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Libia, vi racconto la partita italiana a Bengasi. Parla Nicola Colicchi

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Una delegazione di 42 partecipanti parte da Roma per “Benghazi Urban”. Il presidente della Camera di commercio italo-libica, Nicola Colicchi: “Tutto il centro storico ha origini italiane. A livello di Paese è importante essere protagonisti della rinascita”

Una missione economica che non è solo business. Domani parte da Roma, per una settimana, una delegazione di 42 partecipanti in rappresentanza di 34 aziende italiane destinata a crescere ancora. L’obiettivo è l’iniziativa “Benghazi Urban”, dedicata alla riqualificazione e allo sviluppo urbanistico del centro storico di Bengasi. A raccontarlo a Formiche.net è Nicola Colicchi, presidente della Camera di commercio italo-libica.

Il perimetro è chiaro: Est libico, ricostruzione, impronta italiana sulla città. “Abbiamo rapporti forti con il sistema economico dell’Est libico. Per la risistemazione e il pensiero del futuro di sviluppo urbanistico della città ci siamo dati da fare per poter dire la nostra, anche perché tutto il centro storico di Bengasi ha origini italiane, con stili, nomi e architetture italiane: quindi a livello di Paese per noi è importante contribuire ed essere protagonisti della rinascita della città”, afferma Colicchi.

I numeri, come spesso accade in queste missioni, dicono più dei comunicati. Le aziende ufficialmente segnalate sono 34, ma il presidio reale sarà più ampio. “Ci saranno un’altra decina di realtà presenti solo con personale, che mandano un rappresentante. Di fatto sono 42 partecipanti, più altri 5 che arrivano il giorno successivo”.

L’operazione si inserisce nel processo di ricostruzione e rilancio economico della Libia, con Bengasi al centro. Lì l’impronta architettonica e urbanistica di epoca italiana non è un dettaglio da brochure: è un elemento identitario dei progetti di riqualificazione in corso. Ed è su questo snodo — memoria, cantiere, sistema-Paese — che la Camera di commercio italo-libica prova a collocare le imprese italiane come interlocutore di primo piano, non come semplice fornitore.

Nel secondo giorno della missione sono attesi altri cinque rappresentanti di aziende italiane. Al momento le società che hanno aderito ufficialmente sono: Arcadia; Bis67; Buro Milan; Cementi Innovative; DRA&U; Elifly; Englobe; European Engineering; Med-el; MyPersonalWasher; Studio Bodega; Studio Capaldini; Studio Maroni; TES; Visionitalia; Semaforica; Tema; General Smontaggi; Modenese; A.D. Costruzioni; Pasqualucci Costruzioni S.p.A.; Compir; Eureka; Sikelia; Imesi; Artelia S.p.A.; Emip; Università Cusano; Polistamp; Medical Farm; Sestito Engineering System; Tekton; 4 Luglio e Speri.

L’evento, in programma dal 6 all’8 settembre, costituisce l’atto conclusivo della Global Competitive Urban Planning Initiative for Benghazi, promossa dal Fondo libico per lo sviluppo e la ricostruzione. Il progetto punta a raccogliere competenze, idee progettuali e investimenti internazionali per il masterplan urbano della città, chiamata a combinare la ricostruzione delle aree danneggiate con una nuova visione di mobilità, servizi, spazi pubblici e identità architettonica.

La Camera di commercio italo-libica accompagnerà una presenza imprenditoriale ampia e trasversale, che va dall’ingegneria alle costruzioni, dalla progettazione all’impiantistica, fino ai servizi e alle tecnologie applicate alla rigenerazione urbana. Il gruppo di progettazione italiano avrà a disposizione uno stand di 24 metri per sei, mentre altri due spazi di 12 metri per sei ospiteranno le imprese.


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