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Dall’energia alle infrastrutture, cosa ho imparato tra Washington, Texas e Georgia. Parla Zinzi (Lega)

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Missione negli Stati Uniti per Gianpiero Zinzi, ospite del Dipartimento di Stato nell’ambito dell’International Visitor Leadership Program. A Formiche.net il deputato della Lega racconta gli incontri dedicati a energia, nucleare e sviluppo economico tra Washington, Texas e Georgia, soffermandosi anche sull’immagine dell’Italia oltreoceano: un Paese che molti interlocutori considerano l’emergente dell’Occidente

Negli Stati Uniti c’è la consolidata convinzione che l’Italia sia il vero emergente tra i Paesi occidentali e che il governo Meloni stia facendo molto bene, non solo per la durata e la stabilità. Così a Formiche.net il deputato leghista Gianpiero Zinzi, appena rientrato da Washington, Atlanta e San Antonio, dove ha preso parte all’International Visitor Leadership Program, ospite del Dipartimento di Stato americano. Incontri, nuove relazioni, approfondimenti: è stata, spiega, una proficua occasione di confronto su un modello, quello degli stati americani, e su un target ben definito di argomenti, come l’energia, dove non è mancato un preciso riferimento all’Italia e al peso specifico del governo guidato da Giorgia Meloni e ai trasporti a guida Matteo Salvini.

Nei primi cinque giorni di meeting a Washington e poi in Texas, Zinzi ha incontrato una serie di attori altamente strategici che operano nel settore energetico, con un focus mirato su sicurezza energetica e nucleare. “In questo contesto, assieme ai componenti del mio gruppo di lavoro formato da esponenti impegnati nelle istituzioni e amministratori delegati di varie aziende, abbiamo avuto un confronto molto positivo – spiega-. La metodologia con cui il Dipartimento di Stato promuove questo programma è basata su una sorta di brainstorming: in una giornata c’erano almeno tre incontri, al termine dei quali condividevamo riflessioni, aspetti di contenuto e quesiti”.

Con quale punto di caduta? “In primis ho apprezzato non poco il tema della semplificazione nel senso che l’organizzazione federale dello Stato produce una competizione positiva su ogni questione. Ho rilevato due aspetti in particolare. Il primo è che sui temi dell’energia c’è una grande linea di continuità tra tutti gli attori, le istituzioni, le università e le aziende mentre in Italia molto spesso si lavora per comparti stagni. Ciò aiuta molto aziende e lavoratori, perché c’è un sistema che sul piano della burocrazia è oggettivamente semplificato, per cui la concorrenza è molto spinta sia tra gli Stati e sia tra i soggetti privati che operano nei settori di competenza”. Una contingenza che, prosegue il deputato leghista, consente agli Stati più ricchi, come ad esempio il Texas che ha giacimenti petroliferi e materie prime, di primeggiare sul fronte dell’energia: ed è il motivo per cui la seconda tappa del programma si è svolta a San Antonio che è di fatto la capitale amministrativa dello Stato.

“Lì abbiamo incontrato anche degli interlocutori qualificati sul tema dell’energia, come il presidente e l’amministratore delegato di Cps, una grande utility dell’energia e dell’ambiente e poi siamo stati a visitare il porto di Corpus Christi”. Nello specifico, la Cps Energy è una delle maggiori realtà energetiche municipali degli Stati Uniti, che fornisce elettricità e gas naturale a oltre un milione di clienti nella regione di San Antonio.

Altri incontri si sono svolti alla Georgia department of economic development center of innovation, con figure di primo piano come Costas Simoglou, director for Energy Technology, Dawn Price, Georgia department of economic development, Richard Simmons, Principal research engineer and fellow Georgia tech strategic energy institute, Scott Duncan, senior research engineer Georgia tech strategic energy institute.

In quel bacino marittimo è stato mostrato ai visitatori come funziona il meccanismo di esportazione e quanto performa. “Tutto questo ci ha dato il senso di uno schema dove la neutralità tecnologica la fa da padrone: mi riferisco al fatto che esistono le rinnovabili anche lì e chiaramente il fossile ancora preminente, poi però c’è l’energia nucleare che è in grande espansione. Lo dimostra la proiezione da qui al 2030 quando le centrali supereranno per numero le 400 unità”. Si è trattato, prosegue, di un’esperienza completa che si è conclusa ad Atlanta dove si sono svolti una serie di incontri di carattere istituzionale, in particolar modo con il Dipartimento dello sviluppo economico che ha spiegato perché la Georgia sia lo Stato più ricco, nonostante il Texas abbia più giacimenti, in quanto lì si sviluppa meglio l’economia.

“La ritengo un’esperienza completa, anche sul piano delle relazioni, perché noi abbiamo bisogno di crescere da questo punto di vista. Ma non è tutto – puntualizza Zinzi – perché devo offrire anche il mio percepito rispetto all’Italia. Ho osservato una consolidata convinzione che l’Italia sia il vero Paese emergente tra i Paesi occidentali e che il governo Meloni stia facendo molto bene, non solo per la continuità o per la durata dell’esperienza di governo che rappresenta assolutamente un valore: ciò mi è stato rappresentato tanto dagli americani quanto dai colleghi che hanno partecipato con me al programma e che vengono da tutta Europa. E poi c’è un tema che chiaramente si connette anche con i trasporti e la cosa mi ha sorpreso molto piacevolmente. Tutti coloro i quali sono stati a visitare l’Italia mi hanno riportato quanto sul piano dei trasporti su ferro l’Italia sia in assoluto il Paese più all’avanguardia tra quelli che loro hanno visitato o con cui lavorano o con cui hanno costruito relazioni. Questo ha confermato le mie convinzioni sul buon lavoro fatto dal ministro Salvini e chiaramente mi ha fatto particolarmente piacere, perché noi in Italia molto spesso registriamo le polemiche, miopi e strumentali, sul ritardo del treno piuttosto che sul prezzo del biglietto, senza considerare che rispetto alla media mondiale noi abbiamo il servizio che performa meglio dal punto di vista della qualità del comfort”.


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