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Nell’ambito di Destinazione Italia, il programma varato dal governo Letta per promuovere gli investimenti esteri diretti nella Penisola, la Turchia ha annunciato cento milioni di possibili investimenti nel nostro Paese. I “registi” dell’operazione sono Rifat Hisaecilioglou, numero uno della TOBB (Unione delle Camere di Commercio di Turchia), e l’ambasciatore italiano Gianpaolo Scarante. Turismo, trasporti, energia, ICT, immobiliare e new media: sono questi gli ambiti in cui gli interessi del Bosforo potranno incontrare quelli italiani, accanto al settore della cooperazione. L’obiettivo è aprire le porte italiane alle imprese turche.

NUMERI
L’Italia è uno dei primi partner commerciali della Turchia, grazie ad un interscambio stimato in circa 19,6 miliardi di dollari (dati del 2013). Ad oggi poco più di mille sono le imprese della Penisola operanti sul territorio turco, strategiche secondo gli addetti ai lavori per intercettare nuove risorse grazie a Destinazione Italia. Nonostante sia la seconda potenza manifatturiera d’Europa, l’Italia riesce a convogliare solo l’1,6% del totale degli investimenti diretti esteri. Sul banco degli imputati le lungaggini burocratiche su cui il programma intende intervenire in maniera orizzontale.

CHI C’ERA A PALAZZO VENEZIA
In questo frangente si inserisce l’iniziativa italo turca, con un portafoglio di denaro che potrebbe portare a nuove opportunità imprenditoriali e occupazionali. L’annuncio turco è giunto in occasione di un incontro ufficiale a Palazzo Venezia a Istanbul, che un tempo ospitava l’ambasciatore italiano in Turchia, alla presenza di Zeynep Bodur Okyay, presidente dell’Italian-Business Council di DEIK, Elisabetta Muscolo di Invitalia e Vincenzo De Luca del Ministero Affari Esteri.

VISIONI
Il rapporto economico tra i due Paesi cresce costantemente, come dimostra il trend dell’ultimo decennio e come evidenzia l’ultimo accordo siglato un mese fa tra la società turca Sun e l’italiana Turboden per lo sviluppo di centrali geotermiche in Turchia. Esperti italiani altamente qualificati sono in viaggio per Smirne dove l’italiana Isopack, azienda romana che lavora nel settore dell’isolamento termico, ha fiutato l’affare. Ecco che lo scambio di know how (che nel caso specifico servirà alla Intem Costruzioni) può rappresentare un esempio da seguire per Roma e Istanbul. Il presidente della Repubblica Abdullah Gul in occasione della sua visita romana lo scorso gennaio, ha detto: “Non abbiamo problemi politici da risolvere, tra Italia e Turchia c’è molto da sviluppare in economia, commercio, investimenti: 20 miliardi di interscambio sono pochi, come sono pochi i 4,5 miliardi di investimenti”.

MEETING
In quell’occasione si svolse un focus tematico, il primo “Matching Italia-Turchia” promosso da Network Globale, l’Agenzia di Roma per l’internazionalizzazione del sistema camerale guidata da Aurelio Regina. Circa 180 le imprese italiane partecipanti, accanto a 90 turche, con all’ordine del giorno una fitta rete di scambi commerciali su trasporti, infrastrutture, costruzioni, e rinnovabili. L’aspetto politico del processo di integrazione europea della Turchia non è un elemento secondario rispetto a tale attivismo imprenditoriale, a maggior ragione visto l’imminente semestre europeo a guida italiana.

TAVOLO
Sul tavolo il tema degli accordi europei di libero scambio, anche in considerazione del fatto che mentre in territorio turco operano un migliaio di imprese italiane, in Italia sono solo 43 quelle del Bosforo. L’obiettivo, se l’Italia vorrà puntare strategicamente sull’area mediterranea, sarà quello di collaborare in modo più intenso per la Turchia per accreditarsi definitivamente come punto di riferimento nell’area a cavallo tra Europa e Medio Oriente, soprattutto puntando su prodotti e competenze del made in Italy.

Così Destinazione Italia porterà gli investimenti turchi in Italia

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