Skip to main content

La trama della tela è tricolore. L’aver superato i veti ed essere arrivati alla convergenza per il via libera alle due vicepresidenze esecutive di Teresa Ribera e Raffaele Fitto è, prima di tutto, un risultato figlio della mediazione. Il Ppe ha giocato un ruolo determinante, tant’è che il capodelegazione nazionale e membro dell’ufficio di presidenza, Fulvio Martuscello, sulle colonne di Formich.net definisce il via libera in particolare su Fitto “una vittoria dei popolari”.

Prima di tutto, la designazione di Fitto, è una vittoria per l’Italia. 

Non c’è dubbio. Così come è un risultato importantissimo frutto dell’azione del premier Giorgia Meloni, ma la trattativa che ha portato a questo risultato è stata condotta dal vicepremier Antonio Tajani. E Fitto ha trovato riparo sotto l’ombrello dei popolari.

Adesso che tipo di approccio dovrà avere il neo vicepresidente esecutivo?

Quello indicato già nella lettera d’incarico che gli è stata recapitata dalla presidente della Commissione, Ursula Von der Leyen. Il pragmatismo è un tratto peculiare di Fitto e, in particolare sui dossier di cui dovrà occuparsi – dai fondi europei, passando per il Pnrr, finendo con riforme e coesione – ce ne vorrà tantissimo. Così come ci vorrà un approccio di buonsenso e non ideologico al Green Deal, per salvaguardare un comparto produttivo strategico come quello dell’automotive.

Alla luce di questa nomina, che ruolo avrà ora il gruppo Ecr?

I Conservatori entrano, di fatto, a pieno titolo all’interno della maggioranza che sostiene Ursula von der Leyen. Caso mai i problemi, ora, li avrà qualcun altro.

Cosa intende dire?

La vera linea del Piave sarà la votazione del 27. Chi vota la Commissione sarà all’interno del perimetro europeo, chi voterà contro sarà fuori. È quello il vero cordone sanitario.

Immagino che il suo riferimento sia al gruppo dei Verdi. 

Vede, anche sulla designazione di Fitto e Ribera si sono viste plasticamente due immagini molto chiare. Da una parte un’Europa responsabile, che comprende anche il gruppo dei Socialisti con i quali è stato raggiunto un accordo. Dall’altra chi ha continuato sulla strada dei veti.

Posto che i Patrioti non voteranno la Commissione, cosa pensa che possa succede qualora anche il voto dei Verdi dovesse essere contrario?

Entrando in maggioranza, il gruppo dei Verdi ha ottenuto una serie di incarichi – anche piuttosto rilevanti – in seno alle istituzioni europee. Se dovessero votare contro la Commissione il 27, penso sarebbe giusto che rinunciassero a tutto.

In questo quadro piuttosto turbolento, non aiuta certo la prospettiva delle elezioni anticipate in Germania. Lei come la vede?

Penso che le elezioni tedesche rappresentino davvero la sfida delle sfide. Se si ferma la Germania, si ferma l’Europa intera. In questo contesto, l’auspicio è che si rafforzi la Cdu e che si possa profilare l’insediamento di un governo stabile e forte.

Ciò che, invece, non è accaduto in Francia. 

La Francia è traballante e, dopo tutti questi scossoni politici, sta progressivamente perdendo larga parte della sua identità.

Torniamo alla trattativa per Ribera e Fitto. Il confronto è stato serrato e, solamente in tarda serata, è arrivato l’accordo. Cos’è successo, realmente?

La trattativa, per due incarichi così importanti, è normale che si sia protratta fino a tarda ora. È in qualche modo un rituale che doveva consumarsi. Tant’è che si vocifera che Manfred Weber, come il principe di Condè la notte prima di Rocroi, ha dormito a lungo al pomeriggio per poi riuscire a trattare fino a tardi.

