Il 27 novembre, nella Sala della Regina di Montecitorio, la Convention inaugurale della stagione 2026-2027 della Fondazione Guido Carli. Al centro il valore della credibilità nell’economia contemporanea e il lancio di un Manifesto che chiama a raccolta istituzioni, imprese e società civile per rafforzare il capitale reputazionale del Paese
La reputazione come infrastruttura invisibile della competitività. È da questa convinzione che partirà il 27 novembre, nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, la Convention inaugurale della stagione 2026-2027 della Fondazione Guido Carli. Un appuntamento che farà da cornice al lancio del Manifesto per Leadership responsabili, un patto rivolto a istituzioni, imprese e società civile per riaffermare il valore della credibilità in una fase segnata da policrisi, cambiamenti rapidi e nuove opportunità.
L’iniziativa aprirà anche il percorso che accompagnerà il diciottesimo anniversario della Fondazione Guido Carli, nata per custodire e tramandare l’eredità morale e culturale dello statista che fu governatore della Banca d’Italia, ministro del Tesoro e senatore della Repubblica. Le celebrazioni culmineranno il 21 maggio 2027 con la XVIII edizione del Premio Guido Carli nella cornice del Teatro dell’Opera di Roma.
“Dalla Capitale e dal cuore delle istituzioni democratiche apriremo un cantiere di idee e di progetti centrato sulla credibilità”, spiega la presidente della Fondazione Guido Carli, Romana Liuzzo. “Avvertiamo più forte che mai la necessità di favorire un’alleanza virtuosa tra chi decide, chi produce e chi rappresenta la società civile. Per questo lanceremo il Manifesto per Leadership responsabili, un patto che mette al centro una parola che riteniamo decisiva: reputazione”.
Secondo Liuzzo, la competizione globale non si misura più soltanto sul costo dell’energia o sulla corsa ai brevetti dell’intelligenza artificiale generativa. “Oggi conta anche la fiducia che una nazione, un’impresa o un’istituzione riescono a generare. In un mondo attraversato dal sovrapporsi di crisi e shock imprevedibili, il capitale reputazionale rappresenta un fattore determinante per attrarre investimenti, sostenere le filiere produttive e rafforzare la tenuta delle comunità”.
In questo quadro, il capitale reputazionale diventa un elemento decisivo per attrarre investimenti, garantire la tenuta delle filiere produttive e rafforzare la coesione delle comunità. Per questo la Convention riunirà esponenti di mondi diversi ma interconnessi, dalle infrastrutture energetiche alla farmaceutica, dal lusso all’agroalimentare, dalla finanza all’impresa sociale.
“Vogliamo rafforzare quel capitale di fiducia che consente a persone, organizzazioni e territori di affrontare il cambiamento con maggiore solidità”, osserva Liuzzo. Il richiamo è alla lezione di Guido Carli, indicata come un modello capace di coniugare rigore e visione, crescita economica e attenzione al sociale, governo del presente e fiducia nelle nuove generazioni.
“A diciotto anni dalla nascita della Fondazione vogliamo riproporre il suo metodo come stella polare: la capacità di tenere insieme rigore e visione, conti e persone, progresso economico e attenzione al sociale. È un’eredità che consideriamo più attuale che mai e che guarda con fiducia alle nuove generazioni”. Una prospettiva che la Fondazione sintetizza nell’obiettivo di “disegnare nuove mappe di speranza”.
Dopo il saluto iniziale di Romana Liuzzo, sarà il Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, ad aprire i lavori della Convention, moderata da Costanza Calabrese, giornalista e conduttrice Mediaset. In dialogo con lei interverranno Ettore Prandini, presidente di Coldiretti; Alessandro Zehentner, presidente di Snam; Nico Acampora, fondatore di PizzAut; Laura Burdese, ceo di Bulgari; Alessandro Circiello, membro del TASIN del ministero della Salute; Sergio Marullo di Condojanni, presidente e amministratore delegato di Angelini Pharma; Claudia Parzani, presidente di Borsa Italiana e Maria Elena Boschi, presidente del Gruppo Italia Viva alla Camera.
Le loro testimonianze offriranno uno spaccato su come il sistema produttivo possa trasformare la reputazione in un fattore di competitività e in uno strumento di proiezione internazionale del Paese, valorizzando non solo l’eccellenza del Made in Italy, ma anche quel capitale di fiducia che contribuisce a raccontare qualità, innovazione e coesione sociale.
Saranno 170 gli ospiti ammessi nella Sala della Regina. Da Montecitorio prenderà così avvio il percorso del Manifesto per Leadership responsabili, con l’obiettivo di tradurre il tema della reputazione in un impegno concreto condiviso tra istituzioni, imprese e territori.
















