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Dopo terra e mare, il cielo. L’ultimo fronte della guerra in Ucraina secondo Zelensky

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L’ottimismo del leader ucraino sulla guerra si accompagna a nuove richieste all’Occidente. Per il presidente ucraino la vittoria dipenderà dalla capacità di conquistare il dominio dei cieli, ma senza ulteriori sistemi di difesa aerea il percorso resta in salita. Mentre si comincia a mormorare la parola “elezioni”

Vincere la battaglia del cielo per vincere la guerra. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, conversando con i giornalisti del Financial Times, non sembra avere dubbi riguardo alla ricetta adatta al conflitto in Ucraina. Una ricetta che, sia chiaro, non mira a contenere la Russia, ma a sconfiggerla.

“Oggi credo che la vittoria in questa guerra spetti a chi è più intelligente. Se si ferma il nemico sul campo di battaglia, se si pone fine alla guerra sulla terraferma e se gli si nega il dominio in mare, come abbiamo fatto noi con i nostri droni navali, allontanando la flotta russa, allora il prossimo campo di battaglia diventa il cielo. E, francamente, in quella sfida conta molto meno chi abbia il territorio più vasto», ha detto Zelensky. “I nostri soldati, con il loro sacrificio, hanno fermato la Russia sul terreno. Quando il fronte è sostanzialmente statico e il nemico non può operare liberamente in mare, ciò che rimane è l’aria. Siamo entrati nel dominio aereo. E in aria siamo già competitivi”.

Il tono di Zelensky è molto ottimista, e la cosa sembra essere apprezzata, soprattutto oltreoceano. Nel corso della conversazione telefonica avuta con Zelensky lo scorso 4 luglio, il presidente statunitense Donald Trump avrebbe infatti elogiato la campagna di attacchi in profondità (che Zelensky ha rinominato con contezza dell’effetto comunicativo “sanzioni a medio-lungo raggio”) condotta da Kyiv in questi mesi.  Zelenskyy ha addirittura affermato di ritenere che il leader americano stia guardando con occhi diversi al conflitto, poiché “Trump vuole stare dove c’è successo” per via di una serie di fattori che spaziano dalla sua personalità alla sua posizione e alla sua convinzione su come questa guerra possa essere conclusa, fino “alle elezioni imminenti”.

Una chiave che sicuramente è utile per comprendere le reazioni di Trump, ma anche per leggere il comportamento di Zelensky. Seppur ancora lontane dall’ufficialità all’orizzonte cominciano a prospettarsi le elezioni ucraine, finor ad ora sospese a causa dello stato di guerra, assieme ad alcuni nomi di possibili candidati. Essendo probabilmente intenzionato a ricandidarsi, non è difficile pensare che Zelensky miri sia ad adottare una retorica adatta che a raccogliere risultati sul campo. E uscire vincitore dalla guerra rappresenterebbe un fattore di primaria importanza.

Ma non tutte le prospettive sono rosee. Con i giornalisti di Ft Zelensky ha anche stressato quello che continua ad essere un punto debole per l’Ucraina, quello dei sistemi di difesa aerea, considerati “la principale debolezza nell’equazione”. Il leader ucraino ha dichiarato che avrebbe incontrato Trump e altri leader della Nato ad Ankara, dove avrebbe cercato di convincerli a inviare ulteriori sistemi di difesa aerea, pur essendo cosciente del fatto che “Ogni Paese della Nato abbia stabilito dei limiti riguardo al numero di missili e sistemi di difesa aerea che deve mantenere in servizio”. Ma spingendo per un’altra prospettiva, ovvero quella in cui i paesi della Nato aiutano l’Ucraina a produrre i propri sistemi di difesa aerea antibalistica. “L’Europa dovrebbe smettere di essere negligente al riguardo. Dovrebbe condividere tecnologie e capacità industriali con altri paesi, perché non ci saranno mai abbastanza Patriot per tutti”, ha affermato. Una soluzione immediata potrebbe essere la produzione su licenza, questione che Zelensky avrebbe sollevato anche al vertice del G7 in Francia.

Nel complesso, però, il leader ucraino mantiene un tono determinato. “Se i nostri alleati non abbandoneranno finanziariamente l’Ucraina, se i nostri soldati continueranno a tenere il fronte, se ogni chilometro di avanzata russa continuerà a costare loro decine di migliaia, e talvolta centinaia di migliaia, di uomini, allora la battaglia decisiva si svolgerà nei cieli. Perché saranno i cieli a determinare l’esito di questa guerra”.


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