Fitto al sicuro sotto l'ombrello del Ppe, Ecr in maggioranza. Parla Martusciello

Le lunghe trattative che hanno portato alla designazione del vicepresidente esecutivo, Raffaele Fitto, sono state condotte dal Partito popolare. In questo, la “tela” di Tajani è stata fondamentale. Ora l’Ecr di fatto entra in maggioranza: la linea del Piave sarà il voto alla Commissione mercoledì prossimo. Colloquio con Fulvio Martusciello, capodelegazione nazionale del Ppe

TikTok

Cina, dati e fake news. Le risposte di TikTok alle nostre domande

Formiche.net si è incontrata con alcuni dirigenti della piattaforma social per sentire la loro versione riguardo ad alcune delle accuse mosse verso l’azienda. Al centro della conversazione il tema della sicurezza dei dati e quello della disinformazione

L'Italia vince a tavola. Ma attenzione al clima. Il rapporto Ismea

Le eccellenze italiane continuano a conquistare porzioni sempre più ampie del mercato. Ma sulla filiera qualcosa non va. E i cambiamenti climatici costano un miliardo all’anno

L'assemblea Anci e il ruolo centrale dei comuni. La puntata di Radar su FormicheTv

https://www.youtube.com/watch?v=fhwCdabLn0w Radar è il nuovo format di Formiche TV di approfondimento sull'attualità politica e internazionale condotto da Roberto Arditti e da Gaia De Scalzi, in onda su Urania TV, canale 260 del digitale terrestre. In questa puntata l'assemblea Anci di Torino e il ruolo centrale dei Comuni. Ospiti: Gaetano Manfredi (Sindaco di Napoli e neoeletto Presidente ANCI), Andrea Abodi (Ministro…

Biofuel, l’altra energia del rapporto Italia-India

Connesso all’Imec, proiettato con il Piano Mattei, ecco perché l’interesse di Italia e India nel mondo del biofuel è un altro esempio della cooperazione non solo bilaterale tra i due Paesi. Per l’Italia, cercare la propria leadership nell’Unione Europea, pur coltivando partnership nel Global South, sarà essenziale. Per l’India, bilanciare le esigenze energetiche interne con le ambizioni di leadership globale richiederà innovazione politica e investimenti sostenuti

Un Consiglio di sicurezza Ue per prepararsi a Trump. La proposta di Lehne (Carnegie)

Con il ritorno di Trump alla Casa Bianca e il rischio di minore impegno americano verso la sicurezza europea, Stefan Lehne, oggi senior fellow al Carnegie Europe, propone un organismo con i cinque Paesi maggiori e alcuni a rotazione per rispondere più efficacemente agli sviluppi globali. Serve evitare l’irrilevanza geopolitica e questa è un’idea

Vi racconto gli effetti (visibili) del Pnrr. Scrive Scandizzo

Il Pnrr rimane il nostro principale punto di riferimento di politica economica, sia per i benefici strutturali che si prevede avrà sull’economia nei prossimi anni, sia perché evidenzia una doppia esigenza di continuità. Dal punto di vista nazionale, è chiaro che non possiamo permettere che il piano si concluda nel 2026 senza affrontare il rischio di un contraccolpo economico duraturo. L’analisi di Pasquale Lucio Scandizzo

Chi (non) riconosce Gonzalez Urrutia come presidente eletto del Venezuela

Dall’Argentina la premier ha dichiarato che le elezioni di luglio nel Paese sudamericano sono state poco trasparenti e ha condannato la brutale repressione del regime di Nicolás Maduro. C’è però chi ancora non lo fa. Sarà uno scenario simile a quello del presidente eletto Juan Guaido nel 2019?

Trump presenterà all’Italia il conto delle spese militari?

Trump ha promesso di punire quei Paesi che, a suo avviso, non spendono abbastanza per la Difesa e scaricano il peso della propria sicurezza sui contribuenti statunitensi. Tra i Paesi Nato, l’Italia figura tra quelli che ancora non soddisfano gli impegni presi e contro cui si è espresso il tycoon. Eppure, c’è più di un motivo per cui l’Italia (da Trump) non ha molto da temere

Cosa ho visto nella casa di Trump a Mar-a-lago. Il racconto di Neiman

Conversazione con il musicista italiano, radicato a Los Angeles, Tony Neiman, autore della colonna sonora del documentario su Trump -elogiato da Elon Musk – “The Man You Don’t Know”

 

×

Iscriviti alla newsletter