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Riceviamo e pubblichiamo un intervento di Fulvio Sarzana, avvocato e blogger esperto di tematiche legate alla Rete dopo la nostra intervista ad Antonio Martusciello, commissario dell’Autorità di garanzia per le Comunicazioni, pubblicata questa mattina da Formiche.net.

Ho letto l’intervista al Commissario Antonio Martusciello, uno dei due Consiglieri dell’Agcom relatori del regolamento sul diritto d’autore e la mia sensazione, leggendo le sue affermazioni, è che le parole nascondano una sostanziale assenza di conoscenza dei meccanismi del web,  e che Agcom non abbia la minima idea di come realizzare ciò di cui intende occuparsi. Vediamo perché.

LA PREMESSA
L’Agcom su richiesta principalmente delle Associazioni a tutela del diritto d’autore potrà disporre la cancellazione dei contenuti sul web in violazione del diritto d’autore. La premessa, come segnalato da Martusciello, è che in alcuni casi questo già accade. Si tratta della pedofilia e del gioco d’azzardo (in virtù però di una legge dello Stato che qui non c’è) la cui connessione con la libera manifestazione del pensiero, anche critica, non ha ovviamente nulla a che vedere. Equiparare un’opera editoriale, da parte di un rappresentante delle istituzioni, ad un sito di pedofilia o un sito per il gioco d’azzardo appare già difficile da comprendere.

COME AVVIENE ATTUALMENTE LA RIMOZIONE
Le operazioni di rimozione attraverso i provider avvengono tecnicamente in questo modo: inviando una lista, generalmente ogni mattina e ogni sera (per la pedofilia), o tramite una lista che viene aggiornata generalmente un paio di volte l’anno (siti sprovvisti di concessione amministrativa per il gioco), ai provider perché, senza che il provider faccia alcun controllo, vengano disabilitati i siti. Senza nessun controllo i siti vengono disabilitati.
Immaginiamo quanto e come potrà accadere per siti, blog, forum o piattaforme che hanno un file illecito, o anche più file illeciti, su milioni. Come si farà a distinguere un articolo che viola il diritto d’autore da uno che non lo viola? Lo farà l’Agcom in una manciata di ore?

CASI PRATICI
Per comprendere cosa accadrà in Italia in via amministrativa mi riferisco ad un caso. Il giornalista Luca Sofri infatti è stato costretto a rimuovere i link presenti in alcuni articoli della sua testata on line Il Post, perché tali link avrebbero favorito la violazione del diritto d’autore delle squadre di calcio di serie A. Ad ottenere la rimozione è stata Mediaset. Per inciso in quegli articoli si era data un’ampia visione del fenomeno degli eventi sportivi in streaming, con l’indicazione anche di tutte le fonti ufficiali, ma ciò evidentemente non è bastato.

COSA ACCADRA’ CON LE NUOVE REGOLE
Con la nuova regola dell’Agcom fatti come quello descritto saranno effettuati in una manciata di ore.
All’interno della norma c’è una specifica previsione che consente la cancellazione dei link a richiesta dei titolari del copyright, mentre anche il semplice incoraggiamento alla violazione del copyright, che può realizzarsi attraverso una critica, dà accesso ad una procedura abbreviata tramite la quale l’autore dell’articolo (o il direttore della testata, o il provider presso cui è ospitata la testata) deve cancellare il file che violerebbe le prescrizioni della delibera, mentre il provider di accesso o l’hosting provider se non adempiono vanno incontro ad una multa sino a 250 mila euro.
Gli organi dell’informazione on line dovranno stare bene attenti a parlare di fatti anche scottanti” riguardanti una società e/o individui i quali, per ragioni di copyright potranno richiedere la cancellazione dell’articolo.

LA RIMOZIONE PRATICA DEGLI ARTICOLI GIORNALISTICI
Un giornalista scrive un articolo su un soggetto pubblico, che chiede una rettifica al giornale. Il giornale non pubblica la rettifica. A questo punto il soggetto leso, avvia la procedura di rimozione dell’articolo o del sito di fronte ad Agcom, sostenendo che in una parte dell’articolo c’è un plagio. Sì, certo, Agcom potrà anche archiviare, ma il soggetto leso potrebbe cominciare a mandare centinaia di segnalazioni su un giornalista, tanto segnalare non costa nulla e non sono previste sanzioni per chi non dice la verità.

L’IGNARO DIRETTORE…
A chi vengono inviate le richieste di cancellazione di una articolo? Forse al giornalista e al direttore? No, basta leggere l’art 7 del Regolamento approvato.

Procedimento istruttorio dinanzi alla Direzione
1. La Direzione comunica l’avvio del procedimento ai prestatori di servizi all’uopo individuati, nonché, ove rintracciabili, all’uploader e ai gestori della pagina e del sito internet.

Non solo, i soggetti a cui sono mandate le richieste di rimozione sono raggiunti solo se rintracciabili. Ma non c’è nulla che prevede la comunicazione ai titolari delle testate, o ai giornalisti, visto che l’unico soggetto a cui deve essere inviata per forza la comunicazione non è il giornale o il giornalista, ma il provider, cioè la società che consente alla testata di occupare uno spazio virtuale per pubblicare  il  proprio sito. Se il provider non vuole storie, come accade usualmente, cancellerà l’articolo o anche il sito, prima che qualcuno tra il giornalista o il direttore se possa accorgersene. A quel punto la testata dovrà andare di fronte al Tar, spendere 4.000 euro per ripristinare l’articolo e, se non lo fa in 60 giorni, il testo sarà definitivamente cancellato.
Si tratta del cd chilling effects, molto conosciuto negli  Stati Uniti, ma non, evidentemente da noi.

ALCUNE CONSIDERAZIONI
Dice Martusciello “Il regolamento tutela le opere digitali anche di carattere editoriale, ma ciò di per sé non costituisce alcun rischio per l’attività giornalistica. La risposta più esaustiva si può trovare nell’art. 2 del regolamento che recita: “l’Autorità opera nel rispetto dei diritti e delle libertà di comunicazione, di manifestazione del pensiero, di cronaca, di commento, critica e discussione, nonché delle eccezioni e delle limitazioni di cui alla Legge sul diritto d’autore. Questo passo mi inquieta.
E’ l’Agcom che decide se un articolo di giornale viola la libertà di espressione, e non un giudice secondo i nostri principi costituzionali? Un organo amministrativo deciderà se rimuovere un articolo? E’ l’Agcom e non un Giudice che valuterà se un giornalista può criticare qualcun altro o se l’attività del giornalista costituisce esercizio del diritto di cronaca? Sarà lei a decidere se un articolo rappresenta un esercizio di libera manifestazione del pensiero, o un incoraggiamento ad una violazione?
In una manciata di ore?

Cari giornalisti, non è vero. L'Agcom cancellerà i vostri articoli

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