Inizia un piccolo viaggio nella storia e nella realtà odierna del “caso” Medjugorje. Il 24 giugno 1981, sei ragazzi tra gli 8 e i 16 anni, “vedono” la Madonna su una collina. La vedranno successivamente ogni giorno. E la Vergine parlerà loro. Gli affiderà dei “messaggi” per l’umanità. È vero? Autosuggestione? Sta di fatto che dal 1986 al 2025, in questo villaggio, oggi di 3.000 residenti, dopo 45 anni, sono passati milioni di pellegrini. I dati ufficiali ci dicono che nel periodo 1986-2025 qui ha celebrato più di un milione di sacerdoti della chiesa cattolica, e sono state distribuite 51.488.740 eucaristie. Il reportage di Eusebio Ciccotti
Medjugorje. Faceva proprio caldo. Quel 24 giugno 1981. Siamo a Bijakovići, 560 abitanti, frazione di Čitluk ma confinante con Medjugorje, villaggio con non più di 1300 anime. In questa frazione alcuni ragazzi dichiarano di aver visto una “Signora” (“Gospa”), su una collina, identificata come la Madonna. È la prima apparizione.
Geograficamente ci troviamo in Herzegovina. All’interno della Jugoslavia, Paese socialista “non allineato con Mosca”, dopo lo strappo del 1948. Distacco ad opera del presidente comunista, ex “comandante supremo” dei partigiani, Josip Broz Tito (1892-1980), dal “fratello” comunista sovietico Joseph Stalin, che comunque rimarrà sempre “amico”, ma a distanza. La Jugoslavia (lett.: “terra degli Slavi del sud”) è il Paese pre-cortina di ferro. Dopo la dissoluzione del 1991, la regione farà parte dello Stato della Bosnia-Erzegovina. Nello stesso periodo nasceranno gli altri Stati che componevano la federazione jugoslava: Slovenia, Croazia, Serbia, Montenegro, Macedonia del Nord e Kosovo.
Ante facta
La Jugoslavia comunista, come tutti i Paesi dell’Est, dopo il 1945, inizia la cancellazione radicale dell’eredità cattolica, “serva del Vaticano”. In realtà, già durante la guerra, il 7 febbraio 1945, per mano dei partigiani di Tito, vengono trucidati ben 17 frati francescani minori, a Široki Brijeg, un convento tra Medjugorje e Mostar (è in atto per loro la causa di beatificazione). Accusa? Essere cattolici e al servizio dell’odiato Occidente borghese, “fascisti come il Vaticano”.
Arresti, torture e uccisioni di sacerdoti, confisca dei beni della Chiesa, soprattutto in Istria e Dalmazia, sono parte dello sradicamento della cultura cattolica ad opera del regime titino, che puntava a un’ateizzazione della nuova Jugoslavia socialista. Solo a partire dalla fine degli anni Sessanta si registra una certa distensione in concomitanza con l’apertura commerciale del regime verso l’Ovest.
Le prime apparizioni
Nel 1981, dunque, al tempo delle prime apparizioni (Tito è morto undici mesi prima, il 4 maggio 1980), il regime mostra ancora una caparbia insofferenza verso tutto ciò che possa porre in primo piano la manifestazione di una fede religiosa, soprattutto cattolica (legata all’Occidente!), facendo passare in secondo piano l’inattaccabile “fede” nel socialismo. Per tale ragione, il sacerdote che seguirà questi ragazzi nei primi anni, fra Jozo Zovko, verrà arrestato, imprigionato e torturato (gli vennero spezzati i denti: ci torneremo più avanti).
Due amiche, Ivanka Ivanković, allora quindicenne, e Mirjana Dragičević, sedicenne, intorno alle 16 del 24 giugno 1981 stanno facendo una passeggiata. Giunte ai piedi della collina chiamata Podbrdo, intravedono una figura femminile su una piccola nube. Spaventate, fuggono e ritornano in paese.
Intorno alle 18.30, nuova apparizione: la figura femminile ha in braccio un bambino. Decidono di tornare ai piedi della collina, per poi salirvi, accompagnate da Vicka Ivanković, cugina di Ivanka.
«Come trasportate da una forza e senza dolore tra i fitti cespugli, i duri sterpi, le pietre aguzze» (Vicka, intervistata qualche anno dopo da padre Bubalo – aprile 1984).
