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L’Indo-Pacific Command (Indopacom) degli Stati Uniti, in collaborazione con il Pentagono e alcuni attori privati, ha lanciato un nuovo progetto per esplorare l’uso dell’intelligenza artificiale generativa nelle operazioni militari. Nei prossimi novanta giorni gli sforzi si concentreranno su questioni d’interesse della Us Navy, con l’obiettivo di accelerare il processo decisionale dei comandanti contro avversari tecnologicamente avanzati come la Cina.

Radha Plumb, capo del Chief Digital and Artificial Intelligence Office del Dipartimento della Difesa, ha dichiarato che l’obiettivo è testare prototipi nell’area di responsabilità di Indopacom utilizzando soluzioni AI offerte da aziende come Anduril e Palantir per ridurre le tempistiche e migliorare le capacità decisionali dei comandanti. Il progetto non mira a creare un unico strumento, quanto piuttosto un framework che consenta ai comandanti di integrare tecnologie AI esistenti o svilupparne appositamente di nuove. L’iniziativa punta a risolvere problemi legati ai dati e all’interoperabilità dell’AI, implementando strumenti disponibili e costruendo soluzioni su misura.

Uno degli elementi cruciali per l’implementazione di questa tecnologia è l’enorme richiesta di potenza di calcolo. “I modelli migliori richiedono molte risorse computazionali per analizzare una vasta gamma di dati e adattarsi ai contesti specifici del Dipartimento della Difesa”, ha detto Plumb. Sebbene il National Defense Authorization Act preveda l’espansione delle infrastrutture di calcolo ad alte prestazioni, la necessità di risorse rimane pressante, specialmente nei contesti classificati.

L’iniziativa ha sollevato preoccupazioni sulla crescente influenza delle aziende tecnologiche nella difesa. Un consorzio di imprese (che include le già menzionate Palantir e Anduril) si sta costituendo per proporre soluzioni comuni al Pentagono, ma ciò potrebbe creare una dipendenza pericolosa. “Il mercato digitale è già altamente concentrato e senza un’adeguata supervisione il governo rischia di perdere leva contrattuale”, ha avvertito in forma anonima un funzionario della difesa.

Jake Sullivan, Consigliere per la Sicurezza Nazionale uscente, ha sottolineato che l’integrazione dell’AI deve avvenire in tutti gli ambiti della difesa, dalle armi ai sistemi logistici. Tuttavia, ha avvertito che una gestione non disciplinata del processo di acquisizione potrebbe sostituire il dominio degli appaltatori tradizionali con una nuova forma di monopolio tecnologico.

Il test condotto dall’Indopacom rappresenta un passo importante nella trasformazione digitale delle forze armate statunitensi, ma il successo dipenderà dall’equilibrio tra collaborazione con le aziende tecnologiche e mantenimento del controllo governativo. In un contesto di crescente competizione tecnologica con avversari come la Cina, il futuro della difesa richiederà capacità di innovare senza sacrificare autonomia e flessibilità strategica.

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