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All’Eurosatory di Parigi, i franco-tedeschi di Knds presentano una nuova versione del carro di Berlino, il Leopard, e un aggiornamento per il carro di Parigi, il Leclerc. Aspettando il carro europeo del futuro Mgcs (Main ground combat system; programma franco-tedesco, nella cui ottica nacque Knds stessa, dalla fusione della tedesca Krauss-Maffei Wegmann e la francese Nexter), Francia e Germania rinnovano il proprio parco corazzato. 

Iniziamo dalle due novità presentate dalla società franco-tedesca. Nell’ambito della modernizzazione del carro francese, il Leclerc Évolution sarà dotato di un nuovo cannone automatico e modulare, capace di sparare proiettili tra i 120 e i 140 mm (cannone svelato ad Eurosatory), ed ospiterà un equipaggio di quattro soldati, rispetto ai tre attuali. Il nuovo Leopard 2A-RC 3.0 è un rinnovamento ancora più ambizioso: è dotato di un nuovo cannone simile, ma tedesco, e di una protezione migliorata – con una corazza attiva, reattiva e passiva e con una torretta anti-drone teleoperata. Nel complesso, Parigi si limita a prolungare il Leclerc fino al 2045 (la possibilità di svilupparne una nuova versione, il Leclerc Mk3, è stata scartata in Parlamento), mentre Berlino lancia un precursore tecnologico per il Mgcs. 

Le novità arrivano a una settimana dalla rottura tra Leonardo e Knds, che va toccare i piani italiani. Roma ha finora pianificato di procedere su tre diversi binari: il rinnovamento dell’Ariete allo standard C2 nel breve periodo, l’acquisizione di nuovi carri nel medio periodo, l’inserimento nel Mgcs nel lungo periodo. Mentre Ariete e Mgcs restano in campo, sono cambiate le prospettive per il medio periodo: la commessa da 8,2 miliardi di euro, approvata in Parlamento, per l’acquisto di 133 carri armati Leopard 2A8, e fino a 140 piattaforme ausiliarie dello stesso modello, si è arenata per via della resistenza di Knds a concedere un ruolo adeguato alle nostre industrie. 

Pertanto, l’Italia si trova a dover ripensare la sua strategia di medio periodo, e vi sono tre opzioni: un ulteriore sviluppo dell’Ariete ad uno standard C3, l’acquisto di un carro estero senza modifiche, o l’acquisto di un carro estero con maggiori possibilità per le realtà italiane. Escluso momentaneamente il Leopard (ma non è detto che la cosa sia definitiva) le opzioni in Europa sono il Challenger 3 (britannico, prodotto da Bae Systems), il Leclerc Évolution (francese, prodotto però da Knds Francia) ed il Panther Kf51 (tedesco, in fase di sviluppo da Rheinmetall). Fuori dal nostro continente abbiamo l’Abrams M1 statunitense, il K2 Black Panther sudcoreano e il Merkava israeliano. 

L’Ansa ha riportato che Leonardo starebbe parlando con due interlocutori, che è prudente per ora ipotizzare siano europei, soprattutto in virtù della scelta precedente, caduta sul tedesco Leopard. Uno dovrebbe essere Rheinmetall: la strategia italiana per entrare nel Mgcs sembra essere istituzionale con Parigi e industriale con Berlino, e sarebbe logico sostituire Knds con un’azienda tedesca. Si potrebbe ipotizzare un dialogo con Knds Francia, ma questo richiederebbe lo sviluppo di qualcosa di simile al Leclerc Mk3 e l’Ariete C3 e presupporrebbe una forte incrinatura nell’asse franco-tedesco della difesa (che comunque scricchiola da qualche tempo). Rimane il Challenger 3 di Bae Systems. La cooperazione italiana con Londra è di lunga tradizione e grande attualità, per via del caccia di sesta generazione Gcap, un sistema di sistemi, esattamente come dovrà essere il carro del futuro. L’ipotesi è che questo dialogo possa portare allo sviluppo di un sistema multidominio targato Roma-Londra.

Parte di questa complicata partita è anche il programma Army armored combat system (A2Cs) dell’Esercito, che dovrà sostituire i Dardo con più di mille nuovi blindati, investendo circa cinque miliardi di euro. Le possibili partnership sono tra Knds (che offre il Boxer), Rheinmetall (Lynx) e Bae Systems (CV90). Il vantaggio di Knds, forte del binomio col Leopard, adesso è venuto meno. Rheinmetall e Bae Systems, quindi, potrebbero essere coloro che si aggiudicheranno questa doppia commessa da tredici miliardi.

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