Il giorno dopo le ragazze salgono nuovamente sulla collina accompagnate da Marija Pavlović, cugina di Mirjana, da Jakov Čolo (10 anni) e da Ivan Dragičević (16 anni). La Madonna appare di nuovo all’intero gruppo e ha un breve dialogo con Ivanka in merito alla madre scomparsa pochi mesi prima. La Madonna invita i veggenti a «pregare per la pace».
Naturalmente la notizia attira sia gli abitanti del luogo sia quelli dei villaggi vicini. La polizia interviene, vietando assembramenti. Già il 27 giugno ai ragazzi viene proposto un esame psichiatrico presso strutture ospedaliere. I genitori rifiutano.
Il giorno dopo si parla di circa diecimila persone nei pressi della collina. Il 29 giugno, giorno dei santi Pietro e Paolo, i ragazzi non possono opporsi a una forzata visita presso l’ospedale psichiatrico di Mostar. La perizia conferma la loro sanità mentale. La sera, ricondotti a Medjugorje, tornano sulla collina e hanno un’altra apparizione.
Le apparizioni della Vergine ai ragazzi continuano anche quando è impedito loro di recarsi sul Podbrdo: per esempio nel cellulare della polizia, mentre vengono condotti alla stazione di polizia di Čitluk per un ennesimo interrogatorio.
L’arresto di padre Jozo Zovko
Passano delle settimane e il “fenomeno” cresce. Arriva il 12 agosto: la polizia arresta padre Jozo Zovko, considerato l’autore di questa “messa in scena”.
Da ricordare che sulle prime non credette a ciò che i ragazzi gli avevano raccontato. Solo un mese prima aveva sottoposto i ragazzi «a estenuanti interrogatori» (padre Livio Fanzaga).
«Il 3 luglio 1981 – seguiamo il resoconto di padre Livio – mentre si crogiolava nei suoi pensieri, passeggiando su e giù per la chiesa e pregando il Signore che gli desse luce, sentì una voce che gli diceva: “Esci, proteggi i bambini!”. Aperta la porta vede i veggenti che gli corrono incontro, dicendo che la polizia li sta cercando […]. Li conduce in canonica e li nasconde in una cameretta non utilizzata».
Da quel giorno padre Jozo Zovko fu lo strenuo difensore delle apparizioni, pagando con la prigione e i danni alla salute.
(Nel gennaio 1983 fra Jozo viene rilasciato. Oggi, ultraottantenne, vive in Croazia e, durante l’estate, riceve i pellegrini nel convento dell’isola di Badija. Di lui si parla come di un uomo santo. L’ho incontrato, curvo e anziano, nel 2025, estremamente lucido nelle sue catechesi).
Un “fenomeno” inarrestabile
Il 2 luglio 1981, a Zagabria, un giornale cattolico pubblica un articolo “sul caso Medjugorje”. La notizia viene ripresa da altri giornali stranieri. Cittadini jugoslavi telefonano e scrivono ai loro parenti emigrati all’estero: la notizia varca i confini della Jugoslavia. (A partire dal 1983 si registreranno i primi pellegrini provenienti da altri Paesi).
Siccome le persone aumentano, la polizia, già dal 30 giugno 1981, ha circondato la collina alla sua base, impedendone l’accesso. Il cuore dei primi messaggi della Gospa (“Signora”) è: «Pregate, pregate per la pace». Molti non capiscono il richiamo alla pace: nel 1981 non c’è nessuna guerra in Europa. Arriverà, nei Balcani, dieci anni dopo.
Ormai il flusso dei pellegrini è incontenibile. Persino tra i poliziotti e i funzionari del “partito” molti credono nelle apparizioni e si registrano silenziose conversioni. È evidente che i ragazzi, sottoposti a ulteriori visite mediche, anche da équipe internazionali e con strumenti “tecnologici” all’avanguardia per quel tempo (abbiamo fotografie dei ragazzi con in testa caschi e diversi piccoli cavi collegati a macchine), non sono malati. Non mentono. Sono ragazzi normalissimi.
Le autorità, dunque, capiscono che opporsi al “fenomeno” è inutile: cosa si fa di male se le persone vengono a pregare?
