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In Italia la chiamiamo “spending review” ed è prevalentemente sulla carta. Negli Usa la chiamano “sequestration” ed è un taglio vero, cospicuo e soprattutto automatico, alle spese dello Stato (federale) dopo la crisi di budget del 2011 che costò ad Obama un dolorosissimo downgrade di Standard&Poor’s.

A farne le spese è stato ed è soprattutto il DoD, acronimo che sta per Department of Defense, ministero della Difesa. Il Pentagono ha dovuto misurarsi con riduzioni di bilancio imponenti e ieri il Segretario Chuck Hagel (nella foto) ha svolto la sua relazione annuale snocciolando cifre e strategie e, naturalmente, rimettendo le scelte finali nelle mani del Commander in Chief, il presidente Obama.

Il primo e forse più rilevante dato riguarda i soldati delle forze armate che potrebbero ridursi di un ulteriore 15%, pari a circa 70mila militari in servizio permanente e 65mila in riserva, per una consistenza finale di 420-450mila (contro gli attuali 490.00) soldati effettivi e 490-530mila della riserva, (rispetto ai 555mila di oggi). Non solo. I tagli cui il Pentagono è costretto (487 miliardi di dollari in 10 anni) porteranno, tra l’altro, alla messa in naftalina (la rimozione dal servizio attivo e il mantenimento in condizione di “stand by”, pronte ad essere riattivate in caso di necessità) di 3 delle 11 grandi portaerei a propulsione nucleare della classe Nimitz, che formano il cuore della potenza navale americana.

La sequestration non risparmierà neanche i comandi sparsi nel mondo (ad iniziare dallo stesso staff del Pentagono) per i quali è prevista una riduzione di spesa del 20%. Tra i programmi non toccati dai tagli quello di un nuovo bombardiere, l’aggiornamento della flotta dei sottomarini lancia missili, del controverso caccia-bombardiere F-35 (al cui programma l’Italia partecipa), le forze speciali e quelle di difesa dai cyber attacchi.

Nel complesso, però, la revisione delle spese al Pentagono, ha evidenziato alcuni eccessi di capacità che potranno consentire ulteriori riduzioni nelle forze di terra e di quelle tattiche aeree. Di questi fino a 5 squadriglie ed è prevista anche un taglio della flotta dei C-130 Hercules, i quadrimotori da trasporto tattico.

Obiettivo del Segretario alla Difesa è quello consentire alle forze armate statunitense di rispettare i tagli al bilancio continuando a proteggere gli interessi americani e dei suoi alleati. Hagel prevede risparmi per 10 miliardi in 5 anni e di 40 miliardi in 10, assicurando che gli Stati Uniti potranno “sempre fare fronte ai compiti prioritari della nostra strategia di difesa“.

La sfida dell’integrazione europea e l’upgrade delle responsabilità che ci sono chieste (all’Europa e all’Italia) nell’ambito della Nato e richiamate proprio ieri dal ministro Mario Mauro si possono così spiegare meglio. La crisi finanziaria sta ridisegnando i confini della difesa e della sovranità. Gli Stati Uniti, come confermato dal Segretario Hagel, hanno una loro strategia. A breve potremo compulsare quella della Ue.

Ecco come cambia il Pentagono di Hagel. E la Ue?

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