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Terminare i progetti di connettività che supportano e facilitano la collaborazione energetica regionale, rifiutando allo stesso tempo “il calice avvelenato” dell’energia russa a basso costo. Per questa ragione l’abbondanza energetica dell’Europa sudorientale contribuirà a promuovere un sistema energetico sicuro, conveniente e sostenibile per l’intera regione e oltre.

La tesi è stata nuovamente sciorinata da un rappresentante del governo americano, al tempo stesso tra i più esperti nel campo energetico/geopolitico, non fosse altro perché negli ultimi dieci anni è stato ambasciatore a Kyiv e ad Atene. Jeoffrey Pyatt, Assistente del segretario di Stato degli Stati Uniti per le risorse energetiche, ribadisce un concetto altamente strategico: è la progettazione energetica il passepartout per le nuove dinamiche internazionali.

Alexandroupoli

La strada è tracciata secondo Pyatt: contro la flotta ombra di navi gas russe, la soluzione è la stazione Fsru di Alexandroupoli che sarà completamente operativa a breve, che fa della Grecia un perno continentale. “L’espansione della capacità di importazione e rigassificazione di Gnl della Grecia è fondamentale per la sicurezza energetica europea. Il Vertical Corridor può sfruttare Alexandroupoli per diversificare l’approvvigionamento e le rotte del gas per l’Europa sud-orientale, i Balcani occidentali, la Moldavia e l’Ucraina”.

Per questa ragione ha ricordato che una flotta di navi più vecchie, acquistate di seconda mano da Mosca sul mercato libero, intraprendendo pericolosi trasferimenti da nave a nave o transitando troppo vicino alle coste europee, porta carichi che aiutano a finanziare i missili che prendono di mira le infrastrutture energetiche dell’Ucraina. “Come Stati Uniti, siamo fermamente impegnati a impedire la crescita delle capacità di esportazione della Russia, inclusa la limitazione dell’espansione della capacità della sua flotta, continueremo a utilizzare gli strumenti a nostra disposizione per farlo”, ha spiegato dal palco del Forum sull’energia dell’Europa sudorientale (Seef) a Salonicco.

L’Europa sudorientale

La scorsa primavera i primi volumi di gnl rigassificati dal nuovo terminale di importazione di gnl di Alexandroupolis in Grecia hanno raggiunto lo stoccaggio di gas ucraino, segnando la prima consegna attraverso la rotta del corridoio verticale. Una primizia altamente significativa.

Più in generale il terminale di Alexandroupolis contribuirà alla sicurezza energetica e alla diversificazione dell’intera regione dell’Europa sudorientale, rafforzando il ruolo strategico della Grecia e offrendo fonti e rotte alternative per la fornitura di gas naturale nell’area. L’infrastruttura Fsru con una capacità di 153.500 m 2 di gnl sarà collegata al Sistema Nazionale di Trasporto del Gas Naturale della Grecia da un gasdotto lungo 28 km, attraverso il quale il Gnl gassificato sarà trasmesso non solo ai mercati di Grecia, Bulgaria ma da lì anche a Romania, Serbia, Macedonia del Nord, fino alla Moldova e all’Ucraina.

Il terminale ha una caratura geopolitica, oltre che meramente energetica perché risponde, da un lato, all’esigenza americana di inviare una grossa mole di gas nel Mediterraneo e, dall’altro, di essere ponte “logistico” della Nato sulla Via Carpatia, la bretella che, in verticale dall’Egeo alla Lituania, rappresenta una sorta di autostrada per mezzi e uomini dell’alleanze atlantica.

L’invasività cinese nel Vecchio continente con la Via della seta, che in Grecia ha trovato il suo snodo nel porto del Pireo privatizzato da Cosco China, ha subìto un doppio stop proprio in Grecia: sia alla voce 5G (il governo conservatore di Kyriakos Mitsotakis ha raggiunto un accordo con Ericsson), sia sulle nuove strategie energetiche che vedono lo sviluppo di Alexandroupolis.

L'Europa sudorientale contro l'energia russa a basso costo. Garantisce Washington

Il monito dell’ Assistente del segretario di Stato degli Stati Uniti per le risorse energetiche: “Una flotta di navi più vecchie, acquistate di seconda mano da Mosca sul mercato libero, intraprendendo pericolosi trasferimenti da nave a nave o transitando troppo vicino alle coste europee, porta carichi che aiutano a finanziare i missili che prendono di mira le infrastrutture energetiche dell’Ucraina”

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