Dopo la prima condanna nel Regno Unito per spionaggio collegato a Pechino, l’Npsa, braccio pubblico dell’MI5, ha diffuso indicazioni di sicurezza per dissidenti e attivisti presi di mira da regimi stranieri. Le linee guida seguono la condanna per spionaggio e repressione transnazionale due ex ufficiali legati a Hong Kong
L’intelligence britannica alza il livello di attenzione sulla repressione transnazionale. Secondo quanto riportato dal Telegraph, il Security Service ha pubblicato nuove indicazioni di contro-sorveglianza destinate a dissidenti, attivisti e oppositori residenti nel Regno Unito che temono di essere monitorati da apparati stranieri, in particolare cinesi.
Il documento, pubblicato all’indomani della condanna di due uomini accusati di aver operato sul territorio britannico per conto delle autorità di Hong Kong e, per estensione, nell’interesse di Pechino, è stato diffuso dalla National Protective Security Authority, l’organismo pubblico collegato all’MI5 che si occupa di sicurezza protettiva. Le linee guida mettono in guardia dall’impatto “severo” che le attività di intimidazione, tracciamento e pressione possono avere sulle comunità in esilio.
Alcuni Stati stranieri, spiega il documento, prendono di mira coloro che considerano una minaccia politica, simbolica o informativa, soprattutto quando queste persone continuano a denunciare abusi, repressione o interferenze dal territorio britannico. L’Npsa definisce il Regno Unito un bersaglio di lungo periodo per attività di spionaggio e interferenza riconducibili, in forme diverse, a Russia, Cina e Iran.
Le indicazioni dell’MI5
Le raccomandazioni sono pratiche, quasi da manuale di sicurezza personale. Variare percorsi e orari, evitare routine prevedibili, non rendere pubblici indirizzi privati, non inserire la propria abitazione su biglietti da visita o materiali facilmente accessibili. Se si ritiene di essere seguiti, l’avvertimento è di non tornare a casa, ma dirigersi verso un’area affollata, cercare aiuto e non affrontare direttamente chi sta effettuando la sorveglianza.
La pista di Hong Kong
Il riferimento più esplicito è a Hong Kong. L’alert ricorda che la polizia dell’ex colonia britannica ha emesso mandati d’arresto e taglie contro individui residenti nel Regno Unito, colpiti in base alla legge sulla sicurezza nazionale imposta dopo la stagione delle proteste democratiche. Tra i bersagli più noti c’è Nathan Law, ex leader del movimento pro-democrazia fuggito a Londra, sulla cui testa le autorità di Hong Kong hanno posto una taglia da 100mila sterline.
Il caso che ha innescato l’ultima allerta britannica riguarda Peter Wai, ex funzionario della Border Force e già agente speciale volontario, e Chung Biu Yuen, ex sovrintendente della polizia di Hong Kong e funzionario dell’Hong Kong Economic and Trade Office di Londra. I due sono stati giudicati colpevoli all’Old Bailey di assistenza a un servizio di intelligence straniero, in base al National Security Act. Come già riportato da Formiche.net, le attività contestate si sarebbero svolte tra dicembre 2023 e maggio 2024 e avrebbero incluso operazioni di sorveglianza contro dissidenti hongkonghesi nel Regno Unito.
L’Associated Press ha ricostruito il caso parlando di “shadow policing”, una forma di polizia parallela esercitata su suolo britannico contro gli oppositori di Hong Kong. L’indagine avrebbe portato alla luce attività di raccolta informativa su attivisti e figure politiche, compreso l’ex leader conservatore Iain Duncan Smith. Pechino ha respinto le accuse, definendo il procedimento una mossa politica, mentre Londra ha ribadito la necessità di difendere la propria sovranità dalle interferenze straniere.
La repressione transnazionale
La minaccia, per l’MI5, riguarda la normalizzazione di strumenti di pressione che trasferiscono sul territorio britannico le logiche di controllo politico di altri Stati. Pedinamenti, raccolta di informazioni, intimidazioni, accesso improprio a dati pubblici, campagne di delegittimazione e minacce contro familiari o reti personali diventano tasselli di una stessa architettura coercitiva, ancor di più quando chi opera per uno Stato ostile o autoritario riesce a sfruttare posizioni interne alle istituzioni britanniche.
Il caso Wai-Yuen, in questo senso, diventa un test per il National Security Act del 2023, la legge con cui Londra ha rafforzato gli strumenti contro spionaggio, interferenza straniera e attività ostili sotto soglia.
Le linee guida
L’allerta dell’Npsa cita anche il rischio iraniano. Ken McCallum, direttore generale dell’MI5, ha più volte descritto le operazioni di Teheran come tentativi di “silenziare” gli oppositori anche fuori dai confini nazionali. Il tema è tornato d’attualità dopo l’attacco incendiario contro i locali londinesi di Iran International, emittente persianofona critica verso il regime, episodio che ha rafforzato la percezione di una minaccia non più limitata alla sorveglianza digitale o alla propaganda.
















