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L’appello lanciato da Città del Vaticano è forte, indirizzato ai leader che si riuniranno a Evian dal 15 al 17 giugno. Due giorni in cui al G7 si farà il punto della situazione. Impossibile quindi non parlare di intelligenza artificiale. L’augurio da parte dei presidenti delle Conferenze episcopali dei sette paesi più importanti al mondo è che possano dibatterne seguendo i principi espressi da papa Leone XIV. “Chiediamo ai leader del G7 e alle aziende tecnologiche di stabilire regole internazionali chiare affinché le nuove tecnologie siano poste al servizio della persona umana e del bene comune”, scrivono ricalcando quanto scritto dal Pontefici nell’enciclica Magnifica Humanitas. “Disarmare l’IA significa sottrarla alla logica della competizione armata, che oggi non è più solo militare ma economica e cognitiva. Disarmare non significa rinunciare alla tecnologia ma impedirle di dominare l’umano”, sottolineano. “Non basta regolarla: va disarmata e resa ospitale. Deve rimanere sotto il controllo umano ed essere governata da chiari principi etici”.

Tra le firme della petizione ci sono anche quelle del presidente della Cei, Matteo Zuppi, e il presidente della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea, Monsignor Mariano Crociata. Anche loro riaffermano la necessità di mettere al centro “la dignità di ogni persona umana”, al centro di qualsiasi rivoluzione. “Le istituzioni internazionali restano indispensabili per prevenire i conflitti, proteggere le popolazioni civili e promuovere la giustizia dei popoli”, ricordano.

Anche per questo, i vertici delle Conferenze episcopali mettono l’accento su un timore che li accomuna: la riduzione della spesa pubblica. “Destano viva preoccupazione i recenti tagli agli aiuti pubblici allo sviluppo in diversi paesi del G7. Mentre in molte regioni del mondo aumentano i bisogni umanitari, incoraggiamo a mantenere un forte impegno a favore della lotta contro la povertà, dell’accesso all’istruzione e all’assistenza sanitaria, della sicurezza alimentare e di uno sviluppo che rispetti le popolazioni e l’ambiente. Milioni di persone vedono diminuire le loro possibilità di accedere a cibo, salute, istruzione e protezione. Chiediamo agli Stati del G7 di rinnovare il loro impegno a favore della solidarietà internazionale e di un partenariato equo con i Paesi del Sud. Le politiche di sviluppo devono avere come scopo prioritario la riduzione della povertà, la sicurezza alimentare, l’accesso all’istruzione e all’assistenza sanitaria, nonché la tutela delle persone più vulnerabili”.

Un primo passo verso quello che viene auspicato sembra già essere stato compiuto. Dal G7 di Evian verrà partorito un manifesto sull’IA promosso dai giovani da tutto il mondo. Il documento conterrà le preoccupazioni sulla tecnologia che si spera vengano prese in considerazione della politica. Al contrario di quel che si potrebbe pensare, infatti, attorno all’IA ci sono molte paure – sempre collegate al ruolo che potrà avere l’uomo nella transizione digitale. Come afferma il Paris Peace Forum in una nota, questa iniziativa rientra nell’agenda della presidenza di turno francese. Non a caso prenderanno parte all’evento di lancio del 15 giugno anche la viceministra responsabile per l’IA e il Digitale, Anna Le Hénanff, e l’Alta commissaria per l’infanzia, Sarah El Ha’ry.

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Dal 15 al 17 giugno i grandi del mondo si ritroveranno a Evian, in Francia. A tutti loro si rivolgono i presidenti delle Conferenze episcopali dei 7 Paesi aderenti: in un appello, chiedono che la tecnologia venga “governata” e “disarmata” per mantenere l’uomo al centro. Riprendendo così le preoccupazioni espresse dal Pontefice e dai cittadini

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