Non solo scambi commerciali, centrale è la cooperazione sulla protezione delle frontiere esterne dell’Ue e sul contrasto alla migrazione illegale, oltre a un capitolo dedicato al Mediterraneo e al Mar Baltico, senza dimenticare la cosiddetta iniziativa dei Tre Mari. Ma Varsavia nutre anche un altro sogno, quello di entrare a far parte del progetto per il caccia Gcap
Giornata romana, prima al Quirinale e poi a Palazzo Chigi, per il Presidente della Repubblica di Polonia Karol Nawrocki. Un’utile occasione per sottolineare lo speciale rapporto che c’è tra i due Paesi, sin dai tempi di Giovanni Paolo II, adesso ancora più cementato dalla strategicità dei temi europei interconnessi. Giorgia Meloni lo ha ribadito quando ha messo l’accento su due elementi: i partenariati bilaterali e le questioni di carattere internazionale. Prima ricevuto da Sergio Mattarella, poi da Giorgia Meloni, il presidente polacco è ben consapevole del peso specifico dell’Italia, sia in ottica europea (allargamento e difesa) sia con particolare riferimento al tema migratorio.
D’altronde dieci giorni fa il vertice Italia-Polonia a Palazzo Chigi aveva confermato la solidità del partenariato strategico tra le due nazioni, aprendo al contempo una nuova fase di cooperazione rafforzata. Il nuovo trattato bilaterale infatti ha il compito di aggiornare quello del 1991 e così elevare le relazioni a un livello superiore. Il premier Donald Tusk in quell’occasione lo disse a chiare lettere: “Grazie a Giorgia Meloni la politica europea è oggi migliore”. Quella sintonia, tra le altre cose, ha permesso all’Europa di operare un sostanziale cambio di paradigma nella gestione dei flussi migratori, come dimostra l’apprezzamento di Bruxelles per il protocollo Italia-Albania. Un ulteriore tassello di cooperazione è stato rappresentato dal forum italo polacco ospitato nella capitale a fine aprile, quando è stata data profondità a una serie di riflessioni legate alla geopolitica e agli investimenti, anche in ottica europea. I due Paesi infatti da tempo procedono all’unisono su materie strategiche come difesa, Nato, spazio, Medio Oriente e Ucraina.
In questa direzione va anche il recente memorandum siglato tra i due Paesi, che si basa sul rafforzamento del dialogo politico e della cooperazione su dossier europei e internazionali. Al centro dell’intesa c’è un passaggio formale: ovvero le consultazioni regolari alternate tra i due Paesi per garantire continuità e coordinamento. Verranno inoltre promosse iniziative bilaterali cicliche sul piano economico, al fine di favorire investimenti reciproci e sviluppo in aree come sicurezza, industria della difesa, politica spaziale, Alleanza Atlantica e Nazioni Unite, sostegno all’Ucraina nel suo percorso di integrazione nell’Unione europea.
Non solo scambi commerciali. È parte dell’accordo anche la cooperazione sulla protezione delle frontiere esterne dell’ Ue e sul contrasto alla migrazione illegale, oltre a un capitolo dedicato al Mediterraneo e al Mar Baltico, senza dimenticare la cosiddetta iniziativa dei Tre Mari, l’iniziativa Centro europeo e il Corridoio economico India-Medio Oriente-Europa (Imec).
Ma Varsavia nutre anche un altro sogno, quello di entrar a far parte del progetto per il caccia Gcap, avviato nel 2022 grazie ad una partnership internazionale tra Regno Unito, Italia e Giappone, come dimostrano i primi contatti con gli interlocutori italiani e giapponesi e la fase di assoluta criticità attraversata dal programma rivale, ovvero il Fcas, sviluppato da Francia, Germania e Spagna.
Infine, la Polonia è diventata il fronte europeo maggiormente attenzionato dai servizi segreti avversari, che con spie e sabotaggi hanno dato parecchio lavoro da fare all’intelligence di Varsavia legate all’attivismo di Russia e Bielorussia. Secondo gli 007 polacchi negli ultimi due anni i casi sospetti si sono raddoppiati, con azioni mirate contro infrastrutture, obiettivi militari e civili.















