Il Maritime Security Hackathon di Fincantieri è servito a trasformare esigenze operative legate alla sicurezza marittima in prototipi sviluppati in tempi rapidi. L’iniziativa mostra come il gruppo stia usando l’open innovation per cercare soluzioni su difesa marittima, sistemi autonomi e protezione delle infrastrutture critiche subacquee, con l’obiettivo di portare le idee più promettenti verso validazione e possibile applicazione industriale
Fincantieri ha concluso il primo Maritime Security Hackathon, organizzato con Talent Garden e Silicon Mountain. Per due giorni startup, sviluppatori, rappresentanti dell’industria, delle istituzioni e della Difesa hanno lavorato su soluzioni tecnologiche applicate alla sicurezza marittima.
L’iniziativa ha coinvolto oltre settanta partecipanti, tra cui ufficiali ingegneri della Marina militare. Cinque team hanno sviluppato prototipi dedicati alla difesa marittima e alla protezione delle infrastrutture critiche subacquee, partendo da scenari operativi reali.
Dai problemi operativi ai prototipi
I gruppi hanno realizzato minimum viable product basati su IA, sistemi autonomi e interfacce uomo-macchina. I prototipi sono stati collegati a sensori, radar e visori per la realtà virtuale, così da consentire una prima verifica delle possibili applicazioni.
I progetti sono stati valutati da una giuria composta da esperti di Fincantieri, della Difesa e del venture capital. L’obiettivo dell’hackathon era accelerare il passaggio dalle soluzioni sperimentali alle applicazioni operative nei settori della difesa marittima e della sicurezza delle infrastrutture critiche.
Il modello di open innovation
L’hackathon rientra nelle attività con cui Fincantieri cerca tecnologie e competenze anche all’esterno del gruppo, attraverso il confronto con startup, partner industriali, istituzioni e soggetti dell’ecosistema dell’innovazione.
Il percorso parte dall’individuazione di un’esigenza operativa, passa per lo sviluppo rapido di un prototipo e prosegue, per i progetti selezionati, con una fase di validazione. In questo quadro, Fincantieri assume il ruolo di soggetto di raccordo tra competenze industriali, tecnologiche e istituzionali.
L’obiettivo è costruire un ecosistema in cui soggetti diversi possano lavorare su tecnologie considerate strategiche per il settore marittimo e della Difesa. Il confronto tra startup, industria, istituzioni e utilizzatori finali consente di sottoporre le soluzioni a una prima verifica tecnica e operativa già nelle fasi iniziali dello sviluppo.
Il valore dell’iniziativa non coincide quindi soltanto con la selezione di un vincitore. L’hackathon è parte di un processo più ampio che collega la ricerca di idee e competenze esterne alla sperimentazione, alla validazione e alla possibile applicazione industriale. In questo senso, rappresenta uno dei risultati concreti del percorso di open innovation avviato dal gruppo per trasformare proposte tecnologiche in progetti suscettibili di ulteriore sviluppo.
La soluzione di Lares
Il primo premio è stato assegnato a Lares Technologies, attiva nello sviluppo di tecnologie per il coordinamento di sistemi autonomi e piattaforme multidominio.
La soluzione presentata consente di gestire in modo integrato veicoli subacquei, di superficie e aerei, includendo il coordinamento tra mezzi con equipaggio e piattaforme unmanned. Il progetto riguarda quindi la gestione di missioni nelle quali assetti diversi, con differenti livelli di autonomia, devono operare all’interno dello stesso quadro operativo.
Una menzione speciale è stata assegnata a EchoLock, progetto dedicato al miglioramento del rilevamento acustico in ambienti subacquei complessi.
La fase successiva
Le soluzioni selezionate accederanno a un percorso di accelerazione presso l’hub Agorai di Trieste, con il supporto di Fincantieri e dei partner coinvolti. Il programma accompagnerà i team nelle successive fasi di sviluppo e validazione tecnologica, con la possibilità di arrivare a forme di collaborazione industriale.
















