Skip to main content

Il confronto tra Safe e Btp sembra semplice: se il prestito europeo costa meno, conviene il Safe. Ma non è detto che basti confrontare i due tassi di interesse.

La domanda è anche: a chi vanno gli interessi? Secondo i dati più recenti, i privati italiani detengono circa 404 miliardi di euro di titoli di Stato, mentre le banche italiane ne hanno in portafoglio circa 322 miliardi. Oltre un terzo dei titoli è invece detenuto da investitori esteri. Quindi una parte importante degli interessi pagati sui Btp resta in Italia: va alle famiglie e ai risparmiatori, oppure a banche, assicurazioni, fondi, imprese e altri soggetti residenti.

Il calcolo, però, non è semplice. Una banca, un fondo, un’impresa o un’associazione italiana può essere partecipata, finanziata o controllata anche da soggetti stranieri. E un intermediario italiano può gestire denaro per conto di investitori esteri. Per capire dove finiscono davvero gli interessi bisognerebbe quindi risalire, per quanto possibile, al beneficiario finale. L’ipotesi è comunque chiara.

Se il Safe costa molto meno dei Btp, il risparmio sugli interessi può renderlo certamente più conveniente. Ma più la differenza tra i due tassi si riduce, più pesa il fatto che una parte degli interessi sui Btp resta nell’economia italiana. Per questo non basta chiedersi: quanto costa il Safe e quanto costa un Btp? Bisogna chiedersi anche: dove finiscono gli interessi? Solo un calcolo che tenga conto di entrambi gli elementi può dire quale scelta sia davvero più conveniente per il sistema Italia.

Safe o Btp, quale scelta conviene davvero all’Italia. La versione di Billi

Di Simone Billi

Se il Safe costa molto meno dei Btp, il risparmio sugli interessi può renderlo certamente più conveniente. Ma più la differenza tra i due tassi si riduce, più pesa il fatto che una parte degli interessi sui Btp resta nell’economia italiana. La riflessione di Simone Billi, capogruppo della Lega in Commissione Esteri

Dove va la transizione ecologica. L’opinione di Guandalini

Non è solo caro bollette e carburante. Il the day after della calura estiva pone una domanda ineludibile sul percorso del green deal. Manca la direzione. La gerarchia delle priorità. Rewind. Siamo fermi al Governo Draghi. Uno studio di Eurobarometro ci dice come la pensano gli italiani. L’opinione di Maurizio Guandalini

Qual è il destino dell’Europa senza leadership?

Come può l’Europa tornare protagonista del proprio destino? La risposta nel volume “La necessità di una leadership europea” di Maria Teresa Manuela Ruggieri: recuperando una propria autonomia geopolitica, rafforzando la coesione tra i popoli europei e costruendo una leadership in grado di coniugare identità, sviluppo economico e responsabilità internazionale

Summit Nato, cinque motivi per cui è già un vertice storico. Scrive Gilli

Di Andrea Gilli

Non è solo il vertice degli impegni sulla spesa militare. Da Ankara emergerà una Nato chiamata a ripensare la propria struttura, i rapporti tra alleati e il ruolo degli Stati Uniti. Tra il rafforzamento della posizione di Trump, il nuovo peso della Turchia e le sfide della deterrenza europea, il summit segnerà un passaggio importante per gli anni a venire. La riflessione di Andrea Gilli, lecturer in Studi strategici all’università di St Andrews e Non-resident fellow del Nato Defense College

Cosa faranno Leonardo e Thales per le forze speciali Nato. I dettagli

La Nato ha affidato al consorzio Thales-Leonardo la realizzazione di sistemi di comunicazione per il comando delle forze speciali. Il programma prevede sei nodi mobili dispiegabili per continuità operativa in scenari complessi, con reti sicure, interoperabilità e ridotta segnatura elettromagnetica. Per la prima volta, sarà introdotto anche il full motion video

Da Abe a Takaichi, l’asse India-Giappone ridisegna gli equilibri dell’Indo-Pacifico

India e Giappone rafforzano una partnership strategica nell’Indo-Pacifico puntando su sicurezza, tecnologia e resilienza, mentre gli Stati Uniti appaiono meno centrali.
Questo nuovo equilibrio apre opportunità per l’Italia e l’Europa di inserirsi attivamente nella costruzione di un ordine geopolitico emergente

Dalle trincee ucraine al mare. La Royal Navy testa il drone Nyan

La Royal Navy ha effettuato il primo lancio in mare del drone kamikaze Nyan, accelerando il programma per una “trasformazione ibrida” in cui navi tradizionali e sistemi autonomi opereranno insieme per aumentare capacità offensive e flessibilità operativa

Vi spiego la linea italiana tra Ucraina, fianco Sud e spesa Nato. Parla Calovini

Il vertice Nato di Ankara si apre tra le incertezze sul futuro dell’impegno americano, la necessità di sostenere l’Ucraina e la richiesta europea di dare maggiore peso al fianco Sud. In questa conversazione Giangiacomo Calovini, deputato di Fratelli d’Italia e membro dell’Assemblea parlamentare Nato, spiega come l’Italia può contribuire a tenere insieme il rapporto transatlantico, la centralità del Mediterraneo e il percorso verso un rafforzamento delle capacità europee di difesa

L'Opec aumenta ancora la produzione di petrolio. Ecco perché

L’organizzazione, guidata da Arabia Saudita e Russia, ha scelto di aumentare ancora la produzione di circa 188.000 barili al giorno, a partire dal mese di agosto. I Paesi dell’Opec si riuniranno di nuovo il 2 agosto

L’Octagon di Sisi, la nuova architettura del potere egiziano

L’inaugurazione del nuovo Strategic Command Headquarters va oltre l’apertura di un quartier generale militare. Il complesso diventa il simbolo di un progetto che intreccia sicurezza, centralizzazione del potere e ambizioni regionali in un Medio Oriente ancora attraversato da conflitti

×

Iscriviti alla newsletter