L’US Army ha assegnato ad Anduril un contratto decennale da 20 miliardi di dollari per integrare la piattaforma software Lattice nelle proprie reti operative. È la conferma che il modello dei grandi contractor storici della difesa è sotto pressione strutturale. La nuova generazione di appaltatori, cresciuta nella Silicon Valley e costruita attorno all’intelligenza artificiale, si muove più velocemente, con margini più alti e una capacità di innovazione che i colossi tradizionali faticano a replicare. La domanda non è più se i neoprime cambieranno l’industria della difesa, ma quanto ci metteranno a farlo
Riccardo Leoni
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La lezione di Epic Fury. La superiorità tecnologica da sola non basta
Nel Golfo si sta assistendo a una verifica impietosa dei presupposti su cui l’Occidente ha costruito la propria dottrina militare negli ultimi trent’anni. La superiorità tecnologica regge sul piano qualitativo, ma non su quello della sostenibilità. L’Iran produce droni a decine di migliaia, mentre gli Stati Uniti acquistano meno di sessantacinque missili Tomahawk all’anno. Il risultato è un’asimmetria produttiva che favorisce chi punta sulla massa e sul logoramento. La lezione che emerge dall’operazione Epic Fury non è nuova nella storia militare, ma è urgente sul piano strategico: senza capacità industriale adeguata, anche l’arsenale più avanzato del mondo può essere inutile
Cosa sta succedendo in Polonia riguardo i fondi europei per il riarmo? Tutti i dettagli
Il presidente polacco ha posto il veto su una legge che avrebbe permesso a Varsavia di accedere a 43,7 miliardi di euro del fondo europeo Safe per la difesa, la quota più grande tra tutti i Paesi Ue. Il governo Tusk ha risposto con una riunione d’emergenza e la promessa di trovare strade alternative. Dietro allo scontro c’è una frattura istituzionale profonda tra un esecutivo filoeuropeo e una presidenza vicina ai nazionalisti del Pis, con le elezioni del 2027 già in vista
Dalla difesa alla sicurezza globale. Cosa c’è nel piano industriale di Leonardo
Leonardo ha presentato oggi il piano industriale più ambizioso della sua storia. Cingolani promette ricavi quasi raddoppiati, sinergie con i gruppi europei, un portafoglio che abbraccia ogni dominio operativo e una trasversalità pressoché totale delle tecnologie dipendenti. Su tutto, la scommessa del Michelangelo Dome, che verrà testato direttamente in Ucraina
Quali lezioni dal Golfo per le Forze aeree occidentali. Parla il gen. Goretti
Il conflitto nel Golfo sta riportando il dominio aereo al centro del dibattito strategico, ma mette anche in luce nuove vulnerabilità operative. Pesano l’impiego massivo di droni e munizioni circuitanti, lo squilibrio economico tra attaccante e difensore e l’emergere di tecnologie non cinetiche destinate a cambiare il modo in cui si combatte nei cieli. Sullo sfondo, le scelte industriali, l’integrazione europea della difesa aerea e le implicazioni per le Forze armate italiane. L’intervista di Airpress al generale Luca Goretti, già capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare
L’arsenale della democrazia rischia di svuotarsi. L’allarme di JPMorgan
Gli Stati Uniti stanno affrontando un momento critico per la loro industria della difesa. Il modello sviluppato dopo la Guerra fredda mostra limiti evidenti, dalla concentrazione dei produttori alla riduzione della forza lavoro e dei fornitori. In un contesto di competizione globale con Cina e alleati più autonomi, l’innovazione tecnologica e la capacità produttiva devono trovare un nuovo equilibrio. Le conclusioni del nuovo report di JPMorgan sull’industria della difesa statunitense
La difesa aerea è cambiata per sempre. Ecco gli assetti low cost
Per decenni la superiorità aerea è stata il pilastro della dottrina militare occidentale. La diffusione di droni economici, missili a basso costo e attacchi saturanti sta però erodendo questo paradigma, mettendo sotto pressione sistemi difensivi progettati per minacce molto diverse. Una dinamica già preventivata in passato, ma che le operazioni nel Golfo stanno oggi evidenziando più che mai. Davanti a questa “democratizzazione del potere aereo”, le vecchie contromisure non bastano più e, inoltre, costano davvero troppo. Le alternative, però, esistono
Così le tecnologie quantistiche hanno aiutato i soccorsi a Niscemi. Parla Pistoia (IonQ)
La frana che ha colpito Niscemi ha aperto un fronte di quattro chilometri e costretto decine di famiglie ad abbandonare le proprie case. Per capire se lo smottamento fosse ancora in evoluzione la Protezione civile si è rivolta a IonQ, che ha messo a disposizione gratuitamente i propri sistemi satellitari e di quantum sensing, con cui è stato possibile individuare micro-movimenti del terreno invisibili ai sistemi tradizionali. Un caso concreto di dual use tecnologico che mostra come le tecnologie quantistiche possano supportare anche la gestione delle emergenze. L’intervista di Airpress a Marco Pistoia, amministratore delegato di IonQ Italia
Indonesia, maxi-intesa subacquea con l’Italia. Tutti i dettagli
Dopo aver formalizzato la cessione del Garibaldi alla Marina indonesiana, il rapporto navale tra Roma e Giacarta si sviluppa ulteriormente con una commessa da 1,4 miliardi per sei nuovi sottomarini compatti prodotti da Drass. Tutti i dettagli
Anche il Quantum entra nel perimetro dei Servizi italiani. Tecnologie e rischi
Le tecnologie quantistiche sono talmente dirompenti che la Relazione annuale dell’Intelligence italiana ha dedicato loro un intero inserto a parte. Quantum computing, quantum sensing e comunicazioni quantistiche aprono scenari inediti di vantaggio strategico, ma anche nuove vulnerabilità — a partire dalla messa in discussione degli attuali sistemi crittografici. La corsa è già in corso, e l’Europa sconta ancora un ritardo strutturale
