Sul piano economico, d’altro canto, già a metà degli anni Ottanta si comincia a registrare un piccolo beneficio per i residenti locali. Le autorità, senza saperlo, stanno replicando quello che accadde a Lourdes nel 1858.
Come ben descritto nel film The Song of Bernadette (1943), di Henry King, tratto dal romanzo di Franz Werfel, con Jennifer Jones nei panni della ragazza veggente, tramite le parole del sindaco di Lourdes:
«Tutto ciò non può che portare benessere economico! Strade, hotel, negozi, ferrovia!».
Per un’area povera come l’Herzegovina, dall’economia legata quasi esclusivamente al tabacco, dunque, i pellegrini sono una boccata, non di fumo, ma di ossigeno.
Medjugorje nei media
Il caso Medjugorje, già nella seconda metà degli anni Ottanta, riceve sempre più spazio sulla carta stampata e sugli altri media.
In Italia, per esempio, una radio locale parrocchiale di Erba (Como), presto divenuta nazionale, Radio Maria, diretta dal 1987 da padre Livio Fanzaga, diviene uno dei principali mezzi di diffusione delle notizie riguardanti le apparizioni di Medjugorje.
Lo stesso sacerdote racconta come, nel marzo del 1985, arrivò a Medjugorje da semplice pellegrino, guidato da una chiamata interiore e, come ha testimoniato più volte dalle onde di Radio Maria:
«Capii subito che non si trattava di una truffa ma era tutto vero. Da allora ho passato tutte le estati a Medjugorje, imparando il croato».
Un dettagliato articolo, Letter from Medjugorje, pubblicato dal «Washington Post» il 6 dicembre 1991, spiega ai lettori come diversi americani trovino la pace recandosi in pellegrinaggio in un villaggio «della Bosnia… dove alcuni ragazzi dichiarano di vedere la Vergine Maria».
Anche la Rai, attraverso il programma Sulla via di Damasco (Rai 2), a cura di don Giovanni D’Ercole, il 19 marzo 2011 pubblicherà un’intervista, presto divenuta celebre, alla veggente Vicka sulla realtà dell’inferno, del purgatorio e del paradiso.
I messaggi
La Madonna, nei primi anni, durante apparizioni che avvengono in più giorni della settimana, ha dato centinaia di messaggi ai veggenti. Sono tutti raccolti in pubblicazioni in diverse lingue. A partire dal 1° marzo 1984 i messaggi per i fedeli vengono trasmessi il giovedì. Poi, dal 1987, Ella decide di dare il messaggio alla parrocchia e, tramite questa, a tutti i fedeli il 25 di ogni mese.
Sceglie il giorno in cui aveva parlato per la prima volta con tutti e sei i ragazzi: il 25 giugno 1981. Va notato che il 25 è il giorno, a marzo, dell’Annunciazione e, a dicembre, della Natività del Signore.
Papa Francesco
Dal 19 settembre 2024, grazie al “Nihil obstat” di Papa Francesco, questi messaggi mensili, dopo essere stati ricevuti dalla veggente Marija e tradotti, vengono trasmessi dal visitatore apostolico, monsignor Aldo Cavalli, residente a Medjugorje, in Vaticano per un’attenta lettura. Solo successivamente ottengono l’eventuale dicitura «con approvazione ecclesiastica» (in questi due anni sempre ricevuta).
Ciò significa che tali messaggi non certificano alcuna apparizione – finché le apparizioni non si concludono, l’autorità ecclesiastica non può emettere alcun giudizio definitivo – ma che i loro contenuti non risultano in contrasto, sotto il profilo teologico e pastorale, con la dottrina e la tradizione della Chiesa cattolica.
Per quanto riguarda i messaggi privati, nei primi anni tutti e sei i veggenti ricevevano la visita quotidiana della Madonna, oltre al messaggio del 25 per la parrocchia.
Mirjana ha ricevuto per anni (1987-2000) anche la visita della Madonna, con relativo messaggio, il 2 di ogni mese, all’aperto, ai piedi del Podbrdo, presso la Croce Blu. Il messaggio veniva letto ai presenti e successivamente pubblicato.
Da alcuni anni ricevono invece la visita privata della Vergine, quotidianamente, alle 18.40, solo Marija, Vicka e Ivan. Gli altri la ricevono una volta l’anno: Ivanka il 25 giugno, Mirjana il 18 marzo e Jakov a Natale.
