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La Cina vuole giocare la partita afghana. Il negoziato con i talebani

La Cina sta cercando di sfruttare il dossier Afghanistan per sorpassare gli Stati Uniti su un fronte politico-diplomatico di primo piano. Una delegazione di nove membri dei Talebani guidata dal mullah Abdul Ghani Baradar (uno dei fondatori dell'organizzazione e capo dell'ufficio diplomatico, che ha sede a Doha) è oggi a Pechino per parlare con Deng Xijun, rappresentante speciale della Cina per…

Il doppio binario dell’Iran. Scatena il conflitto e propone un piano di pace all’Onu

Il presidente iraniano, Hassan Rouhani, ha un piano diplomatico personale che al momento non sembra comprendere l'incontro con Donald Trump, comunque non da escludere. Prima di esporlo, val la pena evidenziare che certi annunci rientrano nelle mosse politiche e propagandistiche che permettono a un leader di restare in piedi. Eccolo: il capo di stato da Teheran annuncia che la prossima settimana,…

In Libia, Haftar ci riprova per via militare ma non vincerà. Ecco perché

Il portavoce dell'Esercito nazionale libico (Lna), Ahmed al Mismari, ha il compito imperativo, ricevuto dal suo capo, il leader miliziano Khalifa Haftar, di sostenere con un'intensa propaganda aggressiva le iniziative di guerra della Cirenaica (più o meno controllata e più o meno militarmente dallo stesso Haftar). È un compito fondamentale, perché l'Lna è piuttosto demotivato. I miliziani di quello che Haftar…

Conte conferma sostegno a Serraj. Italia al lavoro per la pace in Libia

Il governo di Tripoli emanazione dell'Onu è "legittimo rappresentante internazionale” della Libia, ma l'Italia non rinuncia al dialogo con "altre rappresentanze libiche come interlocutori nella ricerca di una soluzione politica". Il pensiero va all'uomo forte della Cirenaica, Khalifa Haftar, che ha aggredito la capitale libica tentando di rovesciarne l'esecutivo con cui gli esecutivi italiani non hanno mai interrotto i contatti.…

Israele al voto. Ecco gli incastri numerici da cui dipenderà il governo

Fino alle 21 di questa sera non si possono diffondere dati acquisiti con gli exit poll, tanto sono complicate queste nuove elezioni israeliane. Le secondo di quest'anno (le quarte dal 2013) dopo lo stallo sostanziale con cui si erano chiuse quelle di aprile, con il Likud di Benjamin Netanyahu e il partito centrista Blu-Bianco di Benny Gantz ancora praticamente appaiati e non in…

La guerra dei droni (dell’Iran) avrà gravi conseguenze. Ecco quali e perché

Il portavoce dei ribelli yemeniti Houthi ha rivendicato con una conferenza stampa l’attacco di ieri contro gli impianti petroliferi di Abqaiq e Khurais (il primo è il più grande sistema di lavorazione del mondo, di proprietà della Saudi Aramco). Ha parlato di un’azione condotta con droni sofisticati e ha detto che "è uno dei più grandi attacchi compiuti dalle nostre…

Il petrolio che brucia. Come e perché il doppio attentato a Saudi Aramco

Durante la notte due droni esplosivi sono stati lanciati contro due impianti della Saudi Aramco e hanno provocato grossi incendi. La compagnia petrolifera statale saudita, un gigante del mercato globale (attorno a cui da mesi si muovono delicatissimi interessi prima della privatizzazione parziale), ha dichiarato di aver aver messo sotto controllo il fuoco. Il ministro degli Interni da Riad ha…

Truppe Usa in Siria. L’ipotesi in campo (d’intesa con la Turchia)

Il Pentagono è pronto per inviare altri 150 militari in Siria: si occuperanno del nordest del Paese, e avranno come incarico eseguire pattugliamenti sull'aerea delicatissima di confine insieme alle forze turche. Si tratta di un territorio che gli americani hanno liberato dall'occupazione dello Stato islamico insieme alle milizie curdo-arabe siriane – le hanno protette dall'alto e coordinate da terra, in…

Nuove armi Usa all’Ucraina. Il Congresso spinge, Trump rallenta

L'amministrazione Trump ha approvato 140 milioni di dollari di finanziamenti militari per assistenza alla sicurezza dell'Ucraina, lo ha annunciato l'assistente del segretario di Stato per gli affari militari, Clarke Cooper, che ha specificato che si tratta di contratti indipendenti da quelli che sono già in ballo e parzialmente trattenuti. I senatori repubblicani e democratici intanto hanno dichiarato ieri di aspettarsi che il Congresso…

Anche Merkel lancia l'allarme sulla Libia. E l'Italia?

La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha fatto una inusuale dichiarazione sulla Libia ("inusuale" perché di solito Berlino non è così tanto visibile sulla crisi). "La Germania farà la sua parte per evitare che scoppi una guerra per procura in Libia" ha detto Merkel parlando alla camera bassa del Bundestag, ammonendo che la situazione nel Paese nordafricano rischia di destabilizzare l'intero continente africano, dove i…

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