Dalle ultime mosse sembrerebbe che il governo americano stia ponendo maggiore attenzione all’affidabilità dei modelli. La Casa Bianca sarebbe intenzionata a istituire uno standard entro cui le aziende devono operare, con una supervisione governativa mai finora messa in pratica. Il cambiamento è frutto degli ultimi rilasci, in particolare Mythos, e del prossimo vertice Trump-Xi, dove l’intelligenza artificiale sarà grande protagonista
A pochi giorni dal suo sbarco in Cina, Donald Trump potrebbe rivedere la sua strategia per l’intelligenza artificiale. Improntata per lo più alla liberalizzazione tecnologica per incentivare quanto più possibile lo sviluppo, la Casa Bianca potrebbe adottare un nuovo ordine esecutivo per procedere invece con più cautela. Il disegno di legge dovrebbe garantire uno standard che le aziende devono seguire prima di rilasciare un modello, affinché sia sicuro e affidabile.
I segnali in questo senso si moltiplicano. “Quando si tratta di intelligenza artificiale, il presidente Trump e la sua amministrazione non si preoccupano di scegliere vincitori e vinti”, affermava settimana scorsa la capo dello staff presidenziale Susie Wiles. “Questo governo ha un solo obiettivo: garantire che la tecnologia migliore e più sicura venga implementata rapidamente per sconfiggere qualsiasi minaccia”. Le fa da eco il direttore del Consiglio economico nazionale, Kevin Hassett. “Stiamo valutando la possibilità di emanare un decreto esecutivo per fornire a tutti una chiara tabella di marcia su come procedere e su come i futuri strumenti di IA, che potenzialmente potrebbero creare vulnerabilità, dovrebbero seguire una procedura per essere rilasciate sul mercato solo dopo che ne sia stata dimostrata la sicurezza, proprio come un farmaco approvato dalla Food and Drugs Administration.
Al momento, sottolinea Axios, si tratta solamente di buone intenzioni. Da vedere se alle parole verrà dato un seguito pratico. L’intenzione a quanto pare sembra esserci. Constatando di fatto un cambiamento radicale nella visione del governo americano. Da sempre, infatti, l’approccio a stelle e strisce è stato basato su meno regole per dare maggiore impulso all’innovazione. Burocratizzare il processo tecnologico avrebbe rallentato il progresso scientifico, affermavano. Ora però sembra cambiare qualcosa.
Oltre a quello appena descritto, potrebbero esserci anche altre decisioni radicali. Secondo il New York Times, il governo vorrebbe assumere un ruolo più centrale nel processo di supervisione dei modelli da rilasciare. Il piano sarebbe stato già illustrato alle varie aziende. Tra cui Anhtropic, Google e OpenAI. Per Axios, inoltre, sarebbe stato chiesto al Pentagono di testare i vari modelli di IA prima di integrarli nei sistemi federali e statali.
Non è un caso che le preoccupazioni siano sorte proprio con la notizia di un nuovo supermodello di IA. Si tratta di Mythos, realizzato da Anthropic, talmente potente da andare oltre le funzioni per cui è stato addestrato. Capace, addirittura, di scoprire vulnerabilità nei sistemi mai notate fino a quel momento. Mythos è il perfetto esempio di quello che può fare la tecnologia: può diventare uno strumento preziosissimo, ma anche un pericolo esiziale. Dipende da chi lo usa.
Anche il fatto che le voci di una stretta regolatoria sopraggiungano a ridosso del vertice tra Trump e Xi Jinping non è di certo casuale. L’intelligenza artificiale sarà inevitabilmente al centro delle loro discussioni, essendo le due superpotenze che si battono per il dominio tecnologico. Ormai però si è capito che a vincere la partita non sarà chi sfornerà il prodotto migliore, sempre superabile da altre tecnologie. Quanto piuttosto chi governerà la tecnologia più strategica. Per il Wall Street Journal, non è escluso che Stati Uniti e Cina possano arrivare a stringere un accordo per una competizione sana e collaborativa.
A Washington sembrano essersi resi conto della velocità a cui corre l’intelligenza artificiale. E dei potenziali rischi che questa potrebbe provocare, qualora non gestita. Detto in altre parole: così come oggi sono stati gli americani a realizzare Mythos, domani potrebbero riuscirci i cinesi. E non è detto che si tutti si facciano gli stessi scrupoli nell’utilizzarlo. Meglio quindi darsi un quadro di riferimento entro cui operare.
