I dieci segreti
Nel giro di un anno, tra il 1984 e il 1985, la Madonna avrebbe rivelato ai veggenti dieci segreti, in un certo senso “continuazione” di quelli di Fátima, che conterrebbero rivelazioni su avvenimenti futuri riguardanti sia la cittadina di Medjugorje sia altri luoghi della terra.
Uno dei veggenti, Mirjana, ha dichiarato di aver ricevuto dalla Madonna tali messaggi scritti su una pergamena. Mirjana ha mostrato, nei primi tempi, questo documento ad alcune persone vicine a lei, ma ognuno vi avrebbe letto “qualcosa di diverso”.
Il cuore dei messaggi
La Madonna, in questi 45 anni di messaggi, invita pazientemente tutti noi a pregare e a frequentare i sacramenti. Si è sempre rivolta ai fedeli con il saluto «Cari figli» e conclude i messaggi con le parole: «Grazie per aver risposto alla mia chiamata».
Ci chiede di cercare la pace nei nostri cuori, nei rapporti con i nostri familiari, con gli amici e con il prossimo. Solo così, spiega, sarà possibile costruire una pace autentica nel mondo. Raccomanda inoltre il digiuno due volte alla settimana e assicura che «con la preghiera e il digiuno si possono fermare anche le guerre». Spesso ringrazia l’Altissimo per averLe concesso la grazia di «stare con voi», come nel recente messaggio del 25 giugno 2026. Invita continuamente alla riconciliazione con Dio e ricorda, fin dal 1981, che la vita terrena è breve e che siamo soltanto di passaggio. Ancora nell’ultimo messaggio disponibile incoraggia i fedeli con queste parole: «Siate gioiosi anche nelle difficoltà. Così crescerete nella fede e sarete coscienti di essere passeggeri su questa terra».
L’invito costante è quello della conversione personale, della preghiera quotidiana, della confessione frequente, della partecipazione all’eucarestia e della fiducia nella misericordia divina.
Il “miracolo Medjugorje”
Sin dagli anni Ottanta sono stati segnalati e fotografati segni nel cielo e apparizioni di immagini riconducibili alla Madonna. Tra gli episodi più noti vi è la scritta MIR (“PACE”), apparsa sulla volta celeste all’altezza del monte Križevac il 6 agosto 1981.
Molti pellegrini affermano di averla osservata chiaramente. Dieci anni più tardi sarebbe poi scoppiata la guerra nell’ex Jugoslavia. All’epoca non esisteva l’intelligenza artificiale e non vi erano strumenti in grado di manipolare facilmente le immagini. Oggi, invece, la prudenza è necessaria perché circolano frequentemente fotografie e filmati alterati digitalmente.
Sempre a partire dal 1981 si registrano testimonianze di guarigioni fisiche, ma soprattutto di guarigioni interiori, conversioni religiose, ritorni alla fede e numerose vocazioni sacerdotali e religiose. Ma il “miracolo” più evidente di Medjugorje resta probabilmente il numero dei pellegrini che continua ad aumentare anno dopo anno.
I dati ufficiali diffusi da Radio Mir indicano che dal 1986 — anno in cui si è iniziato a registrarli — fino al 2025 sono state celebrate 509.513 messe serali. La messa serale è quella che viene tradotta nelle diverse lingue dei pellegrini presenti e alla quale seguono, a seconda del giorno della settimana, l’adorazione eucaristica oppure la preghiera di guarigione. Nello stesso periodo hanno celebrato a Medjugorje 1.157.197 sacerdoti. Le eucarestie distribuite sono state 51.488.740.
Per venire a dati più recenti, nel solo mese di giugno 2026 sono state distribuite circa 250.000 eucarestie. Hanno concelebrato 5.902 sacerdoti, vale a dire una media di 196 presbiteri al giorno, compresi vescovi e cardinali. Numeri difficili da ignorare per un villaggio di poche migliaia di abitanti. Insomma, forse Medjugorje continua ancora oggi a chiamare milioni di persone, credenti e non credenti, ponendo la stessa domanda che accompagna questa storia dal 24 giugno 1981: che cosa accadde davvero su quella collina dell’Herzegovina?























