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Emanuele Rossi About Emanuele Rossi

Marito, padre e figlio; umbro, spesso connesso, lettore entropico. Scrivo storie e qualche analisi su questioni del mondo. Abbastanza innamorato dell'America e di Londra, del cibo, della birra, del Milan e dei New York Knicks. Sono anche un giornalista e un geologo. Twitter: @de_f_t

Perché il Giappone è diventato il punto più sensibile del nuovo confronto Usa-Cina

L’attacco verbale di Xi durante il summit potrebbe essere controproducente. La leadership cinese sembra sottovalutare come le proprie azioni stiano trasformando il Giappone in una potenza di sicurezza più assertiva. Tokyo si percepisce sempre meno come attore vincolato dal dopoguerra e sempre più come pilastro strategico dell’Indo-Pacifico, consolidando un nuovo equilibrio asiatico

Russia-Cina, così il summit Xi-Putin certifica l’asimmetria pro Pechino

Per Sergei Radchenko (Johns Hopkins) il viaggio di Putin a Pechino arriva in un momento di debolezza strategica per Mosca e mostra una relazione sempre più sbilanciata a favore della Cina. Dalla fiera di Harbin allo stallo sul Power of Siberia 2, il summit Xi-Putin ha evidenziato come la guerra in Ucraina stia accelerando la dipendenza economica, energetica e persino culturale della Russia da Pechino

Tra Nato e Quad, così Rubio guida la strategia Usa per rilanciare le alleanze

Rubio parte dal vertice Nato in Svezia per approdare in India al meeting del Quad, in una missione che punta a rassicurare alleati europei e partner indo-pacifici sulla continuità dell’impegno strategico americano sotto Trump. Sul tavolo sicurezza, energia, Indo-Pacifico e il futuro delle architetture multilaterali guidate dagli Stati Uniti

La guerra in Iran rallenta l’arrivo delle armi Usa a Taiwan?

Il dibattito resta ancora misurato e senza allarmismi a Taipei, ma cresce l’attenzione verso i segnali che arrivano da Washington tra guerra con l’Iran, gestione delle scorte militari e dialogo con Pechino. Le parole del segretario Cao sulla pausa delle forniture di armi americane a Taiwan alimenta interrogativi sulla reale priorità strategica dell’isola nei calcoli della Casa Bianca

Il tour di Modi segnala la centralità dell’Europa nella strategia indiana. Parla Pulipaka

Secondo Pulipaka (Prf), la visita di Narendra Modi a Roma va letta dentro un più ampio riposizionamento dell’Europa nella strategia globale indiana. Dall’Imec ai semiconduttori, dalla difesa alle supply chain, Nuova Delhi punta a costruire una rete più densa di partnership strategiche con le principali potenze europee, Italia inclusa

Dai giocattoli ai droni, così Taiwan pensa alla sua difesa tecnologica

Dai modellini radiocomandati alla difesa. Sea drones e FPV con AI, Taipei studia (anche l’Ucraina) ed evolve mentre si prepara a un confronto con la Cina

Meloni e Modi portano l’Indo-Mediterraneo nel linguaggio istituzionale

Un articolo firmato da Giorgia Meloni e Narendra Modi segna l’emergere formale dell’Indo-Mediterraneo come spazio geopolitico condiviso che collega Europa, Medio Oriente e Oceano Indiano attraverso interessi, vulnerabilità e responsabilità strategiche comuni

La lezione ucraina di Taiwan: preparare la società a resistere sotto pressione

Dentro la Kuma Academy, dove Taipei studia la resilienza civile e cognitiva in vista di un confronto prolungato con la Cina. Per chi si occupa di resilienza civile, la sfida consiste nel preservare una società democratica aperta e funzionante senza permettere che la pressione militare e informativa diventi psicologicamente invisibile. La guerra in Ucraina ha rafforzato profondamente questo approccio

Taiwan non può essere esclusa dall'Assemblea mondiale della sanità. L'appello del ministro Shih

Taiwan, l’Oms e la geopolitica della sanità nell’era dell’intelligenza artificiale: Pechino tiene Taipei fuori dall’Assemblea mondiale della sanità, ma Taiwan sta trasformando la sanità digitale e l’intelligenza artificiale in una nuova leva geopolitica. Il ministro della Salute taiwanese spiega come e perché 

Cosa aspettarsi sull’Iran dopo l’incontro Trump-Xi

Il summit Trump-Xi suggerisce che Pechino stia rivalutando i costi dell’instabilità iraniana dopo la crisi di Hormuz, pur senza mettere in discussione il proprio sostegno “indiretto” a Teheran. Secondo Theo Nencini, research fellow di ChinaMed, la Cina continua a considerarsi “esterna al conflitto” e starebbe spingendo Washington a trovare uno “spazio negoziale” con la Repubblica islamica per evitare un’escalation capace di colpire direttamente gli interessi energetici cinesi

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