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Non prendiamo in considerazione l’ipotesi che il Muos di Niscemi non venga realizzato”. Gioca la carta della trasparenza la diplomazia americana, che crede in un risultato positivo del nuovo studio medico-scientifico di impatto ambientale affidato all’Istituto Superiore di Sanità.

UN’OPERA STRATEGICA

Il Muos, Mobile User Objective System, è il programma di comunicazione satellitare a banda stretta di nuova generazione del Dipartimento della Difesa per sostenere le operazioni militari Usa e Nato in tutto il mondo.

Un’opera strategica per l’Alleanza Atlantica, che è solo una parte di una costellazione di quattro satelliti operativi, di cui due negli Stati Uniti e uno in Australia, che consentiranno di rivoluzionare le comunicazioni militari e coprire l’intero pianeta.

LE PROTESTE

Ciononostante la sua realizzazione è stata al centro di diverse polemiche a causa delle proteste d’un movimento organizzato, il No-Muos, che ha trovato sponda politica nel Movimento 5 Stellenel governatore siciliano Rosario Crocetta. Le proteste hanno spinto il governo italiano a chiedere uno stop temporaneo del progetto, avvenuto l’11 aprile 2013.

A motivare le agitazioni ci sarebbe l’opinione che le onde elettromagnetiche diffuse dalle antenne dell’impianto sarebbero nocive per la salute dei cittadini.

Il 22 dello stesso mese “alcuni manifestanti sono entrati nella struttura, mettendo a rischio la loro stessa salute” e danneggiando parti del sito ha ricordato un diplomatico Usa, procurando “danni per 47mila dollari”.

GLI ASPETTI SANITARI

Timori che gli Usa, al di là della condanna per il gesto, addebitano a un deficit di comunicazione al quale vogliono porre rimedio nel modo più efficace, aprendo le porte del Muos. La scorsa settimana è stata ospitata una delegazione del Movimento 5 Stelle e nei prossimi giorni sarà la volta di Sinistra ecologia e libertà. C’è poi un costante contatto con l’Arpa.

Gli Stati Uniti non trascurano gli aspetti politici dell’allarme, forse anche per quanto accaduto con il caso delle frequenze di radio Vaticana, ma soprattutto quelli sanitari.

L’amministrazione Usa dice di comprendere i “motivi di preoccupazione” riguardanti “la salute” dei cittadini siciliani ma “è in grado di poter assicurare che l’installazione del Muos in Italia rispetterà gli stessi rigorosi standard in materia di sicurezza e salute applicati a quelle presenti negli Stati Uniti”.

ENTRO I LIMITI DI LEGGE

In attesa dei risultati dello studio dell’Iss che verrà consegnato entro fine mese, le fonti statunitensi hanno ricordato che già due studi sulla sicurezza, condotti dalla Marina Usa e dall’Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente della Regione Sicilia hanno indicato che, dopo l’installazione del Muos, “le emissioni elettromagnetiche presso il sito di Niscemi rimarranno ben al di sotto dei limiti previsti dalla legge”.

Nessun problema anche per “l’aeroporto di Comiso che non subirà interferenze” ha aggiunto un funzionario dell’Ambasciata. Ad ogni modo, è stato ribadito che gli Usa sono disposti a attuare “tutte le misure di mitigazione tecnicamente compatibili per ridurre i livelli di esposizione ai campi elettromagnetici”.

I DETTAGLI TECNICI ED ECONOMICI

Per l’esperto John D. Oetting, professore della Johns Hopkins University, a tranquillizzare i cittadini siciliani ci dovrebbe essere anche la struttura del sistema di comunicazione. Oltre alla ragione che “non ha senso puntare su un centro abitato un segnale che deve raggiungere un satellite – ha spiegato – l’impianto “non consente in nessun modo che ciò accada”, avendo un raggio di movimento verso il basso che non va mai sotto i 5 gradi.

Gli Usa non credono dunque esistano motivi che possano bloccare un’opera che ha importanti risvolti geopolitici e che in più genera sul territorio un virtuoso effetto di ricaduta economica.

LA DIFESA DI MAURO

A sottolineare il peso e la strategicità del Muos è stato nelle scorse ore il ministro della Difesa Mario Mauro che ha ribadito come il progetto costituisca un “interesse diretto” del nostro Paese. “Rappresenterà – ha aggiunto – un sistema strategico di comunicazione satellitare di cui potranno servirsi anche le forze armate italiane, in attuazione del principio di assistenza reciproca vigente in ambito Nato” al quale l’Italia non può sottrarsi.

 

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