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Il presidente statunitense Barack Obama può ripartire per le vacanze tirando un sospiro di sollievo. Il Fiscal Cliff in Usa è stato infatti scongiurato dopo che anche la Camera dei Rappresentati ha approvato nella notte la legge licenziata dal Senato per evitare il baratro fiscale che prevede l’aumento delle tasse per gli individui che guadagnano oltre 400 mila dollari l’anno o per le coppie che ne incassano oltre 450 mila.

Il provvedimento rinvia di due mesi i tagli alla spesa pubblica. La legge è passata alla Camera con 257 voti a favore e 167 contrari. I voti necessari erano 217. A votare “no” è stata una fronda di 85 repubblicani, fautori ad oltranza di un emendamento che prevedeva tagli alla spesa per 330 miliardi di dollari.

Obama ha accolto con soddisfazione il voto della Camera dei Rappresentanti che – dopo il Senato – ha approvato l’accordo bipartisan per evitare il baratro fiscale, sottolineando di aver in tal modo rispettato la promessa fatta in campagna elettorale di un sistema fiscale più equo.

”Avevo promesso di alzare le tasse sui più ricchi e di salvaguardare la classe media. Stasera lo abbiamo fatto”. Così Obama, parlando dalla Casa Bianca, ha commentato il sì definitivo della Camera dei Rappresentanti all’accordo per evitare il Fiscal Cliff. Un’intesa ”importante”, anche se per Obama si tratta ”solo di un primo passo: occorre infatti avere un approccio bilanciato per ridurre il deficit – ha detto -. Democratici e repubblicani possono lavorare insieme”. Obama si è dunque dichiarato ”molto aperto al compromesso” per i futuri negoziati che nei prossimi due mesi riguarderanno i tagli alla spesa. Dopo il discorso il presidente Obama è subito ripartito per le Hawaii dove lo aspetta la famiglia per trascorrere gli ultimi giorni di vacanza, interrotta la scorsa settimana per affrontare proprio gli ultimi colloqui a Washington.

Via dal baratro in Usa…per ora

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