione che sta anche connettendo la ricorrenza con l’Italia, secondo l’asse “250/165” – e iniziative focalizzate sull’alleggerimento della regolamentazione economica in Europa e sul rafforzamento delle capacità nei Paesi dell’Africa subsahariana. La loro partecipazione sottolinea l’ambizione del summit di rafforzare i legami transatlantici integrando al contempo partner emergenti in un quadro economico più interconnesso, basato comunque su un’amicizia transatlantica “Semiquincentennial”.

In un contesto in cui il commercio globale è sempre più influenzato da considerazioni di sicurezza e competizione geopolitica, l’incontro di Bruxelles mira a verificare se la cooperazione transatlantica possa evolvere da alleanza tradizionale a piattaforma più flessibile capace di affrontare sfide legate a catene di approvvigionamento, politica industriale e partenariati strategici su scala globale.


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