La nuova struttura promossa dagli Stati Uniti introduce un modello operativo selettivo e mette in luce la divisione europea. L’Italia dispone di competenze riconosciute nella stabilizzazione e mantiene una posizione coerente con il proprio ruolo mediterraneo. L’analisi di Elisabetta Trenta, direttrice dell’Osservatorio sulla Sicurezza Nazionale, già ministra della Difesa
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Memoria, metodo e responsabilità dello Stato. L'eredità dell'ammiraglio Martini
La sesta edizione del Premio Cossiga Socint, conferita alla memoria dell’Ammiraglio Fulvio Martini nell’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati, ha trasformato una cerimonia commemorativa in un momento di riflessione pubblica sulla funzione democratica dei Servizi di informazione, la sovranità cognitiva e la necessità di radicare la cultura dell’Intelligence nella formazione civica del Paese
Il cappello di Tajani, il ritratto di Meloni, il cellulare di Casini. Queste le avete viste?
Il ministro degli Esteri mostra il berretto del Canada, mentre la presidente del Consiglio mostra un ritratto donato dagli studenti italiani ad Addis Abeba. E poi Pier Ferdinando Casini pizzicato da Pizzi mentre cerca di leggere qualcosa sul suo cellulare. Ecco le foto politiche degli ultimi sette giorni
La World Bank al centro del Board of Peace. Ecco le ragioni della scelta di Trump
Il coinvolgimento della Banca Mondiale come gestore dei fondi introduce un elemento multilaterale nella nuova architettura creata da Washington per la ricostruzione di Gaza. Resta però aperta la tensione tra direzione politica statunitense e implementazione affidata a istituzioni internazionali
Re Carlo e la corona di spine per l’ignominia di Andrea. Il racconto di D'Anna
La gravità delle accuse mosse all’ex principe Andrea arrestato e rilasciato ieri dopo 12 ore di interrogatorio è evidenziata dalla ripresa delle perquisizioni della polizia britannica presso la Royal Lodge e nella tenuta nel Berkshire, la vecchia e la nuova residenza dell’inquisito. Per la monarchia inglese è il momento più buio. L’analisi di Gianfranco D’Anna
O si fa l’Europa o è il declino. Il monito di Manciulli
L’Europa rischia di essere soverchiata da un mondo che sa usare la forza e la capacità strategica. Non dobbiamo correre questo rischio. Bisogna sapere che o l’Europa è in grado di rilanciare la Nato e l’Occidente rilanciando sé stessa e prendendosi delle responsabilità, oppure rischia di sprofondare nel declino. Intervista ad Andrea Manciulli, direttore delle Relazioni istituzionali della fondazione MedOr
Perché le dimissioni di Albanese non sono solo una questione di compatibilità col mandato. Scrive Terzi
Come si può pensare che le dimissioni di Albanese, a fronte di tutto ciò, non siano necessarie? Le sue argomentazioni trovano il tempo che trovano, perché è lunga la lista di sue frasi e ragionamenti che tutto sono tranne che imparziali sulla questione. Ma dietro tale ricerca di alibi vi è qualcosa di più. L’opinione del senatore Giulio Terzi di Sant’Agata
Spazio, il centro Broglio come ponte strategico tra Roma e Malindi
A Malindi, il terzo Italy-African Space Leaders Meeting segna un passo ulteriore nella cooperazione tra Italia e Paesi africani nel settore spaziale. L’incontro consolida un formato ormai stabile, spostando il focus dai singoli progetti a una cornice strategica più ampia, centrata su formazione, coordinamento istituzionale e ruolo dell’Africa nella governance globale dello spazio. Il centro Broglio emerge così come hub permanente di un partenariato in fase di maturazione
Un satellite porta-droni per la Difesa italiana? Cos’è il progetto Multispada
L’Italia sta lavorando allo sviluppo di un nuovo tipo di satellite militare, uno capace di trasportare e schierare dei micro-droni dotati di sensori all’avanguardia per osservare quello che avviene in orbita. Fantascienza? No, i primi fondi sono già stati erogati e a lavorarci sono le italiane Nurjana Technologies e D-Orbit. Ecco cos’è il progetto Multispada
Mosca non trivella più. Ecco come si aggrava la crisi del petrolio in Russia
Dopo che l’apertura del mercato venezuelano ha causato la giacenza di milioni di barili di greggio russo nei depositi della Federazione, adesso è l’industria nazionale a mostrare segni di cedimento. Se nessuno vuole più il petrolio dell’ex Urss, tanto vale fermare gli scavi. E aprire la strada a una calo della produzione
















