Frank Sinatra con Grace Kelly (e in Italia) negli scatti di Pizzi

Il 30 dicembre di 53 anni fa veniva incisa per la prima volta “My Way”, la canzone simbolo del cantante americano Frank Sinatra scritta per lui da Paul Anka. Come ricostruito dal magazine Atlante della Treccani, Anka raccontò di aver scritto la canzone dopo una conversazione depressiva proprio con Sinatra avuta durante una cena con “alcuni mafiosi”. Sinatra aveva 53 anni all’epoca e aveva confessato di volersi ritirare dalle scene dopo la pubblicazione del suo ultimo album.

Per Paul Anka, il testo della canzone che uscì da quella conversazione rappresentava la cosa più “sciovinista e narcisista” da lui mai scritta, nata da una totale immedesimazione con Sinatra nel momento della scrittura. “Anche la rudezza del lessico era imitativa del linguaggio dei mafiosi con cui Sinatra usava accompagnarsi, e rifletteva il gusto della cosiddetta Rat Pack, quella comitiva di amici dediti al bere, al gioco, alle notti folli, che si vantava di essere del tutto indifferente al giudizio altrui, di cui Sinatra era il leader. My Way voleva essere il racconto della parabola esistenziale e professionale, tra continui alti e bassi, della leggenda di The Voice”, si legge.

In tre occasioni, Pizzi ebbe modo di incontrare il cantante americano. “Sinatra era un duro, l’ho fotografato a Montecarlo, a Roma, a Bari. Non era facile da fotografare. Le foto di Roma erano fatte alla Taverna Flavia, dove era andato con amici come Roger Moore. Arrivò a tavola e non volle niente, l’unica cosa che ordinò fu una bottiglia di Jack Daniel’s, un whisky americano tosto, e se la bevve tutta da solo. Quando l’hanno riportato fuori lo trascinavano. E sbraitava contro di me che lo fotografavo…”, ha ricordato Pizzi.

“A Bari l’ho immortalato invece al Petruzzelli, durante un concerto. Dava sempre problemi ai fotografi, mentre stava in mezzo alle persone, mentre gli scatti durante la sua esibizione furono molto più facili”.

La terza occasione? “A Montecarlo con Grace Kelly che in tempi passati si diceva essere stata la sua fidanzata. In questa occasione non fece grandi problemi per le foto, ed era incuriosito dalla ricchezza che aveva attorno”.

Le foto di Sinatra alla Taverna Flavia sono forse le ultime scattate in Italia prima della morte del cantante. La Taverna Flavia non era un posto qualsiasi, però. “Era il locale dove la Dolce Vita è nata”, ricorda Pizzi.

Fondata da un vecchio signore di Amatrice che venne a Roma con i figli, a renderla famosa fu Mimmo Cavicchia. “La Taverna Flavia è Liz Taylor – racconta Pizzi -, che durante le riprese del film Cleopatra andò una sera a mangiare da Cavicchia, si fece una pasta e fagioli alla romana, bevve (le piaceva) e poi nel tornare a casa le presero dei dolori di pancia e la portarono di corsa alla sua villa sull’Appia (poi di Zeffirelli e ora di Berlusconi). Da quel giorno divenne il ristorante di Liz Taylor. Quando arrivava lei Mimmo Capicchia lo le riservava tutti i tavoli”.

“L’ultima volta che venne a Roma, Frank Sinatra andò appunto alla Taverna Flavia”.

Ecco tutte le foto di Umberto Pizzi.

(c) Umberto Pizzi – Riproduzione riservata

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