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Apple-Alibaba, il compromesso sull’AI che l’Europa non riesce a immaginare

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Apple si prepara a usare in Cina modelli AI basati sulla famiglia Qwen di Alibaba per restare in un mercato decisivo ma regolato da Pechino. La competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina non passa solo dai divieti, ma anche da compromessi individuali: una lezione che l’Europa non sembra avere ancora compreso. L’opinione di Andrea Monti

Il compromesso (apparentemente) impossibile

Secondo un lancio stampa del 14 agosto 2026 di Reuters, Apple starebbe addestrando in Cina e in collaborazione con Alibaba i modelli AI destinati a quel mercato. Nello specifico, riportano le fonti, si tratterebbe di un modello basato sulla famiglia Qwen sviluppato appunto dal gigante cinese.
Questa notizia è apparentemente difficile da comprendere alla luce dello stato delle relazioni fra Washington e Pechino sull’AI, molto teso, in particolare per via dello spinoso tema “dipendenza tecnologica”, come dimostrano i recenti divieti di importazione di robot e di utilizzo di alcuni modelli AI cinesi in ambiti critici.

Le ragioni della scelta di Apple

In realtà, tuttavia, il fatto che una Big Tech come Apple abbia deciso di rinunciare ad una parte del controllo sui propri prodotti sottoponendosi al rigido sistema regolamentare di Pechino non è un fatto nuovo. Già nel 2019, infatti, Apple (insieme a Google) in risposta alle proteste del governo cinese aveva accettato di rimuovere un’app utilizzata nelle proteste scoppiate a Hong Kong, e nel 2023 aveva accettato di cambiare le regole del proprio Appstore per evitare che gli utenti cinesi potessero accedere a software occidentali non autorizzati. Visti questi precedenti, la scelta di incorporare tecnologie cinesi e di rispettare le prescrizioni regolamentari previste nel settore AI si spiega con la necessità di mantenere una presenza significativa in quel mercato, dove la concorrenza di Huawei ha addirittura costretto Apple, prima nel 2024 e poi nel 2026 (insieme al concorrente) ad abbassare i prezzi dei propri prodotti.
La compartimentazione selettiva come soluzione di compromesso

L’aspetto geopoliticamente rilevante di questo scenario è che nonostante le tensioni fra USA e Cina, le policy dell’esecutivo americano non hanno impedito ad un’azienda high-tech di rimanere nel mercato di un Paese “non amichevole” anche se questo significa rinunciare a tecnologie integralmente statunitensi.
Dunque, se la strategia di compartimentazione tecnologica dovesse effettivamente funzionare, gli USA avrebbero trovato il modo di far convivere la necessità di consentire alle proprie aziende high-tech di mantenere una presenza rilevante in Cina senza, però, consentire alle tecnologie cinesi di entrare nei settori critici del mercato statunitense. Se la compartimentazione tecnologica fosse effettivamente un modello di governo della geopolitica tecnologica, sarà interessante vedere se il meccanismo funzionerà anche al contrario, consentendo, per esempio, a prodotti high-tech cinesi di entrare (o tornare) nel mercato USA, ma a condizione di rispettare norme analoghe a quelle imposte da Pechino.

La lezione non compresa di Bruxelles: regole senza prodotti non fanno sovranità

Vista da questo lato dell’Atlantico, la collaborazione fra Apple e Alibaba dovrebbe rappresentare anche un segnale per la Ue che, invece, si sta concentrando su un approccio sempre più difensivo e dunque diretto a tenere fuori la Cina dal comparto tecnologico degli Stati membri, senza esplorare soluzioni intermedie come, appunto, quelle sperimentate dagli Usa. Di conseguenza, l’ecosistema europeo sull’AI continua a trovarsi in condizioni sempre più problematiche, autoescludendosi dalla possibilità di competere su mercati importanti. La causa principale è l’assenza di prodotti o servizi AI comparabili con quelli dei due giganti geopolitici. Tuttavia non va sottovalutato un ulteriore fattore di inerzia, cioè la farraginosità burocratica di regolamenti e direttive che, direttamente o indirettamente, si sovrappongono senza integrarsi nell’impalcatura normativa che riguarda questo settore tecnologico fondamentale, azzoppando, se mai scendesse in pista, anche il più forte Varenne dell’AI.


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