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Si susseguono incontri e vertici nei partiti, esistenti e in fieri, per compilare le liste da presentare alle politiche.

Nella galassia centrista, oltre all’Udc, gli occhi sono concentrati su obiettivi e azioni di Italia Futura.

Se al Senato il progetto prevede al momento una lista unitaria con il partito di Pier Ferdinando Casini, alla Camera i montezemoliani puntano a presentare una lista autonoma per dare corpo e sostanza al manifesto Verso la Terza Repubblica sottoscritto anche da chi non ha fondato il movimento di Luca Cordero di Montezemolo.

L’incognita principale è quella legata a Mario Monti: sosterrà, e in che forma, la coalizione centrista? Se non dovesse candidarsi esplicitamente e formalmente, i vertici di Italia Futura contano che alla fine il presidente di Ferrari possa davvero scendere in campo, nonostante titubanze e frenate.

Nel frattempo, dal centro alla periferia, iniziano a circolare ipotesi e nomi su potenziali capilista nelle varie regioni.

Poche le certezze. Fra queste c’è quella di Andrea Riccardi: il ministro montiano è ritenuto sicuro candidato nel Lazio. Così come in Campania non ci sono esitazioni su un ruolo di primo piano per il manager Carlo Calenda, un montezemoliano della prima ora. Idem in Umbria, dove è data per certa l’accademica Stefania Giannini, responsabile Università e formazione professionale nel nuovo organigramma di Italia Futura.

Anche lo storico e intellettuale Andrea Romano ovviamente sarà un nome di punta e di prestigio. Romano, una delle teste d’uovo di Italia Futura, con tutta probabilità sarà uno dei punti di riferimento in Toscana. In questo caso ci potrebbero essere tensioni con un altro toscano di peso come l’ex coordinatore organizzativo nazionale, Federico Vecchioni, già presidente di Confagricoltura.

Situazione fluida in Lombardia. C’è chi ritiene aperta la soluzione di Corrado Passera. Ma il ministro ed ex banchiere non ha ancora deciso. Posti in lista saranno previsti anche per movimenti della galassia montiana come Indipendenti per l’Italia. I due esponenti di primo piano del movimento, Paolo Mazzanti ed Ernesto Auci, sono ritenuti in corsa rispettivamente in Lombardia e in Piemonte, dove ci si attende anche la presenza dell’economista montezemoliana, Irene Tinagli, ormai presenza quasi fissa nelle trasmissioni tv.

Meno nuovo il nome che circola per il Veneto: Giustina Destro, già nel Pdl. Destro comunque da tempo lavora, anche in Parlamento, per convincere ex berlusconiani ed ex pidiellini a sposare la causa montezemoliana.

Chi saranno i capilista di Montezemolo

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