Alla manifestazione promossa da Setteottobre l’appello è netto: la fine del regime di Teheran come condizione necessaria per la stabilità del Medio Oriente. Nel mirino il sostegno iraniano a Hamas e Hezbollah, l’asse con Putin e la minaccia costante contro Israele. L’intervento militare di Stati Uniti e Israele viene indicato come punto di svolta, mentre all’Europa si chiede di uscire dall’ambiguità e scegliere da che parte stare. Per i promotori, in gioco non c’è solo il futuro dell’Iran, ma la credibilità stessa dell’Occidente. Il discorso del presidente Stefano Parisi
Quando, alcune settimane fa, abbiamo deciso di promuovere questa manifestazione eravamo esterrefatti nel vedere migliaia di iraniani nelle piazze europee manifestare da soli per la loro libertà.
Chiedevano che i Governi europei sostenessero la protesta dei loro amici e familiari che manifestavano nelle città iraniane e venivano massacrati a migliaia.
Eravamo in pochi a manifestare con loro. Alcuni partiti, coraggiosamente lo hanno fatto, e oggi sono qui con noi.
In quei giorni abbiamo pensato che fosse necessario chiedere la mobilitazione dei partiti e delle associazioni che sono consapevoli del fatto che liberare gli iraniani dalla teocrazia sanguinaria che li opprime da mezzo secolo vuol dire liberare il mondo intero dalla più pericolosa minaccia esistente.
Il regime di Teheran minaccia l’esistenza di Israele armando e finanziando Hamas, Hezbollah e Houti, ha sorretto la feroce dittatura di Assad in Siria, manovra per l’instabilità del Libano e dell’Iraq, arma la mano violenta di terroristi che operano in tutto il mondo occidentale, si finanzia anche con il traffico di droga sfruttando il regime criminale di Maduro, sostiene militarmente Putin nella guerra contro l’Ucraina che minaccia l’Europa.
Chi vuole la pace e la stabilità del Medio Oriente non può non augurarsi la fine del regime degli Ayatollah. Chiunque tenga alla sopravvivenza del popolo palestinese non può non augurarsi la fine del regime.
Chiunque crede che la teocrazia dell’Islam politico non debba avere più cittadinanza in un mondo più sicuro non può non augurarsi la fine della Repubblica islamica.
Un regime violento e oppressivo che ha cercato di reprimere la protesta di piazza nel sangue.
Più di 30.000 manifestanti trucidati in pochi giorni, migliaia di feriti, arresti, giovani inseguiti e ricercati nelle loro case, famiglie ricattate nella ricerca dei corpi dei propri cari.
Eppure? Nessuna manifestazione, nessuna indignazione, nessuna bandiera bruciata, nessuna flottillia, nessun boicottaggio, nessun discorsetto al festival di Sanremo, nessuna spilla sui vestiti delle star.
Abbiamo organizzato questa manifestazione con gli amici iraniani perché temevamo che il mondo li avrebbe lasciati soli.
Che l’occidente avrebbe voltato loro le spalle. I negoziati in corso fino a 5 giorni fa sembravano non avere all’ordine del giorno la libertà per gli iraniani.
Il regime sanguinario era ancora l’interlocutore, un accordo con gli Ayatollah avrebbe significato la fine di ogni speranza, una stagione di repressione e rappresaglia interna senza fine. Avrebbe comportato migliaia di morti tra i civili iraniani.
E invece gli Stati Uniti e Israele non hanno lasciato gli iraniani soli.
Sabato scorso il regime è stato decapitato, una luce di speranza è tornata negli occhi degli iraniani e di tutti le donne e gli uomini liberi che credono nel futuro di un mondo migliore, senza la minaccia delle teocrazie islamiche.
Ora questa speranza non può essere delusa. Bisogna andare fino in fondo, combattere fino alla caduta del regime.
I Governi europei devono far parte della coalizione che restituirà la libertà al popolo iraniano.
Cari Amici, Setteottobre è nata per difendere Israele, il suo diritto ad esistere e i valori dello stato di diritto e della libertà minacciati dall’Islam politico che oggi vede il suo principale protagonista, militare, finanziario e ideologico nell’attuale regime di Teheran.
È per questo che oggi, accanto alle bandiere della storia millenaria dell’Iran, vediamo sventolare le bandiere di Israele, ed è per questo che con noi ci sono l’Ucei, l’Ugei, Le Comunità ebraiche di Roma e di Milano e tante associazioni di amicizia Italia Israele accanto alle Associazioni di Amicizia Italia Iran.
Il nemico di Israele è il nemico dell’Occidente, è il nemico dei paesi arabi moderati, è il nemico della pace, della sicurezza e dello sviluppo.
Ed è per questo che non possiamo non ringraziare Israele e tutti gli israeliani che combattono, per il lavoro straordinario che hanno compiuto e stanno compiendo per liberare il mondo dall’odio cieco dell’islam politico.
Senza gli interventi militari delle forze di difesa israeliane, in questi anni di guerra, scatenata dall’orrore del 7 ottobre, non si sarebbe innescata questa catena di sconfitte ed eliminazioni che sta portando al collasso del regime iraniano.
E il nostro pensiero non può non andare, cari amici iraniani, cari amici presenti oggi qui in piazza Santi Apostoli agli israeliani che sono costretti, ancora una volta, a correre dentro i rifugi per ripararsi dai missili della vendetta del regime in dissoluzione.
Mentre Usa e Israele colpiscono basi militari e presidi strategici in Iran per eliminare il potenziale militare e i vertici del regime, i criminali di Teheran bombardano indiscriminatamente qualunque obiettivo civile in Israele.
Bombardano con i loro missili i paesi del Golfo, colpiscono Cipro, lanciano missili su Israele perché per il regime ogni ebreo morto è un dono al loro profeta. Gli israeliani morti, nel nostro mondo dell’informazione sono dimenticati. Noi non dimentichiamoli.

E l’Europa dov’è? Cosa significa denunciare la violazione del diritto internazionale? Attenersi al diritto internazionale con i regimi sanguinari, violenti, distruttivi, vorrebbe dire arrendersi alla loro violenza, rinunciare alla nostra libertà.
Cosa significa auspicare la fine del conflitto e la ripresa dei negoziati? Ma davvero c’è qualcuno che ci crede? Ma con chi sarebbe da fare il negoziato? E chi sarebbe l’interlocutore dei negoziati? Il regime al collasso? Ma davvero c’è ancora chi invoca il rispetto del diritto internazionale e poi lascia che l’Onu nomini l’Iran vicepresidente della commissione per lo sviluppo sociale che promuove democrazia e non violenza? L’Europa abbia più rispetto per la propria storia! Senza l’intervento militare delle forze alleate non ci saremmo certo liberati da soli dal nazismo e dal fascismo!
L’Europa entri nella coalizione per abbattere il regime degli ayatollah e riscatti il suo recente passato di vuota tattica opportunistica tesa solo a non spaventare il proprio elettorato, lasciandolo nell’ignoranza del rischio che corre realmente.
Gli europei devono essere consapevoli di questa minaccia, solo con la consapevolezza si sconfigge il nemico e si sradica l’antisemitismo.
Entrare nella coalizione, per l’Europa, vuol dire innescare un processo di alleanze in Medio Oriente con i paesi arabi moderati che potrà portare la stabilità e la sicurezza di tutta l’area, una volta spazzato via il regime degli Ayatollah. Come non capire che questa è l’unica strada per liberare Gaza e i palestinesi dall’odio e dalla manipolazione a cui il regime li ha sottomessi!
Chi oggi vuole la pace, la libertà e la sicurezza non può non stare vicino al popolo iraniano.
Coloro che oggi protestano per la violazione del diritto internazionale sono gli stessi che non hanno protestato quando Hamas ha massacrato gli israeliani, Hezbollah ha bombardato Israele, l’Iran ha dichiarato l’obiettivo di distruggere Israele.
Quella era resistenza contro lo stato colonialista degli ebrei. Ma vi rendete conto che siete solo voi e Putin a sollevare la questione del rispetto del diritto internazionale?
Abbiamo un cortocircuito in occidente reso evidente dopo il 7 ottobre: confondere la vittima con il carnefice, negare l’evidenza dei fatti.
E lo abbiamo visto anche in queste ore. Lascia davvero esterrefatti il fatto che coloro che pretendono di essere gli eredi dei partigiani che hanno combattuto armati perdendo la vita per sconfiggere il nazismo e il fascismo, che per il loro essere eredi dei partigiani vengono coccolati, finanziati, protetti e ossequiati, condannino l’intervento che ha eliminato la testa del regime nazista di Teheran, proteggano il regime come hanno protetto ed esaltato Hamas portando le sue bandiere alle manifestazioni del 25 Aprile.
Come non vedere che gli ebrei perseguitati e sterminati di allora sono i giovani iraniani di oggi? Cosa vi acceca fino a questo punto se non l’odio verso gli ebrei, verso la storia di Israele e verso l’occidente?
Cari Amici iraniani, non ascoltate queste voci che negano il vostro diritto a vivere liberi. Continuate la vostra lotta, c’è un mondo in occidente che è con voi e che spera e lotta con voi perché possiate tornare presto nel vostro paese libero